giovedì, Gennaio 15, 2026

Red Bull: correlazione galleria-pista errata: preview Arabia Saudita

Red Bull non ha fatto un ottima figura in Bahrain. In Arabia Saudita, tappa della F1 numero 5, c’è l’esigenza di cambiare passo. Di tornare nella lotta al vertice e combattere per le posizioni che contano. Non riuscirci significherebbe fallire miseramente e agitare ancora di più gli animi di per se già bollenti all’interno del team. È un po’ tutto in divenire, insomma. Da venerdì mattina ancora pista, vedremo che succede.

Jeddah: l’impostazione sospensiva favorisce la RB21

Il tracciato cittadino di Jeddah è uno dei più veloci del calendario. Sulla carta dovrebbe rappresentare un terreno favorevole alle caratteristiche della vettura austriaca. Proprio in questo scenario, lo scorso anno, la RB19 aveva conquistato la vittoria grazie a una superiorità tecnica netta. E anche per questo mondiale le premesse restano in linea di massima abbastanza incoraggianti.

Il circuito si distingue per una sequenza di curve ad alta velocità, dove risulta fondamentale disporre di tanto carico aerodinamico, specie se generato dal fondo vettura. E in questo, la RB21 è ancora tra le monoposto più efficaci in griglia. La filosofia progettuale continua a massimizzare il di carico dal fondo, elemento essenziale per affrontare le curve di questa pista mantenendo velocità e stabilità.

Red Bull F1 Arabia Saudita
Yuki Tsunoda (Red Bull) in azione con la RB21 nel GP del Bahrain

Inoltre, rispetto al Bahrain, dove l’assetto più “morbido” richiesto aveva messo in crisi la monoposto, a Jeddah si possono usare assetti molto più rigidi, un fattore che si sposa perfettamente con la natura della RB21. La difficoltà della Red Bull nell’adattarsi a configurazioni con bassa rigidezza sospensiva è ormai evidente, e un tracciato come quello saudita rappresenta un’occasione per mascherare queste debolezze.

I problemi relativi alla gestione gomme

Un aspetto da non sottovalutare, come sempre, sarà la gestione delle mescole. Un aspetto che ha determinato la classifica in questo inizio di mondiale. Da tracciato a tracciato, l’elemento che più fa la differenza tra le varie vetture è proprio l’utilizzo delle mescole. I lunghi rettilinei e il basso livello di abrasività dell’asfalto metteranno alla prova la capacità delle squadre nel trovare rapidamente temperatura sull’anteriore, specie nel giro secco.

Tuttavia, rispetto a rivali dirette come McLaren, Red Bull ha mostrato una maggiore efficienza nell’attivare le mescole anteriori. Correre in notturna, inoltre, potrebbe ulteriormente agevolare il lavoro di controllo della finestra termica, un elemento che può fare la differenza nei primi giri di qualifica e nella gestione strategica in gara. La minore abrasività del tracciato di Jeddah rispetto al Bahrain si traduce in degrado inferiore.

Red Bull F1 Arabia Saudita
Max Verstappen a bordo della RB21 nel GP del Bahrain 2025

Una notizia positiva per la Red Bull. Il consumo eccessivo degli pneumatici è stato uno dei problemi che avevamo evidenziato già dalle prime uscite stagionali, quando le vetture austriache hanno mostrato diversi grattacapi in tal senso. Guai divenuti palesi sopratutto nel Gran Premio del Bahrain, dove la RB21 ha sofferto pesantemente il drop prestazionale nella seconda parte dello stint.

I dati non combaciano come si vorrebbe

Per limitare questa debolezza, Red bull potrebbe introdurre alcuni aggiornamenti mirati alla gestione termica e al contenimento del degrado. Non dovrebbero essere rivoluzionari ed evidenti, ma rappresentano un passo necessario in attesa degli sviluppi più consistenti previsti per Imola. Pacchetto principale che potrebbe anche ritardare per i motivi che ora esporremo. Il nodo cruciale riguarda infatti la correlazione dei dati.

Christian Horner ha dichiarato con preoccupazione che i risultati provenienti dalla galleria del vento non stanno più rispecchiando quanto accade in pista. Non c’è correlazione tra simulatore e campo reale, in pratica. È una novità per Red Bull, che sino ad ora, pur lavorando con una delle gallerie meno evolute del Circus, era sempre riuscita a mantenere una coerenza sorprendente su questo punto.

Red Bull F1 GP Arabia Saudita
Christian Horner, Pierre Waché, Helmut Marko (Red Bull)

Un disallineamento che ha portato il team a sviluppare la vettura lungo una direzione che oggi appare errata. Una presa di coscienza importante, che potrebbe rallentare il pacchetto di aggiornamenti previsto appunto per le prossime gare. Su un circuito che ne esalta i punti di forza e mitiga alcune debolezze strutturali come Jeddah, sarà fondamentale raccogliere indicazioni chiare sulla validità del pacchetto attuale.

Verificare se gli interventi correttivi possono bastare a tenere vivo un progetto che sembra accusare qualche crepa. Red Bull non è abituata a inseguire. In Arabia Saudita dovrà dimostrare che la strada intrapresa può portare lontano. Un meeting di emergenza è già andato un onda: presenti Horner, Marko e Paul Monaghan e Pierre Waché, per programmare il futuro a breve termine del team.

Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich  

Immagini: Scuderia Ferrari – F1TV

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