F1, GP Belgio: nelle simulazioni di passo gara delle Fp1, Ferrari ha dedicato solo poche torneate alla simulazione di passo gara, concentrarsi sul giro secco per testare altezze da terra e rigidezze differenti al posteriore. Anche il carico era diverso per ampliare l’acquisizione dati. La vettura è parsa più stabile ma nel complesso carente di prestazione. È ancora è presto per trarre conclusioni, ma la sospensione sembra funzionare.
Leclerc il più veloce tra le vetture con alto carico di benzina
I top team hanno testato gli aggiornamenti, sia sul giro secco che con tanta benzina. Aspetto fondamentale per raccogliere informazioni anche in vista delle due gare, considerando l’unica sessione di libere. Tuttavia, riuscire a capire con chiarezza il vero livello delle auto nelle simulazioni high fuel è parecchio complicato, in quanto ogni scuderia ha utilizzato carichi di carburante differenti.

McLaren ha la vettura che meglio si adatta ai saliscendi della pista belga, risultando la migliore sia sul push lap che nei long run. La MCL39 ha utilizzato meno benzina rispetto agli avversari, provando principalmente la F1 Sprint. Piastri e Norris hanno cambiato la mappatura motore dopo aver effettuato il giro veloce, passando, senza rientrare ai box, a una simulazione di passo gara.
Questa costruzione progressiva del weekend da parte degli ingegneri gli ha permesso di focalizzarsi al meglio sullo studio del set-up adatto alla mini gara. “Documentazione” che risulterà assai utile per la corsa sulla distanza dei 300km. Ferrari ha ridotto al minimo la durata dei long run, dove il tra gli alfieri della Rossa mostrano un ritmo parecchio diverso, col monegasco in grado di girare mediamente un secondo più veloce dell’inglese.
Nell’individuare le ragioni del divario va considerata la messa a punto differente per testare al massimo la nuova sospensione. Inoltre, i due potrebbero pure aver girato con carichi di benzina dissimili. Al netto di questi fattori, Charles è il rapido tra le monoposto che hanno eseguito la simulazione con più carburante a bordo. Dobbiamo però attendere la Sprint Race per confermare o meno le sensazioni.

Un punto interrogativo interessate è quello relativo al degrado delle coperture, considerata la brevità dello stint. Come vedremo a seguire, anche a causa del traffico, Hamilton e Leclerc hanno peggiorato il loro lap time nei giri realizzati. Per di più va tenuto a mente la moltitudine di tornate che i due set di pneumatici avevano già compiuto. I dati, pertanto, potrebbero essere piuttosto fuorvianti.
F1, Antonelli e Verstappen gli unici a fornire informazioni utili sul degrado
Chi è in capace di offrire una visione più chiara sull’usura sono Mercedes e Red Bull, testando le due mescole più significative del weekend: C1 e C3. Kimi ha mostrato un andamento dei tempi per lo più lineare, con un degrado praticamente nullo nel corso dello stint. Le temperature non eccessivamente alte, di fatto, hanno aiutato il bolognese nell’amministrazione delle coperture.
Diverso l’approccio di Verstappen. L’olandese, con la C3, è partito più lentamente nei primi giri per poi migliorare il rendimento solo nel finale. Con una certezza quasi assoluta, Max Max ha realizzato una simulazione per la gara domenicale, con un ritmo che è migliorato in maniera progressiva col susseguirsi dei passaggi, garantendogli un beneficio medio di circa un decimo per ogni giro percorso con la RB21.

Ferrari ha scelto questo assetto conscia che sulle velocità di percorrenza con più benzina riuscirà a contenere le perdite, per poi trarre dei benefici nei tratti ad altra velocità. Resta da capire se questo tipo di approccio, che non ha assolutamente pagato in qualifica, potrà fornire quel vantaggio già nella Sprint Race stimato dal team. Leclerc parte quarto e potrebbe essere nella lotta. Scenario che non potrà sfruttare Hamilton, purtroppo.
Autore e grafici: Leonardo Pasqual – @PasqualLeonardo
Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv
