Nella primavera del 2020, il consiglio mondiale della FIA che agisce in F1 ha disciplinato l’utilizzo delle gallerie del vento e dei software di fluidodinamica (CFD). Lo ha fatto introducendo una sorta balance of performance. L’ATR (Aerodynamic Testing Regulation) è un sistema ad handicap che regola l’utilizzo di infrastrutture fisiche e software, secondo uno schema inversamente proporzionale alla classifica mondiale dei costruttori. Una sorta di “scala mobile”. La percentuale di utilizzo delle suddette facilities viene assegnata in maniera dinamica durante l’anno solare.
A livello aerodinamico, l’anno è stato diviso in sei Aerodynamic Testing Periods (ATP), tre per semestre. In ogni periodo, la scuderia settima in classifica può effettuare 320 “run” nei wind tunnel e operare su 2000 items al CFD. Per gli altri team i suddetti valori vengono maggiorati o diminuiti del 5%, in relazione ala posizione nella classifica costruttori di riferimento. È importante sottolineare che, in galleria del vento, tra una prova e l’altra, gli specialisti delle vasaie scuderie devono apportare le modifiche al modellino in scala del 40%.
Pertanto, il tempo necessario a preparare un test risulta maggiore rispetto a quello utilizzato per la validazione di un aggiornamento. Parliamo di un meccanismo che ha mostrato una certa debolezza nello scorso campionato. Per fare un chiaro esempio possiamo ricordare il caso del team che, alla fine del mondiale, ha vinto il campionato dedicato a chi costruisce le vetture di F1. La McLaren, infatti, nonostante nel passare dei mesi abbia implementato il rendimento della MCL38 trasformandosi nel benchmark tecnologico della categoria, ha goduto di un grande beneficio.

Per questo ha potuto usufruire di una percentuale superiore di Aero Test, ad esempio rispetto a Red Bull, Ferrari e Mercedes. Per tirare le somme, possiamo dire che il titolo di campione del mondo costruttori ha un prezzo da pagare parecchio altro per il team di Woking. Nel primo semestre di quest’anno, di fatti, avrà a disposizione la percentuale minore di Aero Test di tutta la grigia. Rispetto al medesimo periodo della scorsa campagna agonistica, tecnici e ingegnerei diretti dagli uomini diretti di Andrea Stella, avranno il 15% in meno di ore usufruibili tra in galleria del vento e “items” al CFD.
F1, FIA Aero Test: il nuovo impatto della ripartizione
Red Bull, arrivata al termine della passata stagione con il “fiatone” a causa di uno sviluppo che non ha conferito la giusta performance alla RB20, avrà maggiore tempo a disposizione nel primo semestre della stagione. Una maggiorazione pari al 10% rispetto al medesimo periodo del 2024. In totale, la squadra di Milton Keynes potrà sfruttare la bellezza 96 “run” in galleria del vento e 600 elementi CFD in più, nella prima metà del 2025 rispetto al campionato passato. Il team austriaco, a quanto appreso, rispetto ai rivali è in netto anticipo per quanto riguarda l’assemblaggio della nuova monoposto.

Come appreso dalla nostra redazione, a margine della “dipartita tecnica” di Adrian Newey che ha deciso di abbandonare la squadra pluri campione, il nuovo responsabile tecnico Pierre Waché ha preferito accelerare e non poco il lavoro. Crash test già superato per la Red Bull RB21, che seconderà in pista già a gennaio per un filming day. L’intento è quello di arrivare ai test programmati in Bahrain con maggiore conoscenza di pregi e difetti del progetto tecnico, per accelerare lo sviluppo dell’auto nel semestre in cui avrà maggior tempo per poter apportare modifiche evolutive o correttive alla RB21.
La prima monoposto della nuova era post Newey e ultima con l’attuale quadro normativo. Chi dovrà invece massimizzare il vantaggio competitivo sarà proprio McLaren. Lo storico team inglese è la squadra, assieme con Haas, con la più alta riduzione degli Aero Test rispetto allo stesso periodo della passata campagna (-15%, nda). Tutti i diretti competitor avranno un margine di manovra superiore nei test in galleria del vento e al CFD. Il 2025 sarà una stagione molto complessa, in quanto, dal mese di gennaio, sarà possibile concepire il design delle monoposto 2026.
Ci riferiamo alla stagione dove avverrà la più grande rivoluzione regolamentare di tutta la storia della F1. La FIA questo ha voluto. Pertanto, già nel primo semestre dell’anno, i team potranno utilizzare le prove per la definizione della nuova veste aerodinamica, che farà il suo debutto il prossimo anno. Un’opportunità enorme soprattutto per Audi che, nei primi sei mesi di quest’anno, nell’ultima stagione di Sauber in F1, potrà sfruttare addirittura del 45% di Aero Test in più rispetto a McLaren. Un vantaggio spropositato per la squadra diretta da Binotto al debutto nella massima categoria del motorsport.

Un enorme dilemma per tutti i top team che intendono comunque riporre grandi aspettative nel campionato che avrà inizio nel prossimo mese di marzo. Forse sarebbe stato corretto disciplinare i test mirati al progetto 2025 e a quelli finalizzati al design delle vetture 2026. In tal modo, il quadro normativo presta il fianco a un campionato ad eliminazione in cui, in maniera progressiva, le scuderie distanti dal vertice onoreranno il campionato solamente per obblighi contrattuali, ma i cui sforzi saranno totalmente rivolti a progettazione e sviluppo delle complesse e nuove wing car .
Autore: Roberto Cecere – @robertofunoat
Immagini: Red Bull – F1Tv
