La Ferrari inizia con il piede giusto nella F1 targata Silverstone. Nella seconda sessione di prove libere, i due piloti in rosso si piazzano in seconda e terza posizione, separati da appena 0,079s. La vettura numero 16, guidata da Charles Leclerc, chiude il turno a 0,222s dalla McLaren di Lando Norris, assolutamente a suo agio sul tracciato di casa e favorita per il weekend. Un pelo di più in difficoltà Hamilton, che però ha preso parecchio traffico e non riuscito a ottimizzare il giro tramite l’handling.
Ferrari deve sistemare curva 4
Il circuito inglese sembra sposarsi bene con le caratteristiche della SF-25. Il nuovo fondo funziona. Delle 18 curve del circuito la maggior parte sono ad alta velocità. Pieghe che richiedono rigidità sospensiva. Inoltre l’asfalto è liscio, privo di bump, e i cordoli piatti permettono di abbassare l’auto senza consumare eccessivamente il plank. Questo è un vantaggio non da poco per la vettura italiana.
Contesto dove riesce a usare altezze da terra migliori per attivare in maniera efficiente i Canali Venturi sotto al pavimento, massimizzando l’effetto suolo per generare deportanza in modo pulito e continuo. Analizzando la telemetria di confronto tra Leclerc e Norris emerge un aspetto lampante: l’intero distacco tra i due nasce principalmente in curva 4, punto critico per la SF-25 sin dalle FP1.

Anche per questo il team è intervenuto sull’asse posteriore per tentare di migliorare la stabilità dell’auto. In questo tratto, charles fatica ad avvicinarsi con precisione al punto di corda. L’ingresso è condizionato da sottosterzo evidente e, nel momento in cui cerca di tornare sul gas a centro curva, il retrotreno perde aderenza e genera sovrasterzo. Aspetto che porta a una doppia correzione.
Si deve pertanto controllare l’imbardata e poi per riprendere la trazione in uscita. Il risultato è una perdita di velocità consistente: i due ferraristi sono i peggiori della griglia nella performance alla 4, con un gap di 8 km/h rispetto a Norris. La causa è da ricercare nel setup del posteriore, che deve essere sì rigido per mantenere piattaforma stabile, ma sufficientemente flessibile da garantire aderenza nei tratti più lenti.
Troppa rigidezza comporta slittamento e, di conseguenza, riduce la capacità della vettura di “scaricare” potenza al suolo in modo progressivo. Anche le gomme hanno fatto il loro, mi quanto non erano attivate nel modo giusto. La monoposto numero 16 si accende nel secondo settore, siglando il miglior intertempo della sessione. Questa sezione è caratterizzata da curve esclusivamente veloci.

A partire dalla Copse, percorsa in pieno da Leclerc, mentre Norris alza il piede del 45%, per poi andare verso le Maggots, Becketts e Chapel. Proprio in questa infinita esse che parte da curva 10 per concludersi alla 14, Leclerc guadagna ben 0,158s. La velocità media di questo tratto è poco più di 250 km/h; quindi, curve ad altissima velocità che generano forze G fino a 6G e immettono troppa energia sulle gomme.
Charles percorre questo tratto in maniera magistrale, con una velocità di percorrenza della 13 maggiore di 5 km/h e soprattutto riuscendo ad andare sul gas qualche metro prima rispetto a Norris in uscita della 14 che immette sul rettilineo. Qui la chiave è avere l’asse anteriore più rigido per mantenere una precisione assoluta nei cambi di direzione. L’anteriore deve essere reattivo e consentire di lanciarsi in curva senza mai correggere.
Ottime fase si staccata per Leclerc
Anche in curva 15 (Stowe), che si percorre a 242 km/h, il monegasco sembra essere in fiducia, tanto da staccare in contemporanea con Norris, ma adottando una modulazione del freno più aggressiva in entrata, che gli permette di rallentare più velocemente la monoposto e andare full gas qualche metro prima. In questa curva il guadagno è marginale, ma gli permette di accorciare sul pilota britannico.
Dalla telemetria si può facilmente notare come anche la frenata in curva 16 (la prima parte del complesso Club) sia stata piuttosto buona per lex Alfa Romeo, tanto da guadagnare 0,064s in staccata. Margine che però riperdere nella fase di accelerazione, dove ancora una volta, esattamente come in curva 4, è costretto a correggere il posteriore che slitta leggermente in trazione.

La SF-25 si conferma molto competitiva a Silverstone, specialmente nei tratti veloci dove assetto, bilanciamento aerodinamico e fiducia del pilota permettono a Leclerc di esprimersi al meglio. Tuttavia, la chiave per puntare alla prima fila, e provare a dare fastidio alla super McLaren, sarà risolvere quei piccoli ma critici problemi nei pochi tratti lenti del circuito. Serve più compromesso, insomma.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Marco Iurlandino
Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv
