La storia di Honda in F1 è parecchio tribolata. Ancor prima di emettere i primi vagiti, i futuri propulsori turbo-ibridi sono un fattore divisivo. La FIA ha compreso di aver concepito un’architettura fin troppo avveniristica, al punto tale da poter compromettere la posizione della Formula 1 al vertice del massima categoria. C’è tanta curiosità e perplessità in merito all’efficacia delle prossime unità di potenza. Nel mentre il costruttore nipponico avvisa.
La FIA corre ai ripari sulle Power Unit 2026
Lo spettro è quello di proporre uno show artefatto a compensazione di vetture poco prestazionali. Questa la situazione attuale che non fa affatto ben sperare. Nonostante tali timori, Mercedes e Audi hanno rispedito al mittente qualsiasi tipo di correttivo rispetto al nuovo regolamento concepito nell’estate del 2022. Come sempre accade in contesti ad elevato contenuto tecnologico.
Chi crede di avere un vantaggio competitivo sulla concorrenza non intende sacrificarlo. Non potrebbe essere altrimenti. Lo scenario è piuttosto diverso rispetto al 2014: all’epoca furono introdotti “solo” i propulsori turbo-ibridi. Dal prossimo anno, i tanti compromessi richiesti in tutte le aree delle vetture rischiano di condurre a uno show molto diverso da quello attuale, al netto di chi sarà il benchmark tecnologico della categoria.

Sulayem ha aperto all’ipotesi di una PU diversa da quelle 2026, in quanto sa bene che il paradigma è complesso e insostenibile pure dal punto di vista finanziario. I motori 3.0 dovranno essere più economici, nel rispetto della sostenibilità ambientale. Una delle peculiarità dei futuri motori è l’utilizzo di carburanti ecosostenibili al 100%. Un litro di queste benzine potrebbe costare intorno ai 300 dollari, costo elevatissimo.
F1: E-fuel vs Biocarburanti
Gli e-fuel sono carburanti sintetici, risultato di processi che utilizzano energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili. Si tratta di benzine sostanzialmente identiche ai combustibili tradizionali prodotti da idrocarburi fossili, quindi compatibili sia con le attuali infrastrutture di trasporto, distribuzione e stoccaggio, che con i motori attualmente prodotti per le vetture stradali.
I biocarburanti sono benzine liquidi, come per esempio il biodiesel e il bioetanolo, o gassosi ricavati appunto dalla mera biomassa. Esistono due tipi principali di biocarburanti: il bioetanolo e il biodiesel. Il primo dei due è un alcol generato mediante fermentazione alcolica di biomassa ricca di zuccheri. Mentre il secondo, come’è facilmente intuibile dal suo nome, può sostituire il diesel fossile.

A differenza del bioetanolo, la biomassa di partenza non deve essere ricca di zuccheri, ma bensì di oli e grassi. In virtù del loro complesso processo di produzione, entrambe le tipologie di carburanti ecosostenibili hanno per il momento ( e probabilmente pure per il prossimo futuro) un prezzo davvero elevato. Aspetto, che stride fortemente con il concetto di sostenibilità economica sposato da anni dalla classe regina del motorsport.
Honda si unisce al fronte guidato da Mercedes
Il futuro quadro normativo in materia di Power Unit ha convinto Honda a ritornare sui propri passi. Il costruttore nipponico si era ritirato dalla F1 dopo la conquista del primo titolo piloti di Max Verstappen nel 2021. Da allora Red Bull Racing ha potuto contare sul supporto dei nipponici attraverso la divisione HRC. Il prossimo anno il colosso giapponese tornerà in veste ufficiale, realizzando i motori in esclusiva per Aston Martin.
L’elettrificazione delle nuove unità di potenza è coerente con le strategie del gigante di Sakura, al punto tale da fare marcia indietro. Il fatto che i nuovi motori vengano visti come una breve parentesi di cui sbarazzarsi quanto prima non piace al futuro partner della verdona. Koji Watanabe, CEO di Honda HRC, ha spiegato che il gruppo crede fermamente nell’elettrificazione quale fattore decisivo per avanzare verso un futuro sostenibile.

Una scuola di pensiero antitetica rispetto a quella che da tempo sta delineando il chiacchierato presidente della FIA. Ben Sulayem, infatti, ha dichiarato a più riprese che il futuro della Formula 1 non può prescindere dal ritorno a motori endotermici, con un minor contributo della componente elettrica. La sensazione è che i verdetti della pista potrebbero cambiare le convinzioni dei costruttori.
Questo se ci dovesse essere un dominio in stile Mercedes, iniziato proprio con l’introduzione delle PU turbo-ibride. Non è detto che Honda, così come altri costruttori, sia disposta nuovamente a investire enormi capitali per recuperare un eventuale ritardo tecnologico simile a quello del 2015. In tal caso, un reset del quadro normativo potrebbe essere accolto con favore, in barba agli attuali convincimenti tecnologici.
Autore: Roberto Cecere – @robertofunoat
Immagini: Ferrari – F1TV
