Che vittoria quella di Max a Suzuka. Nella F1 attuale Red Bull non ha la miglior vettura. Tuttavia possiede un fenomeno che stringe il volante. Un pilota in grado di ottimizzare il rendimento al pari del gruppo di lavoro. Ma il Bahrein sarà un’altra storia. Un pista molto differente, dove la scuderia austriaca potrebbe incontrare diverse difficoltà. Rende al massimo come in Giappone non sarà affatto semplice.
Temperature e gestione termica i fattori decisivi
Dopo il weekend solido di Suzuka Red Bull arriva in Bahrain con buone sensazioni. Tuttavia non ha il ruolo di favorita. Il trionfo giapponese, ha messo in luce una vettura in grado di performare al meglio in condizioni favorevoli di temperatura e con basso degrado, vero. Ma a Sakhir lo scenario cambia drasticamente, complicando il posizionamento della monoposto nella sua finestra ottimale.
La sfida sarà serrata, in particolare con una McLaren in ottimo stato di forma, convinta di poter estrarre molto potenziale dalla MCL39 su un tracciato che premia equilibrio meccanico e trazione. I test invernali, svolti proprio su questo circuito, avevano già evidenziato come la RB21 possa sprigionare grande performance sul giro secco, quando si trova vicina al punto ottimale di funzionamento, specie a livello termico.

Un tema non secondario in Bahrain, dove le temperature ambientali e di pista saranno ben più alte rispetto a quelle viste a Suzuka, e dove l’amministrazione termica rappresenterà una delle chiavi fondamentali del fine settimana. Il tracciato di Sakhir è un classico stop-and-go: tante frenate violente seguite da forti accelerazioni. Ogni team ha una base di riferimento, ma è proprio in queste condizioni che la Red Bull dovrà cercare bilanciamento.
Il compromesso per ottimizzare le fasi di accelerazione
Il layout presenta diverse zone in cui la RB21 potrà far valere il suo carico aerodinamico: nel secondo settore, con il corto snake, e nel terzo, dove le curve a medio carico premiano stabilità e downforce. Ciò malgrado, la scuderia di Milton Keynes dovrà inevitabilmente sacrificare rendimento nel veloce tramite l’handling, nel tentativo di privilegiare una messa a punto votata alla trazione.
Garantire spinta al posteriore sarà decisivo, non solo per la prestazione in uscita curva, ma soprattutto per evitare di sovraccaricare le gomme posteriori e incorrere in problemi di overheating. La gomma infatti si surriscalda facilmente se sottoposta a un numero troppo elevato di micro-scivolamenti. Proprio qui risiede una delle maggiori incognite: trovare un buon balance tra asse anteriore e posteriore.

In più occasioni, anche durante i pre season test, la Red Bull ha mostrato squilibri tra sottosterzo marcato e sovrasterzo improvviso, un segnale di quanto la finestra ideale sia ancora stretta e delicata da centrare. Il successo in Giappone non deve quindi trarre in inganno: le condizioni climatiche favorevoli e il basso degrado registrato in gara hanno permesso alla RB21 di esprimersi al massimo.
Gestione usura gomme, il cruccio della RB21
Rispetto a McLaren, Red Bull è riuscita a generare maggiore energia nelle gomme a Suzuka, portandole più velocemente in temperatura e sfruttando al meglio lo pneumatico. Un piccolo vantaggio che in Bahrain non sarà più tale. È vero che si correrà di sera, con temperature più basse, ma il clima sarà comunque ben più caldo rispetto al Giappone, il che renderà più difficile il controllo del degrado termico, soprattutto sull’asse posteriore.
Red Bull è consapevole da dove nascano le sue attuali difficoltà nel contenere l’usura: mancano ancora alcuni aggiornamenti, sia sul fronte del degrado meccanico che termico, che arriveranno solo a partire da Jeddah. Nel frattempo, a Sakhir sarà fondamentale trovare un compromesso a livello di setup per ridurre l’accumulo di calore sul retrotreno e proteggere gli pneumatici.

Il rischio di overheating resta alto per tutti, ma Red Bull sa che, per portare a casa un buon risultato, dovrà limitare al massimo i picchi di degrado troppo elevati, che complicano la stabilizzazione della temperatura, specie sulla superficie delle mescole. La sfida è aperta, con McLaren che si candida a vera antagonista. Per la RB21 si tratta di un banco di prova delicato, in un contesto tecnico in cui i dettagli e il tipo di setup faranno la differenza.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari F1TV
