Ferrari conferma la differenza prestazionale tra i due piloti in qualifica. Solo Leclerc è riuscito a mettere assieme le informazioni raccolte per estrarre il massimo potenziale nel Q3. Il monegasco ha fatto la differenza in particolare nel tratto centrale del circuito, controllando meglio la vettura. Charles è riuscito a ridurre a soli due decimi il distacco da Piastri nel T2, dimezzando il gap rispetto alla prima sezione di qualifica.
Qualifica molto complicata per Norris, staccato di quattro decimi dal compagno. Oscar sembra più abile nella gestione delle temperature, sia nella preparazione che nel time attack. Ciclo di isteresi imperfetto anche per Verstappen, che non è mai riuscito scaldare adeguatamente le gomme in nessuno dei suoi tentativi, problema dovuto anche a una gestione imperfetta dei freni, specialmente ad inizio giro.

La differenza di Charles su Lewis
Hamilton non centra la finestra di utilizzo delle gomme. L’inglese è sembrato un pesce fuor d’acqua, incapace di adattarsi a una vettura che non sposa il suo stile. Una SF-25 numero 44 troppo puntata sull’anteriore e instabile al retrotreno. Al contrario, Leclerc ha sfruttato questo setting a suo vantaggio, specie nelle curve lente dove porta velocità a centro curva.

Buona prestazione anche per Antonelli che massimizza la resa della W16 nel medio-lento, anche se manca ancora uno step sull’attivazione gomme rispetto al compagno. Nei settori più veloci McLaren è imbattibile. I due piloti sfruttano la spinta al retrotreno con un posteriore estremamente stabile nello snake tra curva 5 e 7, così come in curva 11.
Norris e Piastri sono veloci in queste sezioni, con una media superiore rispetto agli avversari diretti. Anche Gasly con l’Alpine ha fatto segnare ottimi riferimenti nei tratti più veloci del circuito. Il francese ha sfruttato una vettura più carica al posteriore per guadagnare nei tratti ad alta velocità. Red Bull ha palesato parecchi problemi di handling nei tratti rapidi. Verstappen è tra i più lenti in curva, sia considerando la velocità all’apice che in termini medi.

Il campione del mondo si è lamentato di un bilanciamento per nulla adeguato e non è mai riuscito a preparare bene i freni. Una problematica legata all’impianto che ha condizionato l’intera fase di curva. In particolare, Max portava un’eccessiva velocità in ingresso, che si traduceva in sottosterzo in entrata e in un forte sovrasterzo in uscita. Più volte l’olandese ha dovuto effettuare correzioni perdendo tempo.
Mercedes, trazione ottimale e super efficienza.
Mercedes fantastica nelle fasi di accelerazione, sfruttando il setup per favorire questo fondamentale. Il team ha individuato un ottimo bilanciamento tra un posteriore morbido e una rigidità all’anteriore equilibrando l’architettura aerodinamica dell’auto. Su queste basi è stata costruita l’ottima qualifica. Russell è il più veloce anche nel T2.
Il duo Ferrari, invece, ha trovato più difficoltà nel tornare sul gas con la stessa immediatezza degli avversari. Lo stile di guida che i due piloti stanno cercando di adottare tende a massimizzare la fase di ingresso curva, ritardando il punto di corda e l’input sul gas in uscita. Inoltre, la SF-25 sembra aver adottato un setup più rigido al posteriore, per stabilizzare, al contrario di Mercedes, l’aerodinamica del retrotreno.

Infine, l’analisi velocistica. Mediamente, Ferrari è la più rapida con Hamilton, mentre per tutta la qualifica Charles ha cercato la scia di una vettura davanti a sé, per recuperare tempo nel primo tratto di pista. Anche Russell ha ottimi riferimenti medi in termini di EOSS. Mercedes è la migliore su questo punto. La vettura di Brackley ha spiccato, perdendo solo un decimo e mezzo nel T2 verso una McLaren costruita appositamente per quel settore.
Autore: Leonardo Pasqual – @PasqualLeonardo
Immagini: Ferrari – F1Tv
