Formula 1

F1, avviso a Liberty Media: futuro incerto senza una gestione autentica dello sport

La F1 dev’essere seguita, questo il must di Liberty Media che da quando controlla le sorti della massima categoria del motorsport ha messo in atto un preciso piano esecutivo. L’obiettivo è sempre il medesimo: fare tanti soldi. E non importa a quale discapito. Quello che conta è rimpinguare le casse della società il più possibile. Per farlo la proprietà a stelle e strisce ha capito un fatto: il pubblico della Formula Uno andava “svecchiato” avvicinando gente giovane. Quale miglior modo di pompare su social e serie TV?

Il piano diabolico è andato in atto alla perfezione. Una miriade di contenuti è stata “sparata” sui canali sociali con un grande ritorno. D’altronde al giorno d’oggi è normale passare ore e ore visionando contenuti “divertenti” e “spettacolari”, in grado di tenere incollato lo spettatore a smartphone o tablet. Per quanto riguarda il grande schermo, invece, Drive to Survive sa il fatto suo. Parliamo di una spettacolarizzazione degli eventi esasperata alla massima potenza.

Il tutto è costruito a regola d’arte. Un taglia e cuci su contesti che spesso hanno poco o nulla a vedere l’uno con l’altro che però, saggiamente messi assieme, creano quella polemica di plastica cromata che tanto fa impazzire e incuriosisce la gente di tutto il mondo. A tal proposito la pandemia Covid-19 del 2020 ha aiutato non poco. Contesto nel quale tutti questi provvedimenti hanno attecchito in particolar modo.

“Drive to Survive” di Netflix

Sebbene il target prefissato sia stato raggiunto esagerare potrebbe essere contro produttivo. Specie se gli eventi in pista vengono in qualche modo snobbati e il regolamento tecnico-sportivo non funziona. Sì perchè a oggi, dopo due stagioni con il nuovo corpo normativo al quale va sommato il budget cap, il tentativo di avvicinare tra di loro i team chiudendo il gap prestazionale non ha di certo funzionato. Al contrario, purtroppo, ha prodotto il mondiale più dominante della storia.


F1: il presidente della Grand Prix Driver Association lancia un avviso a Liberty Media

L’attuale regolamento della F1 non è un granché e soprattutto non soddisfa tecnici e piloti. Ci riferiamo al caso Sprint Race, ad esempio. Il parco chiuso fa si che i soli sessanta minuti di prove libere a disposizione diventino cruciali. Un’ora frenetica dove azzeccare la messa a punto della vettura diventa sostanzialmente parecchio complicato difficile. Un piccolo errore di valutazione, infatti, e il week end è in pratica rovinato. Proprio per questa ragione durante le prossime settimane avverrà un incontro tra le parti.

Si proveranno a cambiare alcune norme che regolano il format sprint per renderlo meno astringete. Una delle proposte al vaglio riguarda la possibilità di modificare il set delle monoposto durante il sabato, prima della qualifica della gara domenicale. Un aspetto che consentirebbe alle squadre di correggere un’impostazione errata e di riflesso poter offrire la miglior versione di se innalzando la competitività della vettura dopo aver disputato i 100 km della mini corsa.

Per il resto possiamo dire che l’idea di invertire la griglia per dar vita a un “caos controllato” pare sommarsi alla lista dei provvedimenti più o meno assurdi. Ma d’altra parte, come detto in precedenza, tutto quello che mischia le carte in tavola piace assai a Liberty Media, visto che offre la possibilità di proporre contenuti inaspettati che possano attirare maggiormente gli spettatori. Sugli aspetti menzionati sino a questo momento nello scritto odierno è intervenuto Alex Wurz. Parliamo del presidente dell’associazione piloti.

Alexander Wurz, presidente della Grand Prix Driver Association

L’austriaco prevede un futuro incerto, nel quale diversi fattori andranno tenuti in conto per non fare “esplodere” il sistema. Questo malgrado gli ascolti degli altri sport, attualmente, siano in calo in quantità superiore rispetto a quelli della F1. Sugli spalti il pubblico è aumentato. La voglia di partecipare agli eventi dal vivo ha subito un’impennata, specie negli Stati Uniti dove le gare sono aumentate. Del resto agli americani è stato dato quello che bramavano, indi per cui i risultati hanno fatto presenza come da copione. Ma l’ex pilota di F1 pone sul tavolo della discussione un elemento importante.

Si riferisce all’autenticità dello sport che non può venire meno per meri aspetti economici, nel rispetto di chi dedica anima e corpo nel suo lavoro. Hollywood non è la vita reale e il paddock non può e non deve trasformarsi in un prolungamento degli “Studios” statunitensi. Un padiglione dove costruire a tavolino gli eventi per incrementare lo show finalizzato al denaro. Il successo ottenuto negli ultimi anni da Liberty Media non deriva dalla capacità di amministrare questo sport o dalla bravura relativa alla stesura delle norme che regolano la Formula Uno.

Al contrario la condizione attuale concernete il pubblico è frutto dell’abilità nell’attirare nuovi fan tramite i canali suddetti. Il suggerimento del quarantanovenne originario di Waidhofen an der Thana, Austria, consiste nel presentare la F1 nella maniera più consona e adeguata senza infrangere lo spirito della categoria. Affidarsi a strumenti fumosi non garantisce un futuro sicuro e il sistema, per come è montato, da un momento all’altro potrebbe collassare inesorabilmente. Si tratta di uno scenario ipotetico che per forza di cose va evitato.


Autore: Alessandro Arcari – @berrageiz

Immagini: Formula Uno

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Zander Arcari