Ferrari ci sperava ma è cambiato nulla in F1. La direttiva TD018 relativa alle ali flessibili ha sostanzialmente lasciato le cose come stavano. Il Gran Premio di Spagna ha emesso questo verdetto, sul quale un po’ tutti eravamo d’accordo. Il team italiano era convinto che alcuni benefici potessero arrivare, in quanto il nuovo coefficiente di aeroelasticità voluto dalla Federazione Internazionale doveva limitare le performance della super McLaren.
McLaren non aveva dubbi
Nella conferenza stampa del giovedì catalano, il team di Woking era apparso parecchio sicuro. Le dichiarazioni dei piloti non lasciavano spazio a dubbi. La ragione è piuttosto semplice: il team aveva già realizzato tutti gli studi del caso nei mesi precedenti, raccogliendo dati certi sulle prove realizzate all’interno della fabbrica. Ne ha fatto parola lo stesso Andrea Stella, team principal dei campioni del mondo in carica.
L’ex ingegnere di pista di Fernando Alonso voleva vederci chiaro su questo tema. Anche per questo, già dal Gran Premio di Imola, Norris aveva testato la nuova specifica per sottostare alle nuove norme sulla flessibilità delle ali anteriori. In pista non si è notata alcuna differenza, tanto che Stella, ipotizzando il montaggio della specifica a insaputa di Lando, era convinto che l’inglese non si sarebbe accorto di nulla a livello di rendimento.

Un impatto definito trascurabile, poiché l’associazione dei numeri estrapolati dalle analisi lo aveva confermato in pieno. Differenze davvero troppo piccole per pensare che potessero spostare gli equilibri in pista. Il valore della disparità tra le due componenti era molto vicino allo zero. La lunga pianificazione di questa direttiva ha concesso alle scuderie di studiare con calma la situazione, in merito alle caratteristiche delle auto.
Stella “spiega” le capacità predittive del suo team
L’incidenza delle nuove norme in merito all’aeroelasticità è stata definita irrilevante. La pista lo ha confermato, con le due McLaren che sostanzialmente hanno mantenuto il dominio, battendo facilmente il resto degli avversari. Abbiamo osservato diverse lavorazioni sulle specifiche, sia anteriori che posteriori. Il contributo meno “smorzato” delle ali è andato a cambiare di un certo grado l’handling delle monoposto.
La carenza di rotazione è divenuta più evidente nei tratti guidati, mentre nelle curve a rapida percorrenza il sovrasterzo è maggiormente dominante. Ferrari, come sappiamo, ha approfittato per introdurre una nuova specifica, assai differente nella condizione tra i due flap superiori e l’endplate. Più effetto outwash con una soluzione sofisticata in stile Mercedes che, già dalla scorsa stagione, aveva adottato questa soluzione.

Il team di Maranello ha studiato i dati raccolti in Spagna proprio in questi giorni. Nella fabbrica di Via Abetone Inferiore 4 erano presenti i due piloti titolari: Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Quest’ultimo continuerà a spingere come il compagno, adempiendo al lavoro di sviluppo e correzione della SF-25. Tuttavia, nel suo caso, crede che pensare già al 2026 sarebbe la mossa giusta, riflettendo sull’attuale status della Rossa.
Come avevamo preventivato nei mesi scorsi, tramite uno scritto dedicato, le auto di per sé già più problematiche a livello di bilanciamento avrebbero trovato più difficoltà. La conferma di quanto abbiamo scritto in tempi non sospetti arriva direttamente da Andrea Stella e da quello che abbiamo potuto candidamente osservare il pista. Era plausibile che sarebbe successo e così è effettivamente stato.
Ferrari non ha competenze tecniche sufficienti
La squadra di Maranello era convinta che le cose potessero cambiare, e non poco, in termini di rendimento. Lo abbiamo detto e ricordato più volte. Un fatto per certi versi inspiegabile, in quanto, a livello teorico, la storica scuderia dovrebbe avere a disposizione i medesimi strumenti della McLaren. Anche la Rossa doveva sapere che tali differenze sarebbero state alquanto trascurabili.
Resta da capire, pertanto, in che modo Frédéric Vasseur e compagnia potessero pensare a qualcosa di diverso. La preparazione in F1 è tutto. Conoscere a menadito i progetti tecnici e saperli valutare al meglio è la chiave per centrare i propri obiettivi. Il fatto che Ferrari non avesse capito anzitempo i risultati ottenibili, al contrario della super McLaren, sottolinea e spiega il ritardo tecnico che la Rossa paga tuttora.

Considerando che la Rossa nutre il desiderio di accorciare il gap sui primi della classe, ci domandiamo se abbia le competenze per centrare l’obiettivo. Frederic ha paventato pure tre mesi per portare a termine questo lavoro. Parliamo quindi di settembre, dove nel frattempo, senza dubbio, il team di Woking avrà già messo in ghiaccio ambedue i titoli iridati. Forse è anche per questo che Hamilton consiglia di pensare al 2026…
Autore e immagini: Zander Arcari – @berrageiz
