martedì, Gennaio 13, 2026

Ferrari non può ancora usare le altezze volute: analisi qualifica GP Bahrain

Ferrari continua ad essere limitata dalle caratteristiche già evidenziate nella giornata di ieri. Il nuovo fondo è stato confermato in quanto restituiva il surplus di punti di carico che si aspettavano. Pur con l’introduzione di questa componente, abbiamo visto ancora la carenza di rotazione che limita abbastanza la SF-25.

Ferrari, altezze da terra ancora imperfette

Leclerc riesce a gestire meglio questa vettura. Lo fa tramite il suo talento alla guida e una certa esperienza maturata con il team italiana. La differenza è molto chiara osservando il secondo tentativo del Q3. La Rossa non offre la fiducia che Lewis necessita e il britannico è quindi molto più conservativo nello snake del secondo settore. Charles parzializza meno e cerca più velocità a centro curva, ma il posteriore non tiene.

Ferrari Leclerc F1
Charles Leclerc con la sua Ferrari impegnato nelle qualifiche del Gran Premio del Bahrain 2025

Proprio nel momento del massimo appoggio, si è visto spesso la SF-25 perdere il retrotreno per brevi istanti. I piloti sono quindi costretti ad aprire la traiettoria per cercare di neutralizzare il sovrasterzo. Stessa cosa succedeva nelle Fp3. Per tale ragione, la nostra analisi ci porta a pensare che la vettura sia ancora costretta a utilizzare altezze leggermente troppo alte rispetto a ciò che vorrebbero.

Anche nel veloce hanno un po’ di sottosterzo, che si tramuta poi in sovrasterzo in uscita. Segno anche di un posteriore più caldo nell’ultimo tratto della pista. In generale vediamo che la Ferrari fatica a trovare il punto di corda e Leclerc oggettivamente sta guidando ampiamente sopra alle capacità della sua monoposto. La McLaren è quasi perfetta sotto questo aspetto, ma anche la Mercedes è molto più stabile.

Ferrari F1 Leclerc
Charles Leclerc, dopo l’ottima qualifica con ala sua Ferrari SF-25 in Bahrain

Il monegasco ha tuttavia confermato di aver preso una direzione che lo sta convincendo, dopo che negli ultimi weekend di gara hanno usato assetti estremi per riuscire a ‘coprire’ tutte le zone del tracciato. Ovviamente c’è ancora un grosso distacco dalla McLaren, per cui la situazione non si può dire sia ancora migliorata. Tuttavia, avevamo anticipato come il Bahrain potesse offrire maggiori possibilità alla Rossa.

McLaren: gestione termica perfetta del posteriore

Lo era già chiaro nelle prime gare e nell’approccio a questo weekend lo avevamo confermato: la MCL39 è la migliore a gestire le mescole. Su un tracciato rear-limited come questo, è fondamentale curare al meglio la gestione termica delle mescole. Nella giornata di ieri avevamo dato indicazioni precise su cosa avveniva sulla Ferrari SF-25.

Al contrario, i piloti McLaren riescono ad arrivare all’ultimo settore con le posteriori meno in overheating. La prestazione della mescola dipende strettamente dalla sua temperatura. Parliamo di circa 4-5°C in meno sul posteriore a livello di curva 11. Un vantaggio concreto, che dipende dal livello di energia che viene imposta alla gomma. Di solito la MCL39 immette una minor quantità di energia ed è per questo che ritenevamo potesse far bene.

Ferrari Leclerc F1
Oscar Piastri conquista una grandissima pole position con la McLaren nel Gran Premio del Bahrain

Tale caratteristica è condivisa con la Mercedes W16, che rispetto allo scorso anno scalda molto meno le mescole. Se durante la campagna agonistica 2024 performavano bene nelle piste più fredde, per quest’anno hanno lavorato molto per cercare di contenere i surriscaldamenti in ogni modo, soprattutto quelli superficiali.

Red Bull: bilanciamento errato e short shift per evitare il pattinamento

Al contrario, è la Red Bull a faticare con le alte temperature, che temevano molto arrivando in Bahrain. Cina e Giappone, con temperature più miti, hanno aiutato nella gestione termica nell’arco del giro. Molta instabilità generalizzata, quindi poco grip sbloccato sulla RB21.

Ferrari Leclerc F1
Max Verstappen (Red Bull) a bordo della RB21 nelle qualifiche del Bahrain

Nello specifico, il principale limite era il sottosterzo, forse a causa di un setup che puntava ad ottenere un bilanciamento più arretrato, che potesse incrementare la trazione. Obiettivo meno che centrato, visto che anche in curva 1 Verstappen doveva fare shortshift per evitare di pattinare con il posteriore. Questo significa che andava su velocemente con le marce, senza ‘tirarle’ troppo per evitare che, appunto, il posteriore fosse troppo sollecitato.

Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich  
Immagini: Scuderia Ferrari – F1TV

Articoli Collegati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Resta Collegato

3,584FansMi piace
1,032FollowerSegui
7,558FollowerSegui
- Advertisement -

Test Barcelona

Barcelona
nubi sparse
12 ° C
13.3 °
9.6 °
73 %
2.1kmh
40 %
Mar
13 °
Mer
14 °
Gio
14 °
Ven
14 °
Sab
11 °
- Advertisement -

Ultimi Articoli

- Advertisement -
Change privacy settings