F1, GP Bahrain: niente punti per Antonelli con la Mercedes. Kimi ha lo stesso dimostrato ancora una volta la sua grande cresita. L’undicesimo posto finale non rende giustizia a una gara in cui, senza alcuni dettagli sfortunati e scelte strategiche discutibili, il pilota italiano avrebbe chiuso in 8° piazza. Alla prima stagione nella massima categoria, il classe 2006 sta imparando parecchio, avvicinandosi al riferimento del compagno di squadra Russell.
In Bahrain, Kimi è partito bene, dimostrando fin dalle prime fasi della corsa un ottimo passo. In particolare, nel primo stint ha gestito egregiamente la gomma Soft fino a poco prima della sosta. Uno dei punti chiave della gara del bolognese è stato proprio il primo pit stop. Il drop prestazionale che stava vivendo l’italiano ha portato la scuderia britannica ad anticipare la sosta rispetto a quanto prestabilito.

L’italiano si è fermato due giri dopo Verstappen, che nel frattempo lo aveva sopravanzato in pista. Andrea è stato rallentato dal pessimo ritmo sulle gomme Hard del campione del mondo in carica, che stava faticando molto a risalire il gruppo. L’unico modo per sopravanzarlo è stato quello di inventarsi un sorpasso da manuale, preparato nel migliore dei modi, nello snake del settore centrale con la sua Mercedes.
Il terzo stint demolisce la strategia Mercedes
La corsa di Kimi ha preso una piega complicata nel finale, principalmente a causa dell’ingresso inaspettato della Safety Car. Il piano del team di Brackley era puntare su una gara a tre soste: Medium, Soft, Soft. Questo perché non credevano che la Hard fosse abbastanza prestazionale. Una scelta discutibile visto che Verstappen e le due Ferrari hanno faticato. Russell, invece, ha concluso la corsa al secondo posto dopo 24 tornate sulle Soft.
Il secondo punto chiave della gara dell’italiano è stato proprio la neutralizzazione della gara. L’italiano, infatti, da 4 tornate aveva la Soft usata. L’ingresso della vettura di sicurezza ha obbligato il team a una sosta aggiuntiva retrocedendo Kimi in 14ª posizione. In pratica, Antonelli non ha percorso il suo terzo stint e non aveva ancora recuperato in pista il tempo perso per la seconda sosta.

Gli strateghi del team dovevano far proseguire Kimi in 7° posizione considerando l’ottima prestazione, concedendo in zona punti. Stessa sorte se avesse completato il piano imposto originario, ovvero compiere 15 giri con ciascuno dei due set si Soft. La proiezione dava Antonelli in 8 piazza. Kimi si è ritrovato in 14ª posizione rimontando sino all’11, bloccato da Bearman che aveva tanta velocità sul dritto.
Kimi avere provato la Hard
A fine gara, via radio, c’è stato uno scambio di battute tra Kimi e il suo ingegnere di pista, proprio sulla possibilità di montare la gomma hard: “Probabilmente, se avessimo lasciato la Hard in pista, saremmo arrivati in top 8 e a punti”. Alle parole di Antonelli, Peter Bonnington – suo ingegnere di pista – ha risposto in modo dubbioso.
“È stata difficile dall’inizio fino alla fine, dobbiamo rivedere la strategia con la hard e con la soft, ma non avrebbe fatto una grossa differenza“. Questa frase indica ancora una volta la difficoltà nel comprendere quale tra Hard e Soft potesse offrire un netto vantaggio strategico, e come la Safety Car a fine gara abbia rovinato i piani.

Il risultato finale lascia un po’ d’amaro in bocca: l’11° posto non regala nulla alla classifica, ma nonostante questo il giovane Kimi Antonelli ha effettuato un altro step nel percorso di crescita che lo sta portando sempre più vicino ai big della categoria. Questa strategia un po’ dubbia gli permetterà di analizzare la gara sotto un nuovo punto di vista, aumentando il bagaglio tecnico per il prosieguo del mondiale.
Autore: Leonardo Pasqual – @PasqualLeonardo
Immagini: Ferrari – F1Tv
