Formula 1

Mercedes: i fattori tecnici da salvare per la stagione 2024

16 gare, zero vittorie. Mondiale costruttori andato, quello piloti in via di assegnazione. Qualche podio, tanta sofferenza, poche soddisfazioni. Considerate queste premesse c’è qualcosa da salvare nella stagione della Mercedes? La risposta più scontata sarebbe un sonoro ed inappellabile no. Ma bisogna osservare anche l’altro lato della medaglia: è dalle sconfitte, specie da quelle più cocenti, che si traggono gli insegnamenti più utili per ripartire e “vendicarsi”, sportivamente parlando. 

Ciò è quanto vogliono fare dalle parti di Brackley perché gettare il bambino con l’acqua sporca non è mai una tattica premiante. Le reazioni di pancia non hanno mai generato rimonte, in Mercedes lo sanno e stanno agendo cercando di essere il più lucidi possibile usando la seconda parte della stagione come un grande test per comprendere, analizzare e deliberare concetti efficaci che vanno introdotti sulla nascente W15, una vettura alla quale si è messo mano già da qualche mese. 

Lewis Hamilton (Mercedes AMG) in conferenza stampa, stagione 2023

Mercedes: capire gli errori per ripartire di slancio

In relazione a quanto riportato in apertura assumono una valenza simbolica le parole espresse da Lewis Hamilton dopo il Gran premio di Suzuka che ha mostrato ancora una volta una Mercedes debole e che piano piano viene risucchiata da una Ferrari in decisa crescita. 

Non cestineremo mai la macchina, ovviamente. Queste auto sono ancora dei capolavori anche se non sono le più veloci del mondo. Duemila persone hanno lavorato così duramente per costruire queste cose e continueranno a far parte della nostra storia e della nostra curva di apprendimento”.

Queste le parole motivazionali a cui seguono quelle con qualche riferimento più tecnico: “Ci saranno parti che cercheremo di cambiare, proviamo a trattenere alcuni degli aspetti positivi perché ci sono. Stiamo cercando di aggrapparci a questi. Abbiamo definito una nuova direzione ma è troppo presto per dire se essere ottimisti sulla macchina del prossimo anno. Ho piena fiducia nella squadra che saprà portarci nella direzione in cui deve andare. C’è stato molto da imparare in questi ultimi due anni, quindi se non lo avremo fatto continueremo a lavorarci. Ma spero che lo abbiano fatto“.

Lewis resta abbottonato come è normale che sia. Non si leggono proclami mirabolanti perché c’è la consapevolezza che un solo inverno potrebbe non essere sufficiente per limare la distanza dalla cima. Da qui la lucidità di ammettere a se stessi che il 2024, anche se dovesse essere migliorativo, potrebbe non coincidere con l’anno dell’aggancio definitivo. Tappa che potrebbe invece rappresentare col 2025 che combacia con l’ultima stagione di contratto del britannico. 

Per tale ragione Hamilton ha preteso un rinnovo di due annualità e non di una più opzione. Con diciassette anni di esperienza in F1 l’anglo-caraibico sa che non si può ottenere tutto in poco tempo e che servono i necessari passi tecnici per scalare la vetta. 

Lewis Hamilton (Mercedes AMG) – durante le qualifiche del Gp del Giappone 2023

Mercedes: lavoro marginale sulla W14, la testa è al progetto W15.

Il 2023 della Stella a Tre Punte ha un solo obiettivo: provare a chiudere in seconda piazza. Operazione che sembra sempre più ardua visto il recupero della SF-23. In fabbrica si gioca su un doppio piano. Gli sforzi massimi sono già settati sul modello 2024 ma la W14 non è lasciata al suo destino. Questo non significa che arriveranno altri update massicci, ma semplicemente che si prova ad ottimizzare al meglio il pacchetto esistente. E ciò, in ogni caso, sottrae del tempo prezioso alla vettura del prossimo anno. 

Il direttore tecnico di pista Andrew Shovlin rende esplicita questa dinamica: Stiamo facendo un sacco di lavoro per cercare di risolvere alcuni dei problemi su questa vettura per assicurarci di non averli l’anno prossimo“. Un processo iniziato già nel 2022 quando la macchina, al sabato, era ancor più attardata. Un cammino non del tutto compiuto visto gli esiti. “In alcune aree siamo migliorati. Il grosso problema però è che non siamo abbastanza veloci. Dobbiamo trovare una buona fetta di prestazioni per sfidare la Red Bull in particolare. Ma ora anche le altre sono molto vicine”, ha aggiunto Shovlin.

Il classico principio della coperta corta. E’ questo il male principale della W14: si sistema un elemento e si scoprono altri problemi. Quello che accadeva con il modello precedente quando la macchina, ripulita dal porposing, manifestava altre debolezze prima rimaste celate. I progressi della W14, invero non eccezionali, sono stati mascherati dalla fuga della RB19 e da un campo più ristretto in cui Ferrari, Aston Martin e McLaren lottano centesimo su centesimo. Ma non può essere una scusante e Shovlin lo sa:

C’è molto su cui operare e certamente parte del lavoro sarà quello di assicurarci di poter dare ai piloti la fiducia nella macchina che manca al momento. Questa è una grande area. Abbiamo alcuni progetti interessanti che speriamo vengano realizzati“.

Andrew Shovlin, trackside engineering director (Mercedes AMG Team)

La sfida concettuale sarà proprio quella di dare una vettura di cui i driver possano fidarsi. Hamilton ha spiegato che in Mercedes sono sempre stati molto bravi ad aggiungere, update dopo update, carico al retrotreno. Ma così non è stato quest’anno visto che la parte posteriore non asseconda un anteriore nato debole e che è diventato solido con gli aggiornamenti introdotti a Montecarlo. E ciò riconduce ancora al concetto della coperta corta.

In chiave 2024, dunque, Mercedes vuole allungare il manto e aprire la finestra. Fuor di metafora, il target è quello di rendere la W15 non solo veloce ma pienamente adattabile, più facilmente settabile e più vicina nel comportamento tra il giro singolo (oggi problematico) e sul passo gara. L’esperienza accumulata in questi due anni dovrà servire per compiere quest’opera titanica. Basterà?


Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1
, Mercedes AMG

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Diego Catalano