Ferrari si presenta in Bahrain aggiornata. Lo ha confermato Lewis nelle consuete interviste del giovedì. Il britannico è molto eccitato, in quando sbloccare del potenziale è la mossa necessaria per il team di Maranello. Serve come l’aria che si respira un passo avanti anche se, lo stesso Lewis, ha chiarito che non sia aspetta di essere al pari della McLaren. Il piano di sviluppo è ampio e serve tempo.
Il Cavallino Rampante punta al salto di qualità
Abbiamo parlato del fondo in tutte le salse. Chi dice che il team italiano non ha provato a portare il nuovo pavimento in Giappone mente, anzi percula nel tentativo di farsi bello. Ma pazienza, chi se ne frega. L’importante è che ci sia in Bahrain. Dovremo probabilmente aspettare domani per la conferma, in quanto una macro componente cosi importante per la generazione del carico si tiene nascosa sino all’ultimo.
L’obiettivo del Ferrari con questa prima evoluzione del fondo è sempre lo stesso: rafforza l’interazione tra aerodinamica e meccanica delle monoposto. Equilibrare la vettura per allargare la finestra di set. Avere più bilanciamento di base per far esprimere al meglio i piloti, che sino ad ora non hanno trovato la massima confidenza con il mezzo. Mossa necessaria per tornare nella lotta che conta.

Per il resto serve un weekend perfetto. Banalità che però va dimostrata in pista. Red Bull lo a fare alla perfezione, abbiamo visto con Max lo scorso fine settimana. Anche sotto questo punto di vista serve un balzo in avanti. Perché sebbene il mondiale sia ancora molto lungo con le sue 21 tappe, i punti di distacco accumulati in classica sono già parecchi e recuperarli non è mai semplice.
La rossa conferma l’ala del Giappone, per il momento
Diamo un occhio alle configurazioni dei top team sul posteriore. Per la Ferrari, notiamo ancora una volta la medesima ala posteriore, almeno per ora. Potrebbe comparire un’altra specifica, ma come per il fondo resta ancora nascosta. Attendiamo per saperne di più. Nel confronto con la specifica della McLaren, che di fatto utilizza la medesima versione vista Giappone, notiamo un quantitativo di carico pressoché similare.
Tuttavia va poi considerato che la configurazione al retrotreno di questa generazione di monoposto non si basa esclusivamente sull’ala. Bisogna di fatto considerare l’incidenza della specifica e che tipo di beam wing viene scelta, piccola componete in grado di completare il carico al retrotreno. La spinta verticale al posteriore è decisiva in Bahrain, in quanto gli slittamento al posteriore sono molto probabili.


Ecco perché risulta fondamentale proteggere questo asse posteriore, considerando che Sakhir è un tracciato real limited. Come detto, resta da capire se la Rossa potrà utilizzare un nuova specifica al posteriore, più efficiente per contribuire ad allargare la finestra di messa a punto, e di riflesso aumentare la competitiva della monoposto. Lewis si è mostrato felice, speriamo sia lo stesso per Leclerc.
Red Bull come Ferrari e McLaren, Mercedes più scarica
Anche Red Bull sceglie lo stesso livello di carico utilizzato a Suzuka, dove la brillantezza di Max Verstappen e il grande lavoro del team nel centrare il punto di lavoro dell’auto hanno fatto tanta differenza. Una versione che andrà a lavorare in maniera differente a Sakhir, d’altra parte si parla sempre di un insieme di scelte e di compromessi per centrare il giusto livello di grip. In questo caso c’è bisogno di molta aderenza longitudinale.


Sfida che la squadra di Milton Keynes conta di vincere, definendosi quasi sicura di centrare la finestra operativa della RB21 su questo circuito. Infine la Mercedes, che tra le scuderie top mostra un’area frontale minore per avere velocità di punta sul dritto. In questo circuito stop-and-go serve si la trazione ma pure tanta top speed. Solo domani capiremo se l’equazione messa in atto è competitiva o meno.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari – F1TV
