Ferrari e Red Bull saraceno ancora rivale nel mondiale di F1. La scuderia vice campione del mondo parte con il favore del pronostico, in linea teorica. Ciò malgrado il team diretto da Christian Horner intende realizzare una campagna agonistica da protagonista. Il pre season test del Bahrain sono partiti in leggera salita per il Cavallino Rampante, che mettendo la vettura in pista ha dovuto lavorare tutta la giornata per avere dei buoni riscontri. Nemmeno gli ex campioni hanno fatto faville, ma solitamente questo gruppi odi lavoro tende a nascondersi il più possibile.
Ferrari: bocche più grandi e allineate al flusso, Red bull più piccole e perpendicolare alla direzione dell’aria
Grazie alle prime immagini provenienti dal Bahrain, possiamo effettuare confronti più precisi tra le varie monoposto. Sebbene i team abbiano adottato filosofie simili per quanto riguarda la zona delle fiancate, esistono comunque differenze significative quando si osservano più da vicino le pance. Rispetto al 2022, quando le scuderie avevano scelto di seguir approcci completamente diversi, oggi si assiste a una netta convergenza verso concetti aerodinamici comuni, reinterpretati e sviluppati in maniera differente da ogni squadra che compone la griglia.
Prendendo in esame il confronto a seguire analizziamo la Red Bull, la monoposto di F1 che ha introdotto per prima questa particolare configurazione di fiancate. Idem per la SF-25, progettata con il preciso scopo di perfezionare il lavoro iniziato con l’auto progenitrice. Un primo elemento di paragone riguarda il volume delle fiancate e la forma dell’inlet. LA scuderia di Milton Keynes ha disegnato una superficie d’entrata non perfettamente perpendicolare alla direzione del flusso “indisturbato”. Al contrario, Ferrari ha preferito un’apertura più ampia e allineata in modo diretto al flusso d’aria in arrivo.

Analizzando ancora più a fondo il compare, emerge come nella parte iniziale della pancia della RB21, subisca un abbassamento improvviso e più marcato, determinando una compressione leggermente superiore rispetto alla soluzione studiata dagli uomini del Cavallino Rampante. La SF-25, invece, presenta una soluzione che prevede una riduzione decisamente più graduale parlando della quota del flusso, come indicato dalla freccia verde in grafica, che evidenzia il minor abbassamento della pancia rispetto alla rivale in questione.
Red Bull pance più ampie, Ferrari maggiormente snelle
Un’altra differenza riguarda il mero volume delle fiancate. L’auto austriaca presenta una conformazione più ampia, mentre quella italiana, come evidenziato dalle linee verdi che marcano i profili, ha adottato forme maggiormente snelle. Tuttavia, sebbene la zona superiore della pancia di Red Bull appare più voluminosa, questo approccio permette di ridurre l’ingombro nella parte inferiore. Osservando il contorno giallo, che indica la distanza tra il bordo tagliente e la sezione inferiore della pancia, si nota come nel caso della RB21 questa sia maggiore.
Una mossa che permette al flusso che scorre nella parte inferiore di subire meno interferenze esterne. La Ferrari, invece, espone questa zona a maggiori rischi di disturbo, specialmente in fase di cornering, quando aumentano gli angoli di imbardata. Nella giornata odierna, gli ingegneri della Red Bull hanno analizzando attentamente le immagini scattate dalla pista, avendo completato diversi run con il flow viz applicato in punti strategici della monoposto, utilizzando la paraffina per verificare la corrispondenza tra le linee di flusso e i risultati delle simulazioni CFD.

Per finire, il confronto evidenzia anche un altro aspetto segnalato in viola: parliamo della curva caratteristica del pavimento, ovvero il punto d’intersezione tra la pancia e il fondo stesso. La Ferrari ha progettato un flusso d’aria che segue un percorso relativamente lineare attorno alla pancia, mentre la Red Bull ha scelto una curvatura meno omogenea. Questa soluzione ha l’obiettivo di mantenere il flusso quanto più possibile all’interno, cercando così di minimizzare al massimo il rischio di interferenze dovute alla turbolenza generata dalla gomma anteriore.
Sebbene questo tipo di analisi non abbiano una conferma diretta tramite i dati delle varie scuderie, ci aiutano comunque a comprendere su quali aspetti i team stanno lavorando per ottimizzare le prestazioni. La scuderia colorata blue racing ha sviluppato una zona dell’undercut molto profonda e una curvatura assai peculiare nell’area delle fiancate, utile a garantire un flusso d’aria più pulito verso il posteriore. Va sottolineato che si tratta di valutazioni qualitative e non quantitative: sarà pertanto la pista, giudice supremo, a decretare quale soluzione risulterà vincente.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: Aston Martin
