Ferrari si gioca il mondiale costruttori di F1 con la McLaren. Il contesto competitivo è quello di Abu Dhabi, Yas Marina, dove andrà in scena l’ultimo round del campionato 2024. Il tracciato è peculiare e presenta differenti tipologie di curve, sommate a due tratti ad alta velocità di percorrenza, inframmezzati da una chicane. L’asfalto non è molto abrasivo, ma le alte temperature costringono a gestire le gomme nel terzo settore. Servirà come al solito un compromesso aero-meccanico perfetto per offrire la migliore versione di sé. Il Cavallino Rampante deve vincere e sperare nell’aiuto della squadra di Woking.
C’è pure la Red Bull, però, quella di Max Verstappen, che potrebbe trovare una grande performance e inserirsi nella lotta. Pure Mercedes non si può scartare dalla battaglia, in quanto, sebbene prediliga un ambiente più freddo, la W15 è comunque parsa in grado di dare filo da torcere, specie con George Russell. Sarà pure l’ultima corsa di Lewis Hamilton con il team di Brackley, prima di trasferirsi alla rossa. Ragion per cui il britannico farà di tutto per lasciare stampato nella retina dei tifosi un ottimo ricordo di se. Insomma, le ragioni per un fine settimana di F1 avvincente fanno presenza.

F1, Gp Abu Dhabi: Ferrari segue l’approccio 2023
Per l’ultimo appuntamento della stagione, le varie scuderie di F1 si presentano con scelte aerodinamiche precise, che riflettono la ricerca di un delicato compromesso tra efficienza e bilanciamento. Parliamo di elementi chiave su un tracciato caratterizzato da curve a media velocità e dalla bisogno di produrre un grip meccanico comunque elevato. La Red Bull si distingue per la scelta di testare due specifiche di ala posteriore differenti tra loro. Lo possiamo osservare tramite gli scatti dell’amico Albert Fabrega. La vettura di Perez monta l’ala da medio carico utilizzata a Baku.
Il suo profilo principale è meno pronunciato, mentre quella di Verstappen è invece equipaggiata con la versione più carica vista in precedenza, nel corso del mondiale, al Gran Premio di Silverstone. Entrambe sono dotate di un nolder sul bordo d’uscita della specifica. Questo approccio sembra riflettere l’obiettivo di trovare un chiaro compromesso. Ci riferiamo al bilanciamento più arretrato, utile nelle curve a media velocità, e alla riduzione dei problemi incontrati di recente, come nel Gran Premio del Qatar e in quello di Las Vegas.

Tuttavia, l’incremento del carico posteriore per migliorare il bilanciamento sulla RB20 potrebbe penalizzare le velocità di punta. Per questo resta da capire quale sarà la scelta più azzeccata. La Ferrari ha scelto di utilizzare un’ala da medio carico, anch’essa apprezzata in Gran Bretagna. Versione utile per massimizzare le velocità di punta senza però sacrificare l’aderenza. Questo approccio è coerente con la passata stagione. Ricorderemo infatti che nel 2023, il team italiano aveva adottato un approccio alquanto similare a quello immortalato nella giornata odierna.
Ciò malgrado, nella versione attuale il profilo possiede un cucchiaio più pronunciato, che punta a sfruttare una finestra di messa a punto ideale e di riflesso consentire un bilanciamento complessivo della monoposto modenese quanto più stabile possibile. La Ferrari è alla ricerca di una connessione migliore con il front-end della sua monoposto, in modo da fornire un equilibrio dell’auto che soddisfi ambedue i piloti. Sulla numero 16 al momento vediamo montato il fondo “vecchio”, quindi quello non introdotto a Las Vegas.
Anche la McLaren si presenta con un doppio ventaglio di opzioni aerodinamiche. La scelta finale della storica scuderia britannica, dipenderà in gran parte dai dati raccolti in pista, unitamente ai feedback scelti dai piloti, poiché la sensibilità del tracciato richiede una validazione accurata delle simulazioni. Una delle specifiche disponibili è quella di Barcellona, caratterizzata da un cucchiaio molto pronunciato e maggiore carico, mentre l’altra, introdotta ad Austin, produce una downforce media. La sfida sarà trovare il bilanciamento che meglio soddisfi i piloti.

Una mossa senza dubbio cruciale per poter prepararsi al meglio per quanta ultima sfida iridata e affrontare con efficacia le curve a media velocità. Quello di Abu Dhabi è un tracciato con una certa sensibilità all’efficienza. La squadra testerà due specifiche, in quanto il livello di carico ottimale non è idealmente concentrabile con nessuna delle due ali. Di conseguenza, i tecnici dovevano essere molto scaltri capire quale delle due versioni si adatterà meglio alla MCL38, per poi completare la configurazione variando opportunamente le altezze da terra e le incidenze della beam-wing.
Mercedes, infine, si affida all’ala a cucchiaio da medio carico. Anche in questo caso ci riferiamo ad una versione già testata con successo tra Canada, Barcellona e Austria. Una configurazione che ha dimostrato un buon bilanciamento, che potrebbe offrire un possibile vantaggio in un contesto dove, trovare l’assetto ottimale, sarà alquanto utile per produrre una prestazione convincente. La scelta delle configurazioni dei vari team di F1 evidenzia un equilibrio tra approcci conservativi e sperimentali, tutti orientati a massimizzare il potenziale delle monoposto in un fine settimana decisivo.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: McLaren – F1Tv
