Verstappen e Red Bull, una coppia che in F1 spacca. L’olandese mette tutti in riga nelle qualifiche del Gran Premio di Silverstone. Una pole che al venerdì sembrava una chimera. Un risultato frutto del talento del pilota olandese, ma anche della capacità unica degli uomini di Milton Keynes: quella di affinare progressivamente il setup della RB21 in modo sartoriale, in modo che possa esaltare le doti del proprio profeta.
Anche in questo fine settimana la monoposto numero 1 non è la più veloce. Si è optato per una configurazione molto scarica per avere un vantaggio nei rettilinei. Sul giro secco Max si è giocato il tutto per tutto. Nel secondo run del Q3 è entrato in pista per ultimo, accettando il rischio di poter scivolare in classifica in caso di bandiera gialla o rossa. L’obiettivo era quello di sfruttare la pista nelle migliori condizioni possibili in termini di grip.

Verstappen valore aggiunto insostituibile per Red Bull
Il giro che è valso la pole position è il manifesto della perfezione. Record nei primi due settori e gestione del crono nel terzo, poco adatto al setup della monoposto di Max. Sfruttata anche una buona scia all’uscita della Copse, offerta involontariamente da Kimi Antonelli. Il figlio di Jos è ormai entrato nella modalità in cui non c’è nulla da perdere ma ulteriore autorevolezza da guadagnare.
L’obiettivo è sempre puntare alla massima posta in palio, senza alimentare speranze non realistiche. I fiumi di parole in merito colloqui in corso con Mercedes non hanno minimamente destabilizzato il quattro volte campione del mondo. Certo, pensare a una Red Bull senza Max dovrebbe mettere i brividi alla direzione del team austriaco. Da troppo tempo la scuderia diretta da Christian Horner compete solo con un pilota.

Una scelta che ha consentito di fare incetta di titoli, ma che sul lungo periodo potrebbe rivelarsi un boomerang. Basti pensare al primo ciclo vincente della compagine di Milton Keynes. Pure Sebastian Vettel riuscì a vincere quattro titoli mondiali consecutivi, proprio come Verstappen, ma per lo meno Mark Webber esprimeva performance di alto livello molto vicino al compagno.
Oggi nessun pilota dello schieramento sarebbe in grado di portare al limite la RB21, proprio perché la massima performance si può ottenere solo attraverso scelte estreme che esaltano lo stile di guida di Max. Per questo il team agli ordini di Horner sta cercando di fornire al campione del mondo quel sostegno assoluto che difficilmente potrebbe trovare in un altro team. È un po’ questa la situazione.

L’acuto sul giro secco figlio di scelte estreme
La partenza al palo nel fantastico tracciato di Silverstone non offre alcuna garanzia in merito all’esito finale della gara. Alle spalle della monoposto numero 1, di fatti, scalpitano avversari molto temibili sulla distanza dei 300 chilometri di gara. Parliamo delle due McLaren ma pure delle due Ferrari. La pista inglese non si presta a gare di contenimento come Suzuka o Imola.
Gli ingegneri Red Bull sono consapevoli che sacrificare downforce in favore di maggiore efficienza sui rettilinei potrebbe avere effetti negativi sul processo di degrado degli pneumatici. Se quella di ieri è stata un’impresa, l’eventuale successo in gara di Max avrebbe del prodigioso. Senza considerare che la pioggia potrebbe essere una variabile dagli effetti imprevedibili.

Max ha sottolineato che il vento è stato un problema nel corso delle qualifiche, perché l’attuale generazione di monoposto è assai sensibile a tale fattore. Poi ha ammesso che la RB21 è molto veloce nei rettilinei, ma non facile da gestire in curva. Nel complesso il pilota originario di Hasselt è soddisfatto del suo sabato e si mostra entusiasta in ottica gara, indipendentemente dalle condizioni meteo.
Autore: Roberto Cecere – @robertofunoat
Immagini: Red bull
