sabato, Luglio 20, 2024

F1, la verità dietro al “caso Perez” tra performance e peso politico

Derubricare la situazione Red Bull in F1 ricordando il rendimento di Sergio Perez in contrapposizione alla superiorità di Max Verstappen è un’analisi semplicistica e alquanto approssimativa. Il mondiale targato 2024 della massima categoria del motorsport è al giro di boa e dopo dodici tappe messe in archivio, abbiamo assistito alla metamorfosi del pilota messicano da dottor Jekyll a mister Hyde. Il trentaquattrenne originario di Guadalajara è stato capace di raccogliere 103 punti nei primi sei Gran Premi e la miseria di quindici nelle sei gare successive.

Dopo la tappa di Miami era secondo nella classifica piloti Sergio, distaccato di appena 33 lunghezze dal compagno in vetta alla classifica iridata. Insomma, un inizio in linea con quanto Red Bull richiede al secondo pilota e supporto del fuoriclasse di Hasselt. Partenza sprint premiata con il rinnovo biennale del contratto in scadenza. Ancor prima dell’estensione collaborativa, l’operazione aveva destato molte perplessità in ragione delle prestazioni altalenanti mostrate negli scorsi anni. Un premio eccessivo che tuttavia non poteva essere contestato. Almeno fino alla tappa in Florida

F1 Perez
Sergio Perez (Oracle Red Bull Racing) – Gp Monaco 2024

F1, Perez soccombe nell’involuzione Red Bull

Rispetto alla passata campagna la monoposto austriaca non è più dominante o almeno non lo è dal Gran Premio di Imola. Verstappen non può più essere il punto di riferimento della massima categoria, in quanto è palese il valore aggiunto dell’olandese rispetto al plafonamento della RB20. La storia della F1 è colma di piloti capaci a guidare sopra i problemi e di altri che invece non posso altro che soccombere a causa delle difficoltà tecniche della vettura. Ciononostante Perez è oggettivamente inferiore al minimo sindacale.

Le pessime prestazioni in qualifica sono state il preludio di gare anonime nel midfield, mentre il tre volte campione del mondo ha raschiato tutto il possibile dal fondo del barile riuscendo a consolidare il suo vantaggio in testa alla classifica del mondiale piloti. La situazione ora è davvero tesa per Perez perché alla fiducia rinnovata del team austriaco non sono corrisposte prestazioni all’altezza di un pilota esperto come il messicano. A turno, il management della scuderia campione del mondo ha cercato di sollecitare Checo.

F1 Perez
Sergio Perez (Red Bull) sorridente in Canada

In ordine di tempo, qualche giorno fa Christian Horner ha spiegato che “recuperare” la forma del pilota classe 1990 è fondamentale per poter difendersi nella classifica costruttori e offrire a Verstappen un supporto nella lotta al vertice. E’ evidente che un Perez più vicino al leader del campionato mondiale può offrire agli strateghi della squadra di Milton Keynes l’opportunità di poter deliberare strategie più aggressive. Aspetto che potrebbe favorire non poco, in quanto si potrebbe lottare a due punte. E invece Max se la sta sbrigando da solo ormai da lungo tempo…

F1, Red Bull: le clausole contrattuali di Perez

Quando tira una brutta aria, iniziano a circolare dettagli spesso riservati sulle clausole  contrattuali di tecnici e piloti. Nel rinnovo contrattuale stipulato a inizio giugno, il team austriaco si è cautelato inserendo clausole relative al rendimento del pilota messicano. In particolare, una di esse sembra consistere nel distacco massimo in classifica rispetto a Verstappen prima della pausa estiva che non dovrebbe superare i 100 punti a valle del Gran Premio del Belgio. Scenario altamente improbabile dato che dopo la gara di Silverstone il distacco di Perez da Max è salito a 137 punti.

Pertanto, inevitabilmente si rincorrono ciclicamente voci in merito alla promozione in prima squadra di Tsunoda piuttosto che Ricciardo. In realtà Daniel sembra in pole rispetto al driver giapponese della VCARB, nonostante il fatto che per il rendimento complessivo si dovrebbe preferire Yuki. Tuttavia l’ormai prossima fine della collaborazione tra Red Bull e Honda ha indebolito sensibilmente la posizione del pilota nativo di Sagamihara. L’uscita di Perez dal team di Milton Keynes è tutt’altro che scontata, nonostante le presunte clausole contrattuali.

Il motivo è molto semplice: il driver messicano è tra i volti della F1 più amati dell’America latina ed è supportato storicamente dal tredicesimo uomo più ricco del mondo (secondo Forbes), Carlos Slim. Il magnate messicano delle telecomunicazioni e Greg Maffei (CEO Liberty Media, nda) si conoscono da diversi anni e Sergio rappresenta una figura fondamentale per il mercato latino, al netto delle sue prestazioni. Appiedare Perez sarebbe uno strappo verso Slim e un calo di interesse verso la categoria per tutta la suddetta regione.

Red Bull Perez
Carlos Slim e Greg Maffei si conoscono e sono tra gli uomini più ricchi del pianeta

Pertanto la scelta di Red Bull Racing è parecchio complessa, molto di più di quello che in realtà appare. Non è da escludere infatti che, già nel recente passato, siano state esercitate pressioni affinché il pilota messicano non venisse sostituito. Proprio per tale ragione non dovemmo stupirci affatto se Perez dovesse restasse ancora nel team austriaco nonostante i pessimi risultati degli ultimi tempi. D’altra parte la F1 è uno “sport” dove gli interessi incrociati non mancano e spesso fanno da giudici su determinate decisioni. Attendiamo per vedere cosa succede…

Autore: Andrea Bovone

Immagini: Oracle Red Bull Racing

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