Il quattro volte campione del mondo di F1, Verstappen, intervistato di recente, non ha dubbi: ha fatto bene ad essere scorretto per mettere in cassaforte il quarto titolo. In particolare, Max si riferisce al gran premio del Messico e alla battaglia con Norris che lo ha visto sì, essere penalizzato di 20 secondi ed essere giunto al traguardo sesto, ma gli ha permesso di limitare i danni visto che Norris è arrivato al traguardo secondo e non primo anche grazie alle manovre di Max. A confermare l’ipotesi che fosse stato tutto calcolato dal neo-confermato campione del mondo, le sue parole:
“A volte per ottenere il massimo da ogni situazione se in palio c’è un titolo mondiale devi essere disposto ad oltrepassare un limite o ad infrangere una regola, ed è quello che ho fatto e che sempre farò”, ha detto Verstappen intervistato da ViaPlay, concludendo: “Non tutti hanno questa mentalità e non tutti lo capiscono. Se rimpiango quanto fatto in gara in Messico? No, affatto. Ho guadagnato punti”. Alcune considerazioni a margine. Primo: Max Verstappen non ha bisogno di avvocati difensori, sa benissimo difendersi in pista e fuori. E nel primo caso con qualche scorrettezza evidente, lo sappiamo.

Fuori dalla pista la sua evoluzione “linguistica” e “verbale” è altrettanto chiara e similare. Non è mai stato troppo tenero con i piloti delle altre scuderie, quando pensava di aver subito un torto. Piccolo inciso: di solito i campionissimi hanno un ego smisurato, e per loro ammettere di aver sbagliato è come farsi togliere un dente senza anestesia. Comunque dicevamo, le ruvidezze verso i colleghi o gli altri team non sono mai mancate. Non so se ricordate: “non vincono più perché hanno smesso di barare”, riferito alla Ferrari dopo il caso del motorone della SF90 o altri alterchi poco simpatici.
F1, Verstappen è reale e sincero
Tuttavia, io non me la sento di dare addosso al campione del mondo. Per tutta una serie di motivi che ora cercherò di spiegare. Intanto sono stufo del politicamente corretto che ha invaso ogni fase della nostra vita: certe cose dobbiamo pensarle e non dirle sennò rischiamo grosso e via discorrendo. Ora, non è che non sia giusto usare un linguaggio consono. Ed è stato giusto stigmatizzare frasi o parole ingiuriose, razziste e offensive. Il problema è quando da un linguaggio si passa ad un altro linguaggio e si estremizza, tanto che il nostro comunicare quotidiano ne risulta insterilito e mortificato.

Per essere più chiaro: vedete come parlano i piloti? A parte Max e Hamilton, dicono tutti le stesse, dannate, identiche cose, che spesso si possono riassumere con un solo concetto: niente. Vuoto pneumatico. Lo sappiamo che sono “indottrinati” dagli addetti stampa, che devono ripassare il compitino, che devono ponderare virgole, punti e virgola, punti e via discorrendo. E che il passato “verace”, dove capivi di ogni pilota carattere e temperamento, non tornerà. Anche perché la deriva di cui sopra ha trasformato la FIA in una sorta di ente morale, con tanto di “polizia etica” pronta a punirti per un linguaggio sopra le righe.
Ad alcuni suggerisco di rivedere il film “Demolition Man” di Stallone, di qualche anno fa. Profetico. E allora qual è il punto? E’… vivaddio, menomale che c’è Verstappen! Non perché si sia d’accordo con quanto afferma. Ma perché deve avere la libertà di affermarlo. Se pensiamo alla Storia, spesso i sovrani, soprattutto nel Medioevo e nel Rinascimento, ma anche dopo, hanno preso decisioni aberranti o terribili o tragiche. E lo facevano per mantenere il potere. Infiocchettavano la cosa con paroloni, ma il concetto era quello. Poi arriva Macchiavelli, nel Rinascimento, e dice una cosa tanto banale quanto vera.

Significa che la politica e l’agire dell’uomo non sono correlati all’etica o ai valori cristiani. Quello che conta è mantenere lo Stato saldo, in pace e, ovviamente, tenercisi a capo. E per ottenere questo vale quasi tutto. Attenzione, il discorso è assai più ampio e complesso, lo sto semplificando forzatamente. Ecco, facendo il parallelo. Se devo scegliere piloti che magari sono scorretti come Verstappen, tanto a quasi tutti capita di andare oltre il limite quando lottano per la “ciccia”, ma che poi ripetono a pappagallo frasi buoniste, o Max che ti dice chiaro e tondo quello che pensa senza peli sulla lingua, allora dico: “evviva Max”.
Autore: Mariano Froldi – @MarianoFroldi
Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv
