Per Mercedes paliamo una tappa cruciale. Round numero 4 della F1 che ci porta nel cuore del deserto, sulla pista di Sakhir, tracciato ben conosciuto dai team, che proprio qui hanno svolto i test pre-stagionali a febbraio. Per il team di Brackley la gara mediorientale rappresenta un passaggio cruciale nella comprensione della W16: un progetto che ha mostrato solidità e consistenza, ma che, almeno fino ad ora, ha faticato nel confronto diretto con i competitor di vertice, McLaren e Red Bull in primis.
Test invernali, confronto McLaren e alte temperature
Durante i test invernali, la Mercedes W16 aveva fatto registrare riscontri incoraggianti sul passo gara, distinguendosi per costanza e gestione della gomma. Tuttavia, i dati avevano anche evidenziato un certo margine di ritardo rispetto alla McLaren sul giro secco. Un gap che, sebbene contenuto, si è riproposto nelle prime gare della stagione.
Ora, con il ritorno sul circuito di Sakhir, a distanza di una mese e mezzo abbondante, dove la scuderia ha già raccolto una mole significativa di dati, le condizioni potrebbero rimescolare le carte. Il tutto se teniamo presente in fattori ambientali perché la pista, per via di temperature logicamente più alte, sarà completamente diversa dai test.

Queste diverse condizioni potrebbero alterare i valori in campo. Se da un lato la Mercedes ha mostrato un’ottima gestione degli pneumatici nei climi più miti, l’aumento della colonnina di mercurio rappresenta un’incognita per l’usura delle coperture posteriori, specie nella seconda parte di gara. Per questo il team ha profuso parecchi sforzi nella preparazione al Gran Premio del Bahrain.
GP Bahrain: Il simulatore come “arma segreta” Mercedes
Sarà fondamentale il lavoro svolto svolto nel campo ipotetico, uno dei veri punti di forza del team tedesco. Da anni, ormai, Mercedes si distingue per la capacità di arrivare preparata all’inizio del weekend, grazie a una buona simulazione pre-evento, che permette al team di scendere in pista con la vettura in una finestra operativa già molto vicina a quella ottimale, sin dalla prima sessione di prove libere.

A Sakhir, questa capacità potrebbe essere ulteriormente valorizzata, grazie alla sovrapposizione con i dati raccolti nei test. Tuttavia, resta da capire se la W16 riuscirà a compiere quel passo in avanti intra-weekend che troppo spesso è mancato nei primi tre GP del 2025. In un mondiale equilibrato, la capacità di fare meglio sessione dopo sessione fa la differenza tra una qualifica in seconda fila e un piazzamento sul podio.
Carico aerodinamico, cordoli e compromessi
Dal punto di vista tecnico, il Bahrain si presenta come un banco di prova interessante per le caratteristiche della W16. Il tracciato di Sakhir è infatti dominato da tre rettilinei principali, nei quali l’efficienza aerodinamica diventa cruciale. Per questo il livello di carico scelto è inferiore alla media, con l’obiettivo di ottimizza la top speed specie in uscita da curva 1, sul rettilineo verso curva 4 e nella sezione che collega curva 10 alla 11.
Tuttavia questa scelta comporta dei compromessi. Una riduzione del carico aerodinamico significa anche meno spinta verticale, elemento che potrebbe penalizzare la W16 nel secondo settore, ricco di curve a medio-alta velocità. I tecnici Mercedes dovranno quindi lavorare per trovare il punto di equilibrio ideale, intervenendo su parametri cruciali come l’altezza da terra.

Il target sarà quello di abbassare la ride height al minimo possibile, pur restando nei limiti imposti dalle asperità del circuito per non avere problemi con il plank. Sakhir è infatti noto per i suoi bump che possono facilmente destabilizzare una vettura troppo rigida o troppo bassa. Chi riuscirà a mantenere la macchina stabile, senza compromettere l’efficienza in rettilineo, avrà un vantaggio chiave in gara.
Un altro elemento decisivo sarà la trazione, fondamentale in un tracciato “stop and go” dove le ripartenze dalle basse velocità incidono molto sui riscontri cronometri. In questo senso, il lavoro sulle sospensioni posteriori della Mercedes sarà determinante: il team ha scelto a una configurazione meno rigida, capace di garantire maggiore aderenza meccanica al posteriore.
Autore: Leonardo Pasqual – @PasqualLeonardo
Immagini: Mercedes – @xavigazquez– F1Tv
