Ferrari: l’esecuzione del weekend di F1 è scarsa e Binotto frega ancora la sua ex squadra. Ci eravamo lasciati con l’Austria, dove al contrario le cose erano andate bene. Vasseur ci teneva parecchio a ribadire il buon lavoro sviluppato nell’arco della tre giorni a Spielberg: evidentemente non è andata così. Soliti problemi che vengono a galla di una scuderia che non riesce a dare una certa continuità ai suoi risultati.
Ferrari non sa gestire la gara
Avevamo parlato prima della corsa sull’importanza di non sbagliare. Per farlo era necessario saper gestire una condizione cangiante al meglio delle possibilità, per garantire al team quei benefici che possono emergere in scenari del genere. Non è certo facile. Lo sappiamo. Tuttavia è un dato di fatto che Ferrari non solo non è quasi mai in grado di sfruttare la situazione, ma molto spesso la aggrava e non poco.

Oggi è successo proprio questo al GP di Silverstone, dove tra errori di strategia e di guida tutto è andato in fumo. Non è una questione di colpe. Non puntiamo il dito. Fatto sta che il reparto che lavora a Maranello, il famoso remote garage che supporta il muretto box, non sembra offrire quel plus che serve in questo tipo di gare. Il Cavallino Rampante abbandona l’Inghilterra con le ossa rotte. Altro non si può dire.
La ragione è semplice: la SF-25 aveva dimostrato una certa solidità presentandosi davvero bene. Poi già in qualifica aveva mancato l’obiettivo, perché con temperature più basse la monoposto non era più quella delle prove libere. Sono riemersi i problemi nelle curve lente per via di un grip insufficiente con le gomme. Coperture che hanno dato il filo da torcere pure sulla distanza dei 300 chilometri.

Attivare le Pirelli intermedie è stata un’impresa e, come al solito sull’acqua, oramai da diversi anni, le rosse proprio non trovano rendimento. Oltre a questo, ecco la strategia scellerata con Charles ancor prima della partenza. Idem nel finale quando forse si poteva aspettare due giri per passare alle slick. Gli errori alla guida dei piloti sono il meno, in quanto stringere tra le mani il volante di questa vettura, oggi, era davvero complicato.
Leclerc in grande confusione
Leclerc è giustamente abbattuto. La sua corsa è stata un patimento dal giro 1 sino al traguardo. È stata quasi una liberazione tagliare la linea di meta. La sua vettura non ha mai avuto un ritmo decente. Resta da capire se i problemi erano legati alla scelta dell’assetto che, come lo stesso monegasco ha confermato, era piuttosto estremo. Setup che sul bagnato ha mandato completamente a bagno la SF-25.

Va detto che lui per primo ha insistito parecchio per passare alle Soft dopo il giro di installazione. Aveva valutato che 2/3 della pista erano asciutti e il sole avrebbe potuto asciugare presto pure il terzo. Così non è stato, evidentemente. Stupisce il fatto che il meteo era disponibile e, sapendo che la percentuale di pioggia era alta, forse era meglio evitare l’azzardo. Hamilton in questo ci ha visto giusto.
Hamilton bene ma non benissimo
L’inglese ha realizzato senza dubbio una gara più accorta. È partito forte e nei primi giri pareva pure che potesse impensierire la McLaren. Tuttavia, appena le MCL39 hanno messo in temperatura le gomme lo hanno staccato. Idem Verstappen. La numero 44 ha sofferto per tutto il resto del primo stint. La vettura era poco guidabile. Mentre nel secondo le cose sono migliorate e la sua gara si è accesa. Un buon recupero sino all’ultima sosta.

Poi Lewis è andato per prati in due occasioni ed è proprio in quel momento che ha perso il 3° posto. L’inglese non è stato tenero con la SF-25. Ha riferito che non sta ferma alle basse velocità e in generale non è stabile. Guidare così per 52 giri è un incubo. Pure lui non è contento della strategia e le ragioni ci sono. Hulkenberg prende il primo podio in carriera e Binotto batte ancora la Rossa, ma questa volta “grande merito” va alla Ferrari.
Autore: Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari -F1TV
