La fine de test di F1 in Bahrain lascia non pochi dubbi sulla Ferrari. L’immagine conclusiva, con i teli a coprire il lavoro sulla vettura all’interno del box, non è positiva. Certamente, è facile nascondere lo “stato di forma” della monoposto usando una mappa motore più bassa, chili in più di zavorra, o alzando il piede. Fatto sta che l’handling preoccupa e non poco. Sono infatti troppe le correzioni, con il retrotreno eccessivamente instabile e una chiara difficoltà nel trovare le giuste altezze da terra. Inoltre, il passo gara denota ancora un degrado eccessivo.
Realizzando un confronto con le altre vetture, consumo gomme e ritmo gara sono lontani dai rilevamenti su top competitor. Il Cavallino Rampante è pertanto rimandato nelle prove su pista di Sakhir, in attesa di saperne di più a Melbourne. McLaren, seguita a ruota da Mercedes e anche Red Bull, sembrano essere le prime della classe. Entrambe hanno effettuato dei long run solidi, gestendo in modo egregio gli pneumatici: stint abbastanza lunghi, con tendenza del lap time a scendere. La RB21 si concentrata di più sui giri veloci, a quanto abbiamo visto.
Il 4 volte campione del mondo di F1 ha provato i long run solamente in un paio di circostanze. I tecnici della scuderia con sede a Milton Keynes hanno lavorato molto sull’incidenza dei flap anteriori, nel tentativo di trovare il bilanciamento della vettura. Sebbene pare che l’asincronia sui due assi sia risolta, i problemi della Red Bull RB21 sull’equilibrio della vettura restano. Qualche miglioramento si è visto, con la RB21 che ha corretto il fastidioso atteggiamento sottosterzante. Tuttavia manca ancora della rotazione in ingresso e in linea generare Verstappen non è soddisfatto dell’auto.
F1, Ferrari spinge sui push lap: pochi giri con carico di benzina
Nell’analisi odierna prendiamo in considerazione entrambe le sessioni di ieri, mattutina e pomeridiana, per dare un quadro completo sebbene le condizioni della pista fossero differenti. Alpine ha mostrato il potenziale reale e intrinsecamente fa comprendere come le squadre più forti possano ancora salire di manettino. Norris è il riferimento tra i top driver, benché soffra un decadimento prestazionale marcato sulle gomme dure. Al contrario, Verstappen, sempre nel corso della mattina, ha contenuto egregiamente l’usura puntando sulla velocità nei rettilinei.

Più interessante lo stint effettuato da Piastri a serbatoio pieno. Il pilota australiano ha il degrado migliore tra chi ha svolto la sessione pomeridiana. Il team campione del mondo di F1 è il più composto nei long run, mantenendo gli pneumatici nella corretta finestra d’utilizzo. La monoposto di Woking ha subito trovato la corretta messa a punto e, dopo aver deliberato il setting ottimale, ha effettuato prove sui long run con diversi carichi di benzina e livelli di potenza. Al contrario, Ferrari ha in parte trascurato la conoscenza della vettura con tanta benzina, prediligendo la messa a punto sul giro secco.
Per questo i piloti sono passati ai box più volte per effettuare modifiche a sospensione anteriore e impianto frenante. L’obiettivo era stabilizzare il retrotreno, punto più critico nella ricerca del set-up ideale. Si è parlato molto dell’ala posteriore, de fatto che non fosse sufficientemente carica. In realtà la specifica era propriopensata per il Bahrein. Forse la Rossa credeva di avere più downforce dal fondo. Chissà. Inoltre, è importante sottolineare un elemento non del tutto positivo: sia Leclerc che Hamilton, a differenza degli avversari, non riescono a contenere l’usura degli pneumatici.
Questo fattore, al netto del carico di carburante o della potenza disponibile, evidenzia la mancanza di bilanciamento suddetta e l’obbligo per i tecnici di perfezionare il fine tuning della vettura di F1. Dall’analisi telemetrica a seguire, possiamo comprendere meglio dove le vetture riescano a fare la differenza. Red Bull e Mercedes disponevano di una potenza superiore dominando nei rettilinei. Inoltre, si osserva come Hamilton e Verstappen alzassero il piede prima rispetto al punto di staccata. Per il resto possiamo dire che il lavoro di messa a punto effettuato dalla scuderia austriaca è interessante.

Provvedimento che ha permesso a Max di essere molto efficace in curva, particolarmente nel T2. La Red Bull ha trovato un buon compromesso tra le pieghe ad alta e bassa velocità, tramite una rigidezza che gli ha concesso un buon angolo di rollio nei tratti più guidati per stabilizzare la piattaforma in quelle veloci. In fase di staccata, Hamilton è costretto ad anticipare a causa di una Ferrari SF-25 non del tutto perfetta. Come successo per il giovedì, anche ieri, il team di Maranello, ha deciso di lavorato sull’impianto frenante per offrire ai piloti una fase di staccata più incisiva.
F1: McLaren ottimizza in tutta la pista, Ferrari non ci riesce
Considerando la velocità media a centro curva, Ferrari risulta meno rigida rispetto alla seconda giornata di test, avvicinandosi alla velocità degli avversari. Ma il lavoro dell’aerodinamica non è stato ottimizzato, e la Ross era meno prestante nelle curve medio-veloci. Norris è il migliore in trazione. L’inglese sfrutta la capacità di portare velocità all’apice nel lento, con un retrotreno bilanciato per anticipare il gas. Stando ai riferimenti velocistici, sebbene il grip in pista fosse minore, al venerdì, McLaren ha scelto un set-up simile a quello della giornata precedente per perfezionare la monoposto.

Osservando quanto mostra il grafico sul tempo medio, Gasly risulta il più veloce nelle sezioni dove conta il carico aerodinamico. Con ogni probabilità, il francese, a bordo di un’Alpine in lotta con la Williams per il titolo di quinta forza del mondiale di F1, aveva una monoposto più leggera, che facilita il raggiungimento di una buona velocità a centro curva. Per concludere, poniamo l’attenzione su un ulteriore stint effettuato dai piloti nella giornata di ieri. Si osserva come le varie scuderie abbiano portato a termine lavori differenziati con carichi di benzina disomogenei.
Come nello stint precedente, Verstappen è l’unico ad ottenere un degrado negativo. Mentre Ferrari, molto lenta rispetto al duo McLaren, ha contenuto meglio il consumo tramite alcune modifiche al setting. Alla conclusione di questa tre giorni di test, sembra chiaro che la squadra da battere sia sempre quello di Woking. Gli altri, Red Bull e Mercedes, sono riuscite a trovare una messa a punto che ha concesso un buon comportamento, sia nel giro secco che nei long run, sebbene il linea generale le prestazioni siano inferiore rispetto alla MCL39. Ferrari è il team più difficile da interpretare tra i top.

Se da un lato la Rossa ha effettuato parecchie prove per comprendere al meglio il nuovo concept, dall’altro fa specie come le prestazioni siano così lontane rispetto agli avversari diretti. A causa della mancanza di dati, è difficile ipotizzare una correlazione imperfetta rispetto a quanto hanno definito le simulazioni in fabbrica. Tuttavia, analizzando scrupolosamente i valori in campo sommato al comportamento della SF-25 in pista, potrebbe essere un’ipotesi da mettere al vaglio. Solo la gara di Melbourne toglierà questi interrogativi, rivelando il vero potenziale di tutte le monoposto, Ferrari compresa.
Autore grafici: Leonardo Pasqual – @PasqualLeonardo
Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv
