Formula 1

Red Bull: anche Chris Horner potrebbe scaricare Sergio Perez

Le line-up piloti 2024 sono definite. Quasi un inedito nella storia della F1 che, in passato, ha vissuto di maggiore incertezza in questa fase della stagione. Tutto delineato, quindi. Ma c’è un piccolo ticchettio che a volte si fa assai molesto nella testa di chi deve amministrare le cose in casa Red Bull. Sì, avete capito, ci riferiamo a lui: Sergio Perez sarà davvero il pilota per la prossima stagione agonistica?

Ad oggi la risposta è sì. Clausole di protezione bilaterali sono state inserite nei contratti che rendono il documento legale inattaccabile. Se il messicano non dovesse clamorosamente decidere di andar via di sua iniziativa – cosa assai improbabile – Red Bull avrebbe poco spazio per silurarlo e per arretrarlo in AlphaTauri, cosa peraltro impossibile data la conferma di Tsunoda e Ricciardo, senza pagare penali di una certa rilevanza. E nessuno vuole lo scontro. Anche perché, tutto sommato, la Red Bull quel che doveva prendersi se l’è preso: entrambi i titoli iridati.

Daniel Ricciardo fa il sedile della AlphaTauri AT04

La dominanza espressa in questa stagione dalla RB19, chiaramente, ha fatto sì che le prestazioni costantemente degradanti del driver di Guadalajara non abbiano inciso negativamente. Ma è scontato che l’anno venturo la RB20 sarà altrettanto tracimante? Non abbiamo la palla di vetro ma è verosimile che la concorrenza, agguerrita per un biennio di legnate dolorosissime, voglia togliersi più di uno sfizio mettendo in difficoltà, anche grazie alla naturale convergenza tecnica e prestazionale che si perpetra quando i regolamenti sono stabili, i campioni anglo-austriaci.

Ed è in queste non irrealizzabili circostanze che la posizione di Perez potrebbe seriamente traballare. Anche perché, iniziando la stagione senza un rinnovo contrattuale in saccoccia, l’aria potrebbe essere ancora più pesante di quella che si respira oggi dalle parti di Milton Keynes


Red Bull: Perez non ha più amici

Fare un excursus sui disastri stagionali di Perez sarebbe un’operazione troppo lunga. Raccontarne le motivazioni alla base degli stessi sarebbe esercizio tedioso dato che la questione è stata più volte approfondita sia da un punto di vista tecnico, ossia su quanto la RB19 sia una monoposto che non premia il suo stile di guida, sia osservando la cosa con dinamiche psicologiche, in considerazione del fatto che Red Bull opera con uno schema chiarissimo e difficile da digerire: un pilota al centro di tutto e un compagno che gli deve fare da spalla e supporto. 

Cosa che Sergio seppe fare nel 2021 contribuendo chiaramente alla vittoria del titolo di Max (la difesa su Hamilton ad Abu Dhabi ne è fotografia nitidissima) ma che non gli riesce più da quando la F1 ha cambiato la sua base tecnica costituente. Salvo qualche sprazzo sporadico, il messicano non ha mai tollerato troppo le auto next gen. E la cosa, unita al contesto e a doti tecniche inferiori a quelle del collega, ha creato la crisi senza fine in cui versa.

Sergio Perez (Oracle Red Bull Racing) – Gp Singapore 2023

In squadra Perez ha spesso dovuto lavorare senza il supporto pieno di Helmut Marko a cui, forse, non è mai andata a genio la presenza di un pilota che non proveniva dall’academy da egli stesso diretta. Ecco che il manager di Graz non ha mai fatto mancare commenti acidi e stilettate velenose nei riguardi di un professionista in difficoltà. Diverso il registro comunicativo di Chris Horner che si  è quasi sempre mostrato comprensivo, amichevole e supportante. Anche quando ha espresso delle critiche necessarie. Ma forse qualcosa inizia a cambiare anche nell’approccio del team principal inglese. 

Dopo l’ennesimo gran premio da dimenticare, Horner ha provato a stimolare ancora il suo pilota. Ma lo ha fatto in una maniera meno convinta: “La frustrazione è che sappiamo cosa Checo è stato capace di fare. Naturalmente, l’anno scorso e quest’anno, ha contribuito in modo significativo al campionato costruttori. Vogliamo disperatamente che ritrovi la sua forma e come squadra ne abbiamo bisogno”. 

E poi un passaggio chiave che spiega come il vento stia ruotando:Non possiamo permetterci questa grande differenza perché se, come ci si aspetta, l’anno prossimo la griglia continuerà a restringersi a livello di valori, abbiamo bisogno che entrambi i piloti siano al top“. Horner continua a pensare che i problemi di Perez siano di natura mentale ma ora ha bisogno che il suo driver ritorni a guidare a livelli almeno accettabili per un top team. 

Il manager continua a ripetere che Red Bull darà tutto il supporto possibile a Perez, ma la verità è che a Milton Keynes tutti pretendono che sia il messicano a dare qualcosa alla squadra dopo un anno a tinte horror. Il capo del sodalizio fresco di vittoria del titolo lo ha lasciato intendere stavolta senza adire a diplomazie di sorta: “Penso che con una macchina come la nostra, probabilmente si sta mettendo sotto pressione. La cosa più importante per noi era vincere entrambi i campionati. E l’abbiamo fatto. E poi, la cosa migliore sarebbe avere entrambi i piloti al primo e al secondo posto”. 

Horner non ha evitato evidenziare come in casa altrui le coppie piloti siano sostanzialmente più complete: “La Mercedes ha una coppia di piloti forti, la McLaren altrettanto, la Ferrari ha una coppia di piloti molto unita. Credo che questo sia accaduto anche a noi all’inizio dell’anno. Ma man mano che la stagione è andata avanti è diventato più complicato”. Quello del dirigente inglese suona come un monito a Perez di darsi una mossa. 

Helmut Marko e Christian Horner (Oracle Red Bull Racing) – Stagione 2023

Dopo Helmut Marko, lentamente, anche Horner inizia ad essere meno comprensivo. Effettivamente la misura pare essersi colmata. Per Sergio le chance sono terminate e anche la chiusura in seconda piazza in questo campionato sarebbe un obiettivo minimo che invero andava raggiunto ben prima.

Il messicano ha cinque gare per dimostrare di essere quella spalla che Red Bull vuole in vista di un mondiale più serrato quale dovrebbe essere quello 2024. Se, dopo aver perso la piazza d’onore nel 2022, la cosa dovesse replicarsi è lecito attendersi l’apertura di ogni scenario. Con o senza clausole di protezione contrattuale. 


Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1
, Oracle Red Bull Racing, Scuderia AlphaTauri

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Pubblicato da
Diego Catalano