Ferrari è già scesa in pista con la nuova vettura, mentre Red Bull lo farà solamente durante i pre-season test della prossima settimana. Un appuntamento in cui tutte le scuderie di F1 cercheranno di testare al meglio delle possibilità gli ultimi progetti. L’ambiente della Rossa è carico di speranza. Il Cavallino Rampante parte tra i favoriti per la conquista dei titoli, dopo un’annata in cui ha perso il mondiale costruttori all’ultima corsa. La fiducia è rinnovata, in quanto l’affinamento realizzato sulla nuova vettura, la SF-25, sulla base della monoposto progenitrice, fa sognare i tifosi.
Abbiamo parlato già abbondantemente dell’auto italiana che, per la campagna agonistica 2025, si presenta con un nuovo centro di rollio sull’asse anteriore. Una modifica che deriva dal cambio di schema sospensivo all’avantreno, adottando il pull-rod per scopi puramente aerodinamici. Per quanto concerne la Red Bull, dobbiamo ancora attendere qualche giorno, momento in cui saremo in grado di realizzare una prima analisi preliminare per carpire tutti i concetti che il gruppo tecnico diretto da Pierre Waché ha scelto di trasferire sulla RB21.

In tal senso, dobbiamo registrare una lieve preoccupazione inerente al doppio lavoro che la scuderia di Milton Keynes, esattamente come il resto dei competitor, dovrà effettuare per portare avanti, in maniera parallela, la costruzione della vettura che parteciperà alla stagione 2026, campionato in cui debutterà il nuovo corpo normativo. Che sia pretattica o meno, la scuderia pluripremiata dovrà realizzare un salto di qualità per gareggiare al vertice, cancellando un’annata, quella 2024, in cui, sebbene Verstappen abbia portato a casa il titolo piloti, ha sofferto una forte carenza di prestazione.
Red Bull, flessione ali: preoccupazione per i costi o timore per le performance?
Due indizi fanno una prova. La FIA, in tempi non sospetti, comunicò l’introduzione della controversa “Appendice B” (in merito al codice di comportamento dei driver) all’interno dell’ISC, proprio nel giorno in cui aveva debuttato Lewis Hamilton con la rossa sulla SF-23 a Fiorano. Martedì scorso, invece, la Federazione Internazionale ha divulgato le importanti decisioni deliberate dalla F1 Commission, guarda caso, nel giorno dello show all’O2 Arena di Londra, in cui tutte quante le scuderie hanno svelato le rispettive livree. Un timing alquanto discutibile.
L’introduzione di controlli più severi in merito alla deflessione delle ali anteriori e posteriori delle vetture non sorprende. Da giorni, di fatti, si parla di una direttiva tecnica distribuita alle varie scuderie che contiene le nuove prescrizioni fissate dall’organo federale. La necessità di limitare la flessibilità delle ali è da tempo un target previsto della Federazione Internazionale, che lo scorso anno, a partire dal Gran Premio di Spa-Francorchamps, dove vinse l’attuale ferrarista Lewis Hamilton, ha iniziato a monitorare le appendici alari anteriori attraverso appositi sensori.

Gli ingegneri, da tempo immemore, sfruttano una delle proprietà della fibra di carbonio per simulare una sorta di aerodinamica attiva sia all’anteriore che al posteriore, anche a DRS chiuso, come nel caso del “mini DRS” ideato da McLaren e bandito dopo il Gran Premio di Baku. Il problema risiede nella tempistica della modifica regolamentare: i team hanno progettato le rispettive monoposto della stagione 2025 tenendo conto dei razionali di deflessione preesistenti. I nuovi test di flessione dell’ala posteriore entreranno in vigore sin dal Gran Premio inaugurale in Australia.
Tuttavia, per quanto concerne l’ala anteriore, il giro di vite inizierà dalla gara numero nove, in occasione del Gran Premio di Spagna. Ancor prima che si accendano i motori, le decisioni della FIA potrebbero influenzare i rapporti di forza tra i competitor. A preoccupare sono inoltre i costi che dovranno sostenere le squadre per adeguarsi alla direttiva tecnica, all’interno di una stagione di F1, come ampiamente detto, dove le squadre dovranno centellinare le risorse in virtù della rivoluzione regolamentare della prossima stagione, dovendo allocare le proprie risorse al meglio.
I team stanno già bilanciando la ripartizione delle risorse tra lo sviluppo delle vetture 2025 e la progettazione delle avveniristiche monoposto del 2026. Il ritardo nell’implementazione dei test dell’ala anteriore, quindi, andrà ad aggiungere un ulteriore livello di complessità nella gestione degli emolumenti, considerando la scure del budget cap. Tra gli esponenti del paddock, chi ha espresso in maniera ferma e decisa la sua preoccupazione è stato Christian Horner. Il CEO e team principal di Red Bull non nasconde una certa inquietudine riguardo questa tediosa tematica.

Il manager inglese, almeno a parole, si è espresso positivamente in merito all’intervento della Federazione Internazionale su un’evidente zona grigia del regolamento tecnico, tuttavia ne ha criticato la tempistica. Horner teme che ci possa essere una stagione dai due volti: una prima del Gran Premio di Spagna, con un altro contesto prestazionale dopo la tappa del Montmelò e relativo impatto sui costi. Red Bull non sembra preparata a questo direttiva e forse, la preoccupazione in essere, si rifà alla mancata competitività che potrebbe fare presenza dal secondo terzo del campionato.
Ferrari, flessione ali: Vasseur sereno sulla direttiva FIA
Al contrario di Red Bull, c’è chi non sembra affatto preoccupato per la decisione della Federazione Internazionale. Il team principal del Cavallino Rampante, al secolo Fred Vasseur, mostra un parere differente rispetto a quanto deciso dalla F1 Commission. Per il responsabile della gestione sportiva, infatti, la modifica della rigidità sulle ali anteriori non è e non sarà affatto un problema. Il fattore fondamentale, per il francese, è quello di avere una certa chiarezza sulle tempistiche, in modo da pianificare lo sviluppo nella maniera più consona senza brutte sorprese.

Secondo il manager di Draveil, lo scenario peggiore sarebbe stato l’intervento della Federazione Internazionale nel corso della stagione. Un’eventualità che il dirigente transalpino della Ferrari non ha esitato a definire “potenzialmente disastrosa”. Che si dovesse modificare la rigidità delle ali era un dato oramai scontato. Tuttavia, prima che inizi la stagione le varie scuderie conoscono in maniera precisa quando dovranno deliberare questo specie di “update correttivo”, necessario per essere conformi alle nuove prescrizioni dell’ente regolatore nel corso della stagione
Autore: Roberto Cecere – @robertofunoat
Immagini: Red Bull – Mercedes – F1Tv
