Formula 1

Ferrari: rendere la vettura “neutra” per favorire il ritorno del vero Leclerc

Monza e Singapore: il giorno e la notte. Non ci si riferisce alle condizioni in cui si sono disputate le gare, bensì alle caratteristiche tecniche di due tracciati che possiamo mettere agli antipodi. Quello italiano è l’esaltazione della velocità estrema e delle staccate brute. Peculiarità che pretendono un carico aerodinamico bassissimo e che rendono la guida una sfida costante. Marina Bay è la pista delle pieghe brusche, di brevissima percorrenza, dove il carico conta tantissimo e la trazione fa la differenza.  

Cosa ha accomunato gli ultimi due gran premi disputati? Semplice: una Ferrari in grande spolvero ed un Carlos Sainz ritrovato. Un pilota finalmente padrone delle vetture di nuova generazione che tanto aveva sofferto l’anno scorso e che molto tempo ha impiegato per comprenderle e sfruttarle appieno. 

Tralasciando la crescita del driver di Madrid (e non è un elemento di secondo piano nell’economia stagionale) ciò che fa sorridere l’ambiente ferrarista è la capacità della SF-23, una vettura che fino a qualche tempo fa era stata del tutto e quasi inappellabilmente bocciata, di adattarsi a due scenari così diversi tra loro. Un inedito per una monoposto che sembrava poter funzionare solo in certi contesti. 

Carlos Sainz (Scuderia Ferrari) – SF-23 – Gp Singapore 2023

Ferrari: la crescita della SF-23 è lenta ma progressiva

Il lavoro fatto dagli ingegneri di Maranello sulla comprensione del mezzo sta dando finalmente i suoi frutti e rappresenta un vantaggio innegabile nella rincorsa al secondo posto che si fa sempre più concreta visto che la Mercedes, in classifica, non è più un puntino lontano ed inafferrabile. Per provare l’assalto a Lewis Hamilton e George Russell serve il contributo di Leclerc che nelle ultime due gare è apparso meno a suo agio del collega.

Affermare ciò non significa sminuire le eccezionali doti di pilotaggio di un vero fuoriclasse del volante (non ci pieghiamo all’insulsa guerra di bande che caratterizza l’ambiente sempre più tossico dei social network), è semplicemente voler fotografare un fatto che racconta di un momento di leggera opacità che l’ex Sauber saprà sicuramente vincere. Cosa che intende fare sin dalla prima sessione di prove libere del Gran Premio del Giappone che scatterà tra meno di 48 ore.

Come mai il monegasco non sta sfruttando appieno la SF-23? Sintetizzando all’estremo concetti tecnici ben più complessi (in altri scritti troverete analisi approfondite della materia), il ragionamento è il seguente: l’assetto che produce le migliori prestazioni della vettura italiana è quello che si sposa meno con le caratteristiche di Charles ma che lo fa leggermente meglio con quelle di Carlos. Attenzione, non c’è nessuna mano invisibile dietro questa dinamica. Le regie occulte lasciamole ai romanzi thriller. 

Così come era una bufala infiocchettata l’idea che l’approdo di Frédéric Vasseur servisse a mettere Leclerc al centro del villaggio rosso, sono da rigettare al mittente quelle assurde considerazioni che intendono alludere ad una campagna pro-Sainz che non avrebbe senso e che non ha basi probanti solide. Fuffa per usare un termine delicato, ma sarebbe forse più consono adoperare espressioni che non si confanno a questa redazione.

Carlos Sainz e Charles Leclerc, Scuderia Ferrari, Gp Italia 2023

Nelle ultime tre gare Sainz ha sempre battuto Leclerc. I distacchi non sono stati enormi, ma alla fine lo spagnolo s’è messo nelle condizioni di portare a casa più punti e di riprendere il compagno in classifica aprendo un piccolo margine di sicurezza. La SF-23, tra Monza e Singapore, ha mostrato una solida costanza e questo è un segnale forte e che incoraggia anche l’ex Sauber il quale spera che a Suzuka la verve non si spenga. In ballo c’è l’obiettivo di essere il primo degli altri alle spalle della Red Bull. Hamilton è abbastanza lontano, ma la Ferrari delle ultime apparizioni dà buone sensazioni che Charles intende cavalcare.

Spero davvero che sia possibile essere competitivi anche a Suzuka“, aveva spiegato il ferrarista dopo il Gp di Singapore. “Se riusciamo a farlo sarebbe un ottimo segnale per il futuro. Come ho detto a Zandvoort, abbiamo fatto molti test. A Monza volevamo confermarli. A Singapore abbiamo applicato tutto e abbiamo fatto un grande passo in avanti”.


Ferrari: il cambio di concept ha portato la SF-23 fuori dalla comfort zone di Leclerc

Nulla accade per caso. Dal Gran Premio di Spagna la Ferrari ha imposto una sterzata filosofica al suo concept aerodinamico. I tecnici si sono spinti sui sentieri disegnati dalla Red Bull accentuando l’effetto downwash delle pance, cosa che sembra essere particolarmente premiante nella F1 di nuova generazione come ebbe a spiegare qualche tempo fa Andrea Stella il cui team ha fatto crescere in maniera esponenziale la MCL60 adottando scelte prese due anni or sono da Adrian Newey.

La Rossa non si è adattata subito. Ha dovuto digerire e metabolizzare le massicce novità somministratele. Lunghi mesi sono serviti per sviluppare gli assetti consoni al nuovo contesto che sarà la base della vettura 2024 che è già in fase avanzata di definizione in quel di Maranello. Le idee sono chiare e si sa perfettamente dove mettere le mani. Serviva del tempo e forse altro ne servirà, ma la strada che porta all’avvicinamento ai campioni del mondo in carica è impostata.

