Ferrari in F1 sta realizzando dei passi avanti con la SF-25. Senza dubbio l’esecuzione del fine settimana inglese non è dei migliori. Al contrario di quanto atteso da Frederic Vasseur, la scuderia di Via Abetone Inferiore 4 non è stata in grado di ottimizzare il rendimento. Tuttavia, analizzando i dati, possiamo confermare che la mappa aerodinamica della vettura modenese è stata allargata, con tutti i benefici che ne conseguono.
Ferrari sistema alcuni limiti col fondo
Dall’appuntamento inglese portiamo a casa informazioni importanti che riguardano la SF-25. In suolo britannico, il punto di lavoro della monoposto era più ampio. Aspetto che di riflesso consente una coperta più grande per adattare la messa a punto in pista. Va detto che la Rossa non ha concretizzato quanto di buono fatto vedere durante le libere, dove ancora una volta gli altri team fanno meglio quando conta fare tutto perfetto.
A livello di setup c’era un buon compromesso di base, trovando un bilanciamento tra alta e bassa velocità piuttosto soddisfacente. Tra venerdì e sabato, il gruppo di lavoro aveva cercato di mettere a posto le zone più lente del circuito, penalizzate di più dal compromesso adottato. Diciamo che rispetto alle altre gare resta una certa difficoltà nel centrare l’equilibrio perfetto, ma una volta trovato risulta molto più competitivo.

Similmente al lavoro che sta realizzando il team in queste ultime ore, preparandosi per il test sulla sospensione posteriore al Mugello, cerchiamo di capire cosa è andato bene e cosa meno durante il fine settimana britannico. Parlano di performance “pura” dell’auto, quindi sul giro secco. Anche se non è stata la migliore prestazione del team, prendiamo in esame il giro di qualifica della Q3 per avere confronto veritiero.
Il passo in avanti c’è
Iniziamo osservando il giro alla 3, visto che le prime due curve si effettuano in pieno. Leclerc arriva alla staccata in ritardo di circa 1 decimo rispetto a Piastri. Un ritardo accumulato nella mera velocità di punta. Come è possibile osservare dalla compare a seguire, il monegasco riesce ad entrare molto bene in questa piega, prendendo una porzione decisamente maggiore di cordolo.

Evidenziamo anche l’angolo di terzo minore che utilizza il ferrarista. Ciò malgrado, nel cambio di direzione verso la 4 la storia cambia. Benché la vettura inglese mostri una certa difficoltà nel trovare l’apice, riesce comunque a stare alcuni centimetri più vicina al cordolo interno. Durante le ultime libere la SF-25 riusciva a prendere questo cordolo, ma in qualifica non ci è riuscita.
Becketts: molte differenze tra Ferrari e McLaren
All’entrata della sequenza inerente le famose curve britanniche nel secondo settore, come si vede dal confronto a seguire (prime due immagini in alto), la vettura numero 16 è molto più stretta e di conseguenza è in grado di utilizzare il cordolo rosso più interno. Piastri lo evita completamente restano molto più esterno, ma questo fattore gli preclude una maggior apertura della curva successiva.
Nel secondo confronto notiamo che anche in questo caso la vettura modenese riesce a tenere una linea più stretta, sempre sfruttando una porzione maggiore di cordolo. Nella sequenza delle Becketts la MCL39 perde ben 1 decimo nei confronti della SF-25. Un dato importante se consideriamo che sono curve ad alta velocità di percorrenza, dove serve molto carico derivante dal fondo.

Questo è un punto chiave dell’analisi, poiché evidenzia come la Rossa abbia realizzato un efficace passo avanti nell’ampliamento della mappa aerodinamica. In altre parole, grazie al nuovo fondo della monoposto introdotto a Spielberg, in Inghilterra l’auto modenese è riuscita a rendere maggiormente disponibile il carico in un più ampio spettro di condizioni di marcia. Un beneficio di cui essere soddisfatti.
Differenze minori alle basse velocità, più un problema di gomme
In ultima istanza vale la pena analizzare anche l’ultima zona del tracciato inglese. Lo facciamo prendendo in esame curva 16. In questo punto del circuito, quella che fatto esplodere in radio Charles Leclerc, la vettura del pilota australiano che comanda la classifica dei piloti riesce a trovare maggiore rotazione a centro curva, aggredendo il cordolo in maniera decisamente più incisiva.

Per questa ragione la SF-25 perde nella fase di accelerazione in uscita, complice anche un’anteriore sinistra che ha continuato a soffrire. In linea di massima sembra esserci potenziale alle basse velocità, sebbene, almeno per il momento, viene spesso sacrificato per la scelta della mesa punto, nell’intento di trovare un compromesso più competitivo. Ci vediamo a SPA per ulteriori considerazioni.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv
