La F1 si sposterà in Belgio dopo la prima pausa estiva. Come sempre Pirelli ha fornito le scelte relative alle mescole che in qualche modo potrebbero incidere sul fine settimana di gara. Ci riferiamo in particolare alla decisione di “saltare” una mescola, mossa che allargherà e non poco il range di competitività relativo alle strategie da usare in pista. Novità sulla quale i team potranno trarre vantaggi o svantaggi a seconda della situazione.
Un 2026 ancora da decifrare
Pirelli sta onorando il suo impegno nella massima categoria del motorsport in modo esemplare. Per il gommista italiano, il 2026 sarà un anno di discontinuità tecnica. Le monoposto di prossima generazione saranno dotate di gomme più strette, uno degli effetti collaterali della improbabile architettura delle power unit turbo-ibride 2.0. Inoltre l’efficienza aerodinamica sarà un fattore prioritario.
Ci riferiamo allo stretto legame con il recupero dell’energia ibrida tramite l’MGU-K che di fatto sarà triplicato rispetto agli attuali motori. Una minore larghezza degli pneumatici implica automaticamente una riduzione della superficie di contatto tra le mescole e l’asfalto, con la conseguenza diretta di un livello di aderenza inferiore nelle curve. Dall’anno scorso, Pirelli sta sviluppando i prodotti 2026 facendo di necessità virtù.

Non essendo possibile testare le nuove gomme su una monoposto aderente ai regolamenti tecnici, il fornitore sta lavorando a stretto contatto con i team. L’obiettivo è quello di replicare il comportamento delle auto di prossima generazione attraverso le “mule car”. Ma il lavoro in pista con le auto modificate non può fornire dati super attendibili. Pertanto, gli uomini diretti da Mario Isola si affidano alle simulazioni nel contesto virtuale.
Pirelli: il salto mescola
Nonostante il gravoso impegno in chiave 2026, il fornitore della Bicocca h lavorato sodo anche per la stagione in corso. È stata introdotta la mescola C6, utilizzata nei Gran Premi del Made in Italy e dell’Emilia-Romagna, Monaco e Canada. Un compound che in parte ha disorientato i team, in quanto alcune scuderie (Ferrari) hanno estratto più performance in qualifica calzando la mescola C5.
In ogni caso il nuovo prodotto ha raggiunto lo scopo preposto: creare incertezza a tutto vantaggio dello spettacolo. Un’altra novità è la modifica sul livello di durezza tra la mescola C1 e C2, diventato più omogeneo rispetto all’intera gamma di prodotti d’asciutto della casa milanese. Ma nel prossimo Gran Premio ci sarà una interessante novità. Da tempo viene selezionato un range di tre mescole da asciutto “adiacenti”.

Nel prossimo Gran Premio del Belgio, invece, avremo un salto di mescola. Nello spettacolare tracciato che si srotola tra i boschi delle Ardenne, dove peraltro la nostra redazione sarà presente, Pirelli ha selezionato tre tipo di compound: C1, C3 e C4. Una decisione che la Pirelli non effettuava dal Gran Premio di Russia edizione 2018.
Pirelli incentiva la fantasia strategica dei team
Il salto mescola ha un obiettivo ben preciso. Storicamente, in Belgio la tattica vincente è quella a singolo pit stop. La doppia sosta è stata sempre scartata in relazione all’eccessivo tempo speso nei box nell’economia della gara. La scelta operata potrebbe rivelarsi molto rilevante nella definizione delle strategie di gara. Il compound C1 offre sicuramente garanzie in termini di durata.
Tuttavia è di gran lunga meno prestazionale rispetto alle altre due mescole. Viceversa, sebbene gli pneumatici C3 e C4 forniscano certamente un rendimento superiore, potrebbero mostrare un degrado incompatibile con una corsa a singolo pit stop. Isola, ha spiegato che le mescole deliberate per Spa-Francorchamps sono il risultato di varie simulazioni mirate ad aumentare il numero di opzioni da parte delle scuderie.

La speranza è che la scelta operata offra più azione in pista e meno gestione. Secondo il direttore della divisione motorsport lo scenario potrebbe essere ideale, evitando che la strategia migliore sia già cosa assodata sin dalle simulazioni che i team svolgono in fabbrica, quando viene deliberato il setup di base. L’ennesima dimostrazione di proattività della casa italiana al fine di rendere lo spettacolo in pista più godibile.
Autore: Roberto Cecere – @robertofunoat
Immagini: Scuderia Ferrari – Pirelli – Mercedes – F1TV