Charles Leclerc (Scuderia Ferrari) scende in pista a bordo della sua SF-23 – Fp1 Gp Singapore 2023

Charles è concentrato sul presente e sa che Marina Bay ha spesso esaltato le prestazioni della Rossa. Bisogna rendere strutturale il progresso ed è qua che arriva il difficile: “Singapore è stata storicamente un’ottima pista per noi, quindi dobbiamo aspettare un’altra gara per vedere se abbiamo fatto un buon passo avanti in modo coerente o se si è trattato di un evento isolato”.

Suzuka sarà un banco di prova di quelli importanti che, se superato, aprirà a prospettive succose. Uno dei problemi principali della SF-23 è l’instabilità nelle curve ad alta velocità. Marina Bay, oltre a presentare molti tratti lenti, è una pista nella quale si passa poco tempo in curva. Non a Suzuka dove ci sono pieghe iconiche come le esse in salita, la Spoon, la 130R; sezioni nelle quali serve un compromesso aero-meccanico iper efficiente per uscirne senza problemi.  


Ferrari percorre al contrario il cammino intrapreso dalla Red Bull

Leclerc ha spiegato come la Ferrari sia riuscita a trovare un compromesso nella configurazione del mezzo, ma ammette altresì che tale equilibrio potrebbe aver reso più difficile guidare in determinate condizioni. Un bilanciamento che forse non è andato nella direzione preferita dal pilota e che in Giappone potrebbe rappresentare una sfida ulteriore.  

Penso che fin dalla prima gara sapevamo che avevamo una macchina imprevedibile. A causa di questa natura dobbiamo essere al sicuro dal punto di vista del bilanciamento e non possiamo avere molta aderenza all’anteriore. Ogni volta che c’è un po ‘di sovrasterzo perdi molto grip ed è difficile da gestire. Non è che sia una’auto sottosterzante, ma devi mettere sottosterzo in macchina per renderla prevedibile e questo è un po’ complicato“.

E’ quest’ultimo passaggio che sancisce in maniera lucidissima quali sono le difficoltà che Charles sta incontrando. Per tenere la SF-23 in una finestra operativa efficace bisogna adoperare quei setup che la rendono tendenzialmente meno precisa all’avantreno. Una condizione che cozza contro lo stile di un pilota che predilige un anteriore puntato e il retrotreno che lo assecondi. Questa macchina, invece, impone che si guidi all’opposto per produrre prestazioni solide. E quell’opposto è ben maneggiato da Sainz che preferisce la consistenza dell’asse posteriore a quella anteriore. 

Charles Leclerc e Carlos Sainz (Scuderia Ferrari) – Gp Italia 2023

Ciò che succede in Ferrari, al contempo, è la replica e l’opposto di quanto è accaduto in questi due anni in Red Bull. La RB18 nasceva come macchina tendente al sottosterzo, condizione che aveva esaltato le prestazioni di Sergio Perez. A Milton Keynes avevano capito che per estrarre il massimo potenziale dalla vettura dovevano andare verso un anteriore più preciso. Cosa fatta con un fitto programma di dimagrimento che ha portato la vettura nella comfort zone di pilotaggio di Max Verstappen che si è letteralmente esaltato da metà 2022 in poi.

In Ferrari, invece, si è capito che per essere più veloci bisogna evidenziare le caratteristiche che portano la macchina a produrre un leggero sottosterzo, condizione che va nelle corde del pilota madrileno. Ed è proprio la semplice spiegazione di questa dinamica che mette a tacere tutto quel vociare secondo cui si stia favorendo un conducente invece che un altro. Se Sainz si trova meglio con la SF-23 evoluta è solo per una questione incidentale

L’obiettivo dei tecnici di Maranello per l’anno venturo è quello di correggere questo atteggiamento e di rendere la macchina più neutra, ossia un mezzo capace di adattarsi sia a Sainz che a Leclerc. Piloti che sono considerati dai vertici del Cavallino Rampante come la miglior coppia del mondiale. Cosa che porterà, molto probabilmente a breve, al rinnovo contrattuale di entrambi. Con buona pace dei teorici guerrafondai.


Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1
, Scuderia Ferrari

Vedi commenti

  • Sarà...ma per il 2° anno consecutivo, gli sviluppi Ferrari durante la stagione vanno in direzione di Sainz. E si vocifera che , persino nel 2022 quando Leclerc era in testa al Mondiale con 55 punti di vantaggio, il pilota spagnolo si sia lamentato chiedendo modifiche nella sua direzione. Resta il fatto che, anche per quanto accaduto nel 2022 , dovrebbe essere evidente che se la coppia Leclerc - Sainz è quanto di meglio si possa avere per puntare in futuro ad un Mondiale Costruttori , è anche la coppia peggiore possibile per puntare ad un Mondiale Piloti (l'unico Mondiale il cui Albo d'Oro si tramanda di generazione in generazione). Anzi, diciamola chiaramente : con Leclerc e Sainz assieme, persino una Ferrari altamente competitiva non ha e non avrà nessuna possibilità di vedere uno dei due laurearsi Campione del Mondo...e ciò perché ognuno di loro, nel pieno della carriera, nutre legittimamente ambizioni di Primo Pilota dopo anni di "né primo né secondo". Oppure siete così ingenui da credere che la Ferrari, nei prossimi anni, possa instaurare un dominio come quello della Mercedes nel 2016 con Hamilton e Rosberg ? ...Risate .

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Pubblicato da
Diego Catalano