Nella prossima stagione di F1 non ci sarà un progetto di Newey in pista. Anche per questo parliamo di una delle stagioni tra le più interessanti dell’ultimo decennio. Le ragioni sono chiare. L’equilibrio tecnico già apprezzato nel corso della passata campagna agonistica dovrebbe proseguire, grazie alla fisiologica convergenza prestazionale dovuta alla continuità nel regolamento tecnico. Ad aggiungere interesse contribuirà certamente il rimescolamento dei piloti, a valle di un mercato piloti raramente così pregno di novità, anche clamorose, come il trasferimento di Lewis Hamilton in Ferrari.
Forse meno suggestivo per i fan, ma senza dubbio altrettanto interessante in merito a quanto tali operazioni possano incidere sul risultato finale, parliamo del valzer inerente gli ingegneri. A tenere banco per settimane è stato l’addio di Adrian Newey a Red Bull dopo diciotto anni di proficua collaborazione professionale. Il progettista inglese ha ritenuto concluso il più lungo capitolo della sua brillante carriera. Un desiderio probabilmente maturato da tempo e che il disordine organizzativo prodotto dall’indagine interna a carico di Christian Horner ha solamente accelerato.
A livello meramente contrattuale, il genio britannico, originario della cittadina che ha dato i natali a William Shakespeare, è tuttora legato al team Red Bull senza tuttavia alcun coinvolgimento nel programma F1. La sua risoluzione contrattuale, come da comunicato della squadra con sede a Milton Keynes dello scorso mese di maggio, avverrà nel primo trimestre del prossimo anno. Una decisione consensuale e mirata a posticipare l’inizio della nuova avventura in Aston Martin. Di fatto, la prossima creatura di Newey nascerà sulla base del quadro regolamentare 2026.

Stiamo parlando di una vera e propria occasione formidabile per confermare l’abilità nella definizione di una nuova filosofia aerodinamica, figlia della abile interpretazione del quadro normativo. I reset regolamentari sono spesso una specie di “shortcut” per definire nuovi ordini gerarchici, ed è proprio in base a questo convincimento che, in Aston Martin, si guarda alla prossima stagione come un’annata che potrebbe essere solo di transizione. Per molte altre scuderie, invece, potrebbe essere un’annata davvero speciale. Circostanze che possono offrire chance irripetibili. Di cosa si tratta?
F1 senza Newey: la necessità di sfruttare l’assenza del genio
Dopo la bellezza di 38 anni, in F1 nessuna monoposto della griglia sarà progettata dal geniale designer anglosassone. Un’era geologica nella classe regina del motorsport, iniziata con la March 881, nell’oramai lontano 1988, sino a giungere ai giorni nostri con la progettazione della Red Bull RB20. Vettura imperfetta che ha comunque consentito a Max Verstappen di conquistare la quarta corona iridata. In questo lasso di tempo, le opere figlie della creatività di Newey hanno conquistato 26 titoli iridati, tra piloti e costruttori (14 e 12 rispettivamente, ndr), con ben 223 vittorie.

Numeri che lo rendono il personaggio più vincente della storia. Basti pensare che le monoposto ideate dal “deus ex machina” dell’aerodinamica hanno vinto solo 25 Gran Premi in meno della Scuderia Ferrari, che però è presente nella massima categoria del motorsport da sempre. L’anno sabbatico di Adrian sarà un’eccezionale opportunità per comprendere l’entità del suo valore aggiunto nel corso di oltre tre decenni. Viceversa, per i team che hanno dovuto spesso inseguire i trend aerodinamici concepiti dall’ingegnere ex Red Bull, il 2025 sarà una grande opportunità.
L’attuale quadro normativo, vigente dal 2022, e la prossima rivoluzione tecnica datata 2026, hanno conferito maggiore rilevanza alle scelte aerodinamiche delle squadre. Un terreno in cui l’uomo che sussurra alla dinamica dell’aria non ha praticamente rivali da quasi quarant’anni. L’involuzione della RB20 nel corso della passata stagione è la chiara evidenza del mancato apporto del geniale progettista inglese alla causa della squadra austriaca. Si può affermare che l’assenza di Newey, almeno in termini di progettazione tecnica, rappresenta il vero BoP (Balance of Performance).

Altro che limitazioni in galleria del vento e al CFD: Adrian logora chi non ce l’ha, e per ragioni di natura contrattuale nessun team di F1 usufruirà del suo genio. Una chance troppo ghiotta anche per la Scuderia Ferrari, che, dopo anni di vano corteggiamento, è chiamata a sfruttare la pausa dell’ingegnere che ha infranto i sogni della rossa e di Alonso, nonché quelli di Leclerc nel 2022. Il britannico non ha lasciato il manuale delle istruzioni in Red Bull e la vettura è diventata un rompicapo irrisolvibile. Insomma, in assenza del gatto Newey, gli altri topolini dovranno ballare…
Autore: Roberto Cecere – @robertofunoat
Immagini: Red Bull – F1Tvdrain
