Ferrari si prende il podio con Leclerc. La F1 targata Barcellona si conclude senza penalità per il monegasco, che dopo l’investigazione della FIA esce “pulito” dall’incontro ravvicinato con Max Verstappen. Per Lewis invece le cose non sono andate come atteso. L’inglese ha sofferto problemi di bilanciamento con tanta benzina a bordo e non è riuscito a dare il massimo a bordo della SF-25.
Red Bull apre il gioco con una strategia a tre soste
Per la partenza, la gran parte dei piloti ha optato per le gomme Soft, sia nuovi che già rodati. Le previsioni strategiche indicavano un Gran Premio da due pit-stop per mantenere un ritmo elevato. Ferrari ha scelto le Pirelli cerchiate di rosso per entrambi i piloti, ma Charles aveva un treno leggermente più fresco rispetto a quello montato da Sainz. Nei primi giri Verstappen ha mostrato un passo impressionante.

Ma il suo set di gomme aveva due tornate in più rispetto a quello di Piastri, leader della gara. Poi l’olandese ha iniziato a soffrire, mentre la McLaren si è distinta per una gestione termica più efficace. Piastri ha comunque segnalato qualche difficoltà al posteriore, comprensibile se si considera quanto la MCL38 fosse carica sull’anteriore.
Parliamo di un bilanciamento che cercava di favorire la rotazione, ma al tempo stesso ha stressato un po troppo il retrotreno delle vetture color papaya. Al contrario, altre squadre hanno puntato sul proteggere quanto più possibile l’asse posteriore, compromettendo però in automatica l’efficacia del front-end.
Ferrari risponde a una mossa Mercedes
Red Bull ha tentato qualcosa di diverso anticipando la prima sosta al 14° giro. Una volta rientrato in pista, Verstappen ha spinto al massimo, senza neppure un giro di adattamento: un segnale evidente dell’intenzione di giocarsi la carta delle tre soste. Il passo non era sufficiente per impensierire le McLaren ma era superiore a quello di Ferrari e Mercedes.
Red Bull si è trovata nella posizione ideale per tentare una strategia più aggressiva. La prima delle due rosse a fermarsi è quella di Hamilton, costretta a coprire l’undercut tentato da Russell. Per evitare di perdere la posizione sul sette volte campione del mondo, il team italiano ha scelto di farlo rientrare in anticipo, accettando di prolungare lo stint successivo.

Nel frattempo, Mercedes si è trovata di fronte a una scelta: allungare oppure fermarsi subito. Tuttavia l’overcut si è rivelato poco efficace o addirittura controproducente. Anche Leclerc è stato richiamato il giro dopo, per evitare che Lewis guadagnasse terreno sfruttando le gomme nuove. Come spesso accade, Ferrari ha impostato un avvio di stint prudente per entrambi, motivo in più per evitare di subire sorpassi ai box.
I due hanno montato gomme Medie, le stesse che il team prevedeva di riutilizzare anche nel finale. Con il gioco delle soste, Mercedes è riuscita a mettere pressione sulla rossa, costringendola ad anticipare. Russell è rientrato al giro 23 mettendo la media. Il divario di quattro giri rispetto a Lewis poteva avere un peso nella seconda parte, ma il degrado all’anteriore si è fatto sentire prima del previsto, vanificando parte del vantaggio.
Il piano Red Bull: guadagnare a colpi di ritmo
Tra il 21° e il 22° giro, entrambe le McLaren hanno effettuato la loro prima sosta, montando le Medie come da previsione. Ogni pit-stop “costa” circa 21 secondi, e sapendo di doverne effettuare tre, Verstappen avrebbe dovuto recuperare almeno 4 decimi al giro. Nella fase centrale, fino allo stop delle MCL39, l’olandese ha ridotto il distacco di circa un secondo e mezzo al giro, abbastanza per allarmare il box di Woking.
Secondo i calcoli Red Bull, intorno al passaggio numero 40 McLaren ha realmente percepito il rischio. Dopo una seconda parte molto intensa, Max è rientrato per l’ultima volta al giro 41 passando alle Soft: l’idea era quella di tentare il recupero finale per agguantare almeno un gradino del podio. Nello stesso momento, Leclerc ha effettuato il secondo cambio gomme. Obiettivo: blindare la quarta posizione e difendersi da eventuali ritorni Mercedes.

Anche in questo caso, la scelta è ricaduta su un secondo treno di Medie, ritenute più costanti rispetto alle Soft. La Rossa però ha preferito non rischiare, scegliendo la coerenza strategica alla creatività. La gestione delle coperture Pirelli è apparsa comunque solida, come già visto a Imola, specie per Leclerc, segno di un miglioramento nel controllo delle temperature superficiali.
La Safety Car rovina tutto a Verstappen
Al 54° giro è entrata in pista la Safety Car a causa del ritiro di Antonelli. Tuttavia, il suo ingresso non ha offerto vantaggi strategici significativi, dato che le soste principali erano ormai completate. Anzi, per Verstappen – già passato tre volte ai box – la neutralizzazione è stata una tegola.
Con le Soft montate da 11 giri, Red Bull si è trovata costretta a rientrare per un quarto pit-stop, poiché la concorrenza si stava preparando a montare gomme più fresche (quasi tutti su Soft usate da 4 giri). Solo Hülkenberg disponeva di un treno nuovo. Di fatto, Red Bull ha considerato le gomme di Max troppo usurate per difendersi al restart, soprattutto contro avversari con mescole più giovani.

Non avendo altri set di Soft disponibili, si è deciso di optare per le Hard, l’unica alternativa rimasta. Alla ripartenza, però, la mescola dura si è rivelata inefficace: la temperatura non era ancora entrata nel range ideale e Verstappen ha perso aderenza in uscita dall’ultima curva. Il risultato è stato il doppio sorpasso di Leclerc e Russell, che ha escluso l’olandese dal podio.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari – F1TV
