Ferrari ha realizzato un passo avanti in F1, nel tentativo di aprire una nuova strada di sviluppo. Oramai è risaputo, tenendo presente che gli stessi protagonisti ne hanno ampiamente parlato. Loic Serra ha suggerito questa mossa che però, almeno nelle prove su pista del Bahrain, non ha portato i risultati attesi. C’è chi sostiene che la Rossa abbia camuffato il rendimento, altri, invece, pensano che i problemi patiti siano reali. Per quanto ci riguarda, senza fantasticare, è decisamente più saggio commentare nel fine settimana.
L’attesa è oramai terminata tenendo in considerazione che, tra circa 80 ore, le monoposto di Formula Uno muoveranno i primi passi ufficiali nel weekend australiano. Nel mentre, vale la pena spendere due parole a livello tecnico su un’interessante soluzione. Il corpo normativo vigente è oramai alla sua 4° stagione di attività. Segreti e dettami per rendere efficiente la monoposto sono in gran parte assimilati. Ferrari, con la SF-25, ha realizzato un’auto di rottura che potrebbe fornire più sorprese di quelle che possiamo immaginare.

Le pance in stile F1-75
Prendendo in esame la parte centrale della monoposto, risulta quanto meno curioso apprezzare come l’attuale vettura del Cavallino Rampante abbia ripreso, dopo ben due stagioni disputate, un concetto relativo alle forme osservate sulla buona Ferrari F1-75. Va detto che, per correttezza di informazione, il reparto aerodinamico diretto dall’ottimo Diego Tondi ha reinterpretato la soluzione per “incastrare” le idee nella filosofia attuale della monoposto. Un approccio che, nelle ultime due annate, ha seguito il trend Red Bull, un po’ come tutta la griglia.
Stiamo parlando delle cosiddette vasche, decisamente più evidenti sulla monoposto che ha partecipato al mondiale 2022. La canalizzazione di cui parliamo è meno marcata sulla Ferrari SF-25, ma l’impatto sul carico deportante è parecchio simile a livello aerodinamico. Il “revival tecnico” prevede che sulla superficie superiore della fiancata venga ricavato uno scavo, utile a contenere, in un certo senso, la massa fluida che transita sulla parte superiore. In questo modo, viene marcata maggiormente la differenza tra il flusso che scorre sopra e lateralmente.

Ma in realtà, questa soluzione si incarica di preservare l’aria nella porzione laterale. Diciamo questo perché le vasche, secondo informazioni raccolte dalla nostra redazione, nascono dalla necessità di accumulare la somma di varie perdite aerodinamiche. Con la definizione “perdite” intendiamo flusso a bassa energia. Non a caso, gli sfoghi d’aria calda della Ferrari sono collocati proprio in questa zona. Inoltre, di base, l’abitacolo sporca molto il fluido a valle. In definitiva, nel compromesso studiato sulla Rossa, il fluido laterale subisce un’attrazione ridotta verso la superficie superiore.
Ferrari lavora sulla piattaforma aerodinamica
Rendere effettivo un concetto aerodinamico non è mai semplice in F1, specie quando si cambiano impostazioni importanti come la sospensione anteriore per scopi meramente aerodinamici. Ferrari ha lavorato sodo per ricostruire la struttura della massa fluida e, sebbene qualche inconveniente di gioventù sia chiaramente emerso nei test prestagionali di Sakhir, la squadra pensa di aver risolto gran parte delle incongruenze che hanno reso assai complicata la tre giorni di prove in Medio Oriente.
Sappiamo che il team di Maranello non ha minimamente considerato i riscontri cronometrici. Un altro aspetto riguarda la power unit 066/15, mai messa alla frusta dagli alfieri della Rossa. Siamo particolarmente curiosi sotto questo profilo, perché, sebbene se ne sia parlato poco, l’efficienza del propulsore italiano ha realizzato un piccolo passo in avanti che però, nell’economia di un Gran Premio, può fornire benefici che fanno la differenza. Melbourne è una pista molto particolare.

Un layout dove la Ferrari ha sempre espresso un rendimento sopra le righe. La piattaforma aerodinamica della SF-25 è stata oggetto di esami specifici negli ultimi giorni e, secondo i dati del simulatore, il team avrebbe trovato la quadra per sbloccare parte della prestazione rimasta inespressa durante i test. Manca poco. Tre giorni in cui il lavoro non si fermerà, perché ogni minuto risulta prezioso verso il target primario: offrire la miglior versione di sé e puntare a un chiaro risultato, la vittoria…
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari – F1TV
