lunedì, Gennaio 19, 2026

F1, direttive tecniche FIA: balance of performance mascherate

“Balance of Performance”. Tre parole che in F1 con la FIA anno inorridire gli addetti ai lavori e i fan. Eppure questo tipo di disciplina è utilizzato in tante categorie del motorsport. Una su tutte è la 24 Ore di Le Mans, storica gara che da tre anni è terreno di conquista da parte della Ferrari 499P. Al fine di livellare i valori in pista, la Federazione Internazionale impone delle restrizioni ai prototipi dominanti.

F1 FIA Balance of Performance
Nicholas Tombazis, direttore dele monoposto di F1 della FIA

Per molti si tratta di un orrendo artificio per creare uno spettacolo emozionante. A schierarsi nettamente in materia è stato Wolff, e azionista del team Mercedes che ammette come in futuro potrebbe esserci un programma sportivo nel WEC per la stella a tre punte. Tuttavia, l’attuale disciplina del mondiale Endurance non si sposa con lo spirito che alimenta la presenza delle Frecce d’Argento nelle diverse classi in cui è presente in veste ufficiale.

F1, la filosofia Mercedes

Secondo il manager austriaco, il BoP (Balance of Performance, nda), una competizione in cui una commissione tecnica stabilisce le limitazioni da assegnare a una vettura in funzione della propria velocità, contravviene ai principi generali dello sport e soprattutto a quelli della Mercedes. Valori a cui tiene parecchio anche Ola Källenius, grande capo di origine svizzera della Stella a tre punte.

F1 Balance of performance FIA
Toto Wolff, team principal della storica scuderia tedesca Mercedes

Il dirigente di origine viennese ritiene un’assurdità spendere valanghe di denaro per poi vedere mutilato il proprio potenziale sull’altare di un livellamento prestazionale. Se nel prossimo futuro anche il WEC sposerà la disciplina del limite di spesa, la casa tedesca potrebbe riflettere sull’eventuale ingresso nella categoria. La tesi di Wolff è molto chiara e, per certi versi, condivisibile, non senza qualche appunto.

Toto dimentica il DTM

Il campionato DTM (Deutsche Tourenwagen Masters, nda) è la classe in cui gareggiano vetture turismo tra le più importanti della categoria. Il colosso tedesco vi partecipa, dopo una stagione di pausa, con quattro AMG-Mercedes GT3. Ebbene, in questa classe, da sempre feudo Mercedes, il Balance of Performance c’è eccome.

Ad esempio, nel round di Zandvoort, la FIA ha imposto diversi valori di zavorra ai competitor (vedi tabella in basso). Nella classifica costruttori, Mercedes spadroneggia con un vantaggio importante sulla concorrenza. Tornando alla Formula 1, il livellamento prestazionale in più circostanze è stato ottenuto bussando alla porta della FIA.

FIA, il doping legislativo tradisce i valori del motorsport

Innanzitutto va precisato che anche nella massima categoria del motorsport il BoP esiste eccome. Gli Aero Test sono disciplinati attraverso un sistema a scala mobile legato alla posizione di un team nella classifica costruttori nel semestre di riferimento. Parliamo di “run” in galleria del vento e item CFD, che premiano in modo percentuale e progressivo i team in modo inversamente proporzionale alla classifica costruttori.

Poi arriviamo alle note dolenti. Come possiamo classificare i continui interventi della direzione tecnica della federazione attraverso l’incessante proliferazione di direttive tecniche? L’ente federale non ha le risorse per poter analizzare in modo predittivo le soluzioni tecniche borderline di un competitor. Tutto segue un copione ben definito: un competitor fa una soffiata ai delegati della Federazione Internazionale.

F1 Balance of performance FIA
Charles Leclerc (Scuderia Ferrari) a bordo della sua F1-75 Gp Ungheria 2022

Successivamente, l’organo federale focalizza i suoi controlli proprio nell’area segnalata da un rivale. In modo indiretto, dal 2022 vengono sistematicamente emesse direttive tecniche mirate a limitare il vantaggio competitivo di un concorrente. Con il senno di poi, la tanto chiacchierata TD039, nata per limitare il fenomeno del porpoising, ha azzerato il vantaggio competitivo della F1-75 che sfruttava sapientemente la flessibilità del fondo.

Assumendo che le affermazioni di Toto siano animate da sincero spirito sportivo, è meglio assistere a uno spettacolo in cui le limitazioni sono definite senza ambiguità a livello regolamentare o a giochi di potere tra team e Federazione Internazionale, mirati a mutilare a turno la competitività di un team? Ci piacerebbe sapere che ne pensate al riguardo, in quanto la tematica è piuttosto spinosa.

Autore: Roberto Cecere – @robertofunoat 

Immagini: Scuderia Ferrari – Mercedes – F1Tv

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