mercoledì, Gennaio 14, 2026

Gp Bahrain, analisi Fp2: Ferrari lavora per sfruttare il nuovo fondo

Per la Ferrari, ma anche per le altre scuderie di F1, è stata generalmente una giornata molto complessa, specie durante le Fp1. La pista era molto calda e sporca, e i riscontri erano poco significativi. Pochissima azione, proprio perché i dati non erano attendibili. Hamilton ha girato per accumulare dati sul nuovo fondo, tanto atteso e cruciale. Confermiamo che l’aggiornamento era già programmato ad inizio stagione per queste gare.

Fiducia sulla SF-25 versione Bahrain

Eh sì, il piano di upgrade della Rossa era aggressivo. Tuttavia, sono arrivate alcune ulteriori modifiche sulla base di ciò che i tecnici hanno visto nei primi appuntamenti iridati. La prima informazione importante che raccogliamo nelle FP2 è la nuova specifica presente su entrambe le vetture. Dare una conferma definitiva è sempre complicato, benché Vasseur sia soddisfatto, come lo sono gli stessi piloti.

Ferrari F1 SF-25
Lewis Hamilton a bordo della Ferrari SF-25 in Bahrain

I punti di downforce in più ci sono, ma non sul cronometro; oggi non si sono ancora visti per una serie di ragioni che andremo a spiegare nei dettagli. La Ferrari si aspettava un incremento di performance di circa 2 decimi al giro con questo nuovo pacchetto introdotto. Ma per il momento, il gap di distacco dalla McLaren ammonta a mezzo secondo. Solo la qualifica potrà dare il giudizio finale, nel frattempo, le nostre prime considerazioni.

L’overheating frena la rossa: warm up strategy errata

Innanzitutto, una distribuzione differente del carico lungo il fondo genera, di riflesso, una modifica della finestra di setup della monoposto. In queste ore, il simulatore Ferrari sarà molto attivo per elaborare tutta la mole di dati provenienti dal Bahrain. In pista, gli alfieri della Rossa hanno avuto sensazioni differenti, con Hamilton ancora una volta più arretrato di Leclerc nel portare la vettura alla sua massima espressione.

Il britannico finisce a 1 secondo dalla vetta, mentre il monegasco a 5 decimi. Con Leclerc abbiamo visto una vettura con meno sottosterzo, sebbene la carenza di rotazione sia ancora presente. Nelle curve veloci come la 11 e la 13, la Rossa è migliorata, riuscendo a utilizzare una porzione maggiore di cordolo interno, in modo più simile a quanto fa la McLaren, che rappresenta l’attuale benchmark.

Ferrari F1 SF-25
Charles Leclerc in azione con la Ferrari SF-25 in Bahrain

Il confronto sul cronometro rimane però molto duro. Solo in curva 13, infatti, la Rossa perde quasi 2 decimi proprio nella fase di inserimento, mantenendo poi stabile il gap in uscita. Interessante comprendere come si scalda la gomma durante l’arco del giro. Sulla linea del traguardo il team inizia la tornata con le anteriori sotto la temperatura target, mentre le posteriori hanno un delta nullo, per cui nella temperatura ideale.

Già alla curva 1, però, l’anteriore prende 2°C e il posteriore 4°C. A metà giro, attorno alla curva 10, il posteriore è già in overheating e arriva a +11°C. Ferrari lavorerà proprio su questo al simulatore. C’è bisogno di capire come estrarre il meglio dalle coperture durante l’arco della tornata. Un livello di overheating è inevitabile, ma devono “spalmare” meglio la finestra operativa. Ferrari pare bene nel T1, a livello McLaren, per poi perdere tutto da curva 8.

A Ferrari manca un passo anche sul setup, McLaren ha tanto grip

C’è poi un’altra percentuale dovuta all’handling stesso della SF-25. Serve ancora del lavoro per trovare il punto di rendimento ottimale della monoposto. Senza contare che la buona trazione non offre il guadagno atteso proprio per la prima metà in percorrenza di curva. I problemi in ingresso si riflettono poi sull’uscita, limitando il potenziale beneficio nelle fasi di accelerazione della Rossa.

Ferrari F1 SF-25
Il britannico Lewis Hamilton (Ferrari) in azione con la SF-25 nelle Fp2 del Gp del Bahrain

McLaren è la più veloce, ma non è affatto una sorpresa. La MCL39 ha due punti di forza molto utili nella costruzione del setup. Come prima cosa, la finestra di setup molto larga e, in secondo luogo, presenta la miglior gestione termica delle mescole. Aspetto, quest’ultimo, che su questa pista fa una grossa differenza. Le vetture color papaya non sono ancora perfette, ma possono vantare già parecchio grip. Sono i migliori nella percorrenza di curva 1 in termini di traiettorie, dimostrando come siano un passo avanti già dal venerdì.

L’anteriore si conferma molto solido, riuscendo a puntare maggiormente il cordolo per risparmiare metri preziosi, mostrando peraltro un bilanciamento con il posteriore davvero efficace. McLaren ha meno trazione assoluta rispetto alla Ferrari, ma utilizza una messa a punto che le permette di curare meglio queste fasi. C’è poi la Red Bull, che avrebbe abbastanza potenziale, ma come prevedevamo è difficile da estrarre.

Le vetture di Milton Keynes sono abbastanza sensibili alle temperature e, per trovare performance, devono riuscire a contenere l’overheating al posteriore. Per loro si prospetta un lungo lavoro al simulatore per trovare qualcosa a livello di setup, come la scorsa settimana. Verstappen ha parlato di un lavoro sull’avantreno. Si è visto un po’ di sottosterzo, ma in generale mancavano di grip.

Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich  
Immagini: Scuderia Ferrari – F1TV

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