Una giornata di F1 buona per Red Bull. Non solo per la prima fila di Max ma pure per il debutto di Mekies. Dal punto di tecnico, le due sessioni hanno riproposto lo spartito di Silverstone. In chiave Sprint Race, gli ingegneri hanno privilegiato l’efficienza aerodinamica rispetto alla downforce e il cronometro ha dato ragione sebbene la RB21 abbia pagato dazio nel T2, dove comunque ha imitato i danni. Un risultato positivo, insomma.
Red Bull: setup scarico per capitalizzare il rendimento
La messa a punto è figlia di diversi fattori. In primo luogo, la RB21 ha nell’efficienza aerodinamica uno dei suoi punti di forza. La Sprint Race sarà meno esigente in termini di degrado. Rinunciando alla downforce offerta da questa configurazione, agli pneumatici sarà affidato il gravoso compito di garantire l’aderenza necessaria per non perdere troppo terreno nel tortuoso settore centrale del fantastico circuito delle Ardenne.

Più che un setup di compromesso, le scelte operate dagli ingegneri della scuderia austriaca erano estreme, come già successo in passato. Privilegiando la spinta verticale, la RB21 non avrebbe avuto alcuna possibilità di lottare per le posizioni che contano. Per l’ennesima volta, il quattro volte campione del mondo di F1 è riuscito a limitare i danni, anche se quasi mezzo secondo dalla pole è un gap molto grande.
Sinora eravamo abituati a qualifiche molto tirate con distacchi nell’ordine dei centesimi. Ma ieri Piastri ha fatto un altro mestiere, perché il razzo color papaya è anche nella disponibilità di Lando Norris, che non è riuscito nemmeno a piazzarsi alle spalle del suo compagno di squadra. La sensazione è che l’asso olandese non abbia grandi possibilità di arginare lo strapotere delle super McLaren in versione Belgio.

Forse potrebbe impensierire il leader al via, grazie all’ottima velocità nel primo settore, ma come arginare un mezzo così superiore nei pochi giri della Sprint? Nonostante il team abbia introdotto importanti aggiornamenti, il DNA obbliga tecnici e piloti a usare assetti estremi. Prima delle qualifiche per la griglia di partenza della gara domenicale, Red Bull sarà più conservativa, privilegiando il carico per non stressare troppo le gomme.
Difficile essere soddisfatti nonostante la prima fila
Dopo l’ennesima tempesta con la partenza di Horner, Verstappen appare come sempre focalizzato su ciò che accade in pista. Non importa chi sia sul ponte di comando, la priorità resta migliorare il mezzo. In virtù della manifesta superiorità McLaren, essersi inserito ancora volta in prima fila è una magra soddisfazione. L’olandese è consapevole che, anche in Belgio, sarà davvero difficile impensierire i duellanti per la corona iridata.
In merito all’uscita di Horner, il figlio di Jos è stato come sempre lapidario nella ricostruzione dei fatti. Sostanzialmente, ha lasciato intendere che non ha concorso in alcun modo al licenziamento del manager inglese, il cui destino è stato definito dagli azionisti del colosso delle bevande energetiche. In merito alla Sprint Qualifying, Verstappen ha ammesso di aver ottenuto il massimo e di aver realizzato un buon giro.

Tuttavia, il gap così elevato da Piastri non può certo alimentare grandi ambizioni, pur se riuscisse a balzare in testa allo spegnimento dei semafori. In merito alla validità degli aggiornamenti, Max ritiene che possano aver garantito un passo in avanti, anche se il formato sprint non è di aiuto. Alla fine della fiera, nessun team si è adagiato sugli allori e quel mezzo secondo di gap sul giro secco pesa come un macigno.
Autore: Roberto Cecere – @robertofunoat
Immagini: Red Bull Racing – F1TV
