Ferrari conquista il podio con Leclerc, quarto posto con Hamilton. Risultato che nella F1 targata Austria fa tirare una boccata di ossigeno al team. La corsa è stata buona nei 2/3 finali di gara, ma ha pagato la gestione termica imperfetta del primo stint. La maggior parte del distacco rispetto alle McLaren, infatti, è accumulato dopo 27 tornate per amministrare i freni. McLaren, invece, era insensibile alle temperature.
Ferrari costretta al lift and coast reiterato
Nel primo stint, Hamilton e Leclerc pagano rispettivamente 5 e 7 decimi dalle vetture di testa, rallentati anche dalle richieste continue di lift & coast dal muretto box. Uno dei limiti per la vettura di Maranello derivava dall’avantreno, con Lewis che in particolar modo mostra una chiara carenza in termini di rotazione nelle curve medio-veloci. L’inglese soffriva sottosterzo che poi si trasformava in eccesso di rotazione in uscita.
I ferraristi sono andati in difficolta tra l’ultima parte del primo stint, soffrendo maggiormente il decadimento dello pneumatico, dove le MCL39 hanno spinto guadagnando tempo. Piastri, ha messo subito pressione al compagno in testa, spingendolo a mostrare il vero livello della MCL39. Ferrari invece è stata tradita dalle alte temperature della pista, vicine ai 50°C, aumentando il consumo termico al retrotreno.

Inoltre, l’irraggiamento del calore dall’asfalto rendeva difficoltosa l’amministrazione del calore tra motore e freni. Questo ha costretto entrambi i piloti ad alzare prima alla fine dei rettilinei per rallentare la monoposto, usando il freno motore e solo successivamente dando l’input sul freno. Con questa pratica veniva ridotta la potenza frenante necessaria a rallentare l’auto e di conseguenza il calore generato.
Leclerc ha un passo simile a Norris
Nel corso della seconda frazione della corsa, il ritmo di Leclerc era davvero buono, perdendo solo 0.15” su Piastri. Peccato per l’inizio dello stint, dove la SF-25 era obbligata a un’introduzione più lenta per preservare la vita utile della mescola. Solo nella seconda parte del 2° stint i piloti della Rossa hanno interrotto il lift & coast, con il tempi sul giro che si sono abbassati, per poi tornare a patire il naturale degrado termico delle coperture.
Piastri ha avuto una gestione gomma migliore del compagno, chiudendo parte del gap accumulato dopo il primo stint. L’australiano, leader del campionato, ha chiesto al box di ritardare il primo pit stop per non essere troppo vicino al compagno e gestire meglio le temperature. Come si osserva dal grafico del degrado, Oscar ha ottenuto un vantaggio di gomma nella prima parte dello stint.

Situazione che gli ha fatto subire un calo prestazionale più grande nel finale. Gara anonima per Russell, che ancora una volta ha mostrato quanto la vettura di Brackley non sia affatto a proprio agio con alte temperature. Il britannico perdeva in certi momenti oltre un secondo al giro, con un rendimento molto incostante. Senza dubbio una gara da rivedere per la scuderia tedesca.
McLaren mostra la sua forza nel duello finale
Nell’ultimo parte della corsa Ferrari ha preso ancora un po’ di gap, anche perché il team ha tirato i remi in barca rispetto al duo McLaren. Norris e Piastri, al contrario, in lotta per la vittoria, hanno nuovamente mostrato un ritmo superiore, girando circa 3 decimi più veloci. Grazie alla vettura più leggera, i ferraristi hanno potuto amministrare meglio le temperature, soffrendo un degrado prestazionale molto basso.
A Spielberg il team italiano ha conquistato il miglior risultato della stagione. Il passo avanti richiesto dai piloti con il nuovo fondo è arrivato, sebbene il distacco dalle McLaren sia ancora pesante per via di vari fattori, tra cui carico e gestione gomme. Guardando la gara nel suo complesso, Charles ha perso mediamente 0.27” al giro, patendo particolarmente il primo stint, con un distacco accurato in questa fase di 15 secondi da Norris.

La gestione termica errata per la monoposto italiana, deriva in parte da una brake duct anteriore che non era in grado di smaltire il calore al meglio. Ne ha fatto parola anche Jerome D’Ambrosio che ha sostituito Vasseur . Il team italiano dovrà lavorare anche su questo fattore, in quanto non è la prima volta che è obbligata a questa pratica che di fatto limita il potenziale dell’auto.
Autore e grafici: Leonardo Pasqual – @PasqualLeonardo
Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv
