Formula 1

Alpine: l’accordo con Otro Capital apre all’uscita morbida della Renault?

Confusione. Questo è il feeling che si prova dando uno sguardo all’Alpine dopo il mondiale 2023 in cui, a livello dirigenziale, è successo un po’ di tutto. Mentre tecnici e piloti cercavano di tirar fuori prestazioni da un progetto che è rimasto invischiato nel ventre molle della F1, i dirigenti preposti al dialogo con le istituzioni del motorsport provavano a ottenere una revisione del blocco degli sviluppi dei propulsori. 

Un tentativo estremo, quasi disperato, che spiega come a Estone  e soprattutto a Viry-Châtillon, dove vengono concepiti, prodotti ed assemblati i V6 turbo-ibridi, si siano mossi, nelle ultime annate, a tentoni. I tecnici della FIA avevano analizzato, con dati e numeri forniti dai team, le prestazioni delle unità propulsive presenti in griglia nella prima metà del 2023 arrivando alla conclusione che si registrava un certo divario tra i concorrenti. 

La power unit Renault installata sull’Alpine A522, stagione 2022

Il V6 Renault montato sulle Alpine era risultato quello più attardato e qualcuno dei facenti funzioni del gruppo transalpino aveva proposto di vagliare la possibilità di far recuperare terreno ai francesi prima del decongelamento normativo del 2026. Il Power Unit Advisory Committee doveva offrire alcune soluzioni alla F1 Commission col fine di interrompere la pax tecnica stabilita l’anno passato. Una mossa per provare a bilanciare i valori in griglia che è stata immediatamente cestinata e rimandata al mittente.

Questa vicenda ha segnato la storia recente della scuderia francese e soprattutto ha scatenato l’ira funesta di Luca De Meo, amministratore delegato della Losanga, che, nel cuore della campagna sportiva, ha operato un vero e proprio repulisti delle figure apicali del team. Dopo il defenestramento di Laurent Rossi (al suo posto Philippe Krief in veste di CEO), è stato “giubilato” un altro pezzo da novanta: Otmar Szafnauer, sostituito da Bruno Famin

Ma non era finita qua. Anche Alan Permane, direttore sportivo, è stato salutato senza troppe cerimonie dopo 34 anni di lavoro presso la struttura di Enstone. Un terremoto che era stato preceduto dall’addio di Pat Fry approdato in Williams. Questi movimenti altro non fanno che rappresentare la certificazione del fallimento del modello basato sulle quattro stagioni di crescita che l’ex CEO, Laurent Rossi, nel 2021, aveva definito col “piano 100 gare”. 

Luca De Meo, numero uno di Renault

Alpine: Renault vuole disimpegnarsi?

Un poker di mondiali per arrivare in cima alla F1. Il “giubilato” Szafnauer, a inizio anno, spiegava che il target appena indicato restava valido e che il team fosse sulla buona strada per raggiungere i propri propositi sportivi. Evidentemente si sbagliava e De Meo non ha perso tempo per fare piazza pulita. E’ chiaro che questo terremoto ha generato più di un dubbio sul fatto che Renault sia ancora interessata a rimanere nella classe regina dopo anni di stenti sportivi. 

In estate si era diffusa la voce che il gruppo Andretti, ancora alle prese con una trattativa estenuante con la FOM dopo aver soddisfatto le richieste della FIA, potesse prendere casa ad Enstone mantenendo la fortuna dei motori della Losanga. Ipotesi smentita dallo stesso De Meo che rilanciava il programma F1 ma che resta in piedi osservano gli ultimi sviluppi. Il Gruppo Renault e Alpine hanno annunciato il closing dell’operazione annunciata a giugno 2023, che consiste nell’investimento di 200 milioni di euro nel capitale di Alpine Racing Ltd (con sede in Inghilterra) da parte di Otro Capital. Il fondo intende sostenere la strategia di crescita e le ambizioni sportive della franchigia.

L’ingresso di Alec Scheiner, co-fondatore e partner di Otro Capital, nel Consiglio di Amministrazione di Alpine Racing Ltd rafforza l’idea che la casa madre si stia lentamente sfilando dalla gestione sportiva del team mantenendo il controllo sul comparto motori

Otro Capital annovera tra le sue fila atleti internazionali che non fungono solo da uomini immagine, ma sono dei veri e propri investitori. Tra i nomi leggiamo quello Patrick Mahomes, quarterback dei Kansas City Chiefs, Travis Kelce, tight end della stessa squadra NFL, Anthony Joshua, medaglia d’oro olimpica di pugilato, Trent Alexander-Arnold, calciatore inglese e campione della Premier League con il Liverpool FC, Juan Mata, ex giocatore di Manchester United e Chelsea.

Sede Renault Sport F1

L’arrivo di questi investitori di alto profilo rafforza la partnership strategica tra Otro e Alpine F1, combinando competenze in diverse aree dell’ecosistema sportivo e consente alla franchigia francese di raggiungere nuovi fan. Questa è una strategia che ha anche chiari fini commerciali. E non poteva essere altrimenti visto che la classe regina è mediaticamente ben esposta.

Alpine Racing SAS, l’entità che produce motori di Formula 1 a Viry-Châtillon, in Francia, non farà parte della transazione sopra presentata e rimarrà interamente di proprietà del Gruppo Renault. Questo elemento potrebbe svelare strategie future che conducono ad una squadra ceduta a terzi (Otro ma non solo) e la Losanga che resta in F1 come motorista rinverdendo un modello che ha funzionato bene in partnership storiche come quella con la Williams, la Benetton e la Red Bull di Sebastian Vettel.


Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1, Alpine

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Diego Catalano