Ferrari rimandata nella Sprint Race del Belgio. In F1 ogni dettaglio conta e ieri, nella messa a punto dell’auto, qualcosa non ha funzionato. Un compromesso erroneo. La Rossa era abbastanza bilanciata, ma il setup troppo eccessivamente mirato alle top speed ha limitato il rendimento dell’auto. I ferraristi, specie Lewis, hanno gestire la temperatura eccessiva delle gomme e faticavano nel ruotare la monoposto nei tratti lenti.
Il setup limita Ferrari: prima al retrotreno e poi in carenza di rotazione
Al via della Sprint, Charles è riuscito a guadagnare una posizione su a Norris, sfruttando la traiettoria migliore in frenata. Il monegasco però ha richiesto troppo alle suoi pneumatici nelle prime tornate, pagando un drop prestazionale dopo il quarto giro, quando ha subito il contro sorpasso da Lando. Il ferrarista, al termine della mini gara ha perso in media 6 decimi al giro dal gruppo di testa.

Il limite per la sua vettura e quella di Lewis derivava dal retrotreno, un po’ troppo alto con le temperature. I due hanno dovuto gestire l’overheating del battistrada dopo le prime tornate, migliorando il lap time solo nei giri successivi. Questa temperatura dovrebbe essere legata agli angoli delle coperture troppo aggressivi, che consentono un warmup più veloce, ma limitano la prestazione nei long run.
Hamilton ha sofferto nelle retrovie, lamentandosi principalmente di difficoltà nel ruotare l’auto nei tratti lenti e mancanza di grip al retrotreno. Inoltre c’era la noia dei trenini DRS che non gli consentivano un’agevole gestione termica dei compound. Proprio per questo, nel giro di rientro era particolare la richiesta di Adami che chiedeva di tenere alta la velocità per raffreddare la vettura tramite la convezione con l’aria.

In testa alla corsa, Verstappen ha fatto uno dei suoi soliti capolavori al via, superando Piastri al primo giro, in staccata di curva 5. L’olandese ha sfruttato in modo intelligente la propulsione ibrida nei rettilinei, girando con un ritmo simile al duo McLaren e tenendole alle spalle. Ancora una volta la squadra di Milton Keynes ha azzeccato il set-up più scarico, gestendo la temperatura gomma nel settore centrale e volando nei rettilinei.
Leclerc con problemi in inserimento nelle ultime tornate
Analizzando il grafico del degrado, emergono chiaramente i guai di Charles nella gestione gomma, sia nelle prime fasi di corsa che alla fine. Ha dovuto rallentare il ritmo, dopo aver subito il sorpasso da Norris, per evacuare il calore al retrotreno. Mentre nella fase finale il sottosterzo massivo a centro curva era notevole. Hamilton ha avuto un andamento dei tempi più altalenante, principalmente a causa del traffico davanti a sé-
In testa alla corsa, invece, il degrado per giro sofferto dai piloti è stato minimo. La linea dei tempi relativa a Norris (arancione scuro) mostra quale sia realmente il passo che la MCL39 è in grado di sviluppare. Dopo il sorpasso su Leclerc, Norris era circa tre decimi più veloce del duo in testa. Questo aspetto dà ancora più valore alla magia di Max al via, senza la quale poteva essere un facile uno due per gli inglesi.

Ferrari ha potuto sfruttare questo inizio di weekend come test, per comprendere come far lavorare al meglio la nuova sospensione con un set-up estremo. Nella pausa che separa la gara Sprint e la qualifica, i tecnici hanno lavorato su altezze da terra e rigidezza per sistemare le cose. Un cambio di messa punto che dev’essere in grado di rendere efficiente il lavoro del nuovo fondo, sospensione e la posteriore.
Autore e grafici: Leonardo Pasqual – @PasqualLeonardo
Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv
