Per la Ferrari questa prima giornata del lungo weekend di prove libere del Gp di Olanda è stata l’esatto opposto di quello che Vasseur ha dichiaratamente sperato. Il team di Maranello ha bisogno di tempo per far crescere la vettura e adattarla alla pista. Tuttavia, il tempo utile in questa giornata è stato ben poco. Non solo perché le Fp2 sono state molto frastagliate, con un incidente dopo l’altro.
Durante le Fp1, il team italiano si è subito accorto che la messa a punto di base con cui avevano approcciato il fine settimana non centrava la finestra operativa delle mescole. Hanno combattuto contro un continuo overheating, tanto che i piloti erano forzati a ben due giri di cooling dopo il giro secco. Il distacco sul cronometro si accumulava quindi in percorrenza, nella maggior parte dei casi.

Via radio, il muretto ha fatto intendere come solo nella sessione successiva avrebbero potuto mettere a posto le cose. A livello di handling puro, nelle Fp1 c’era del sottosterzo, una caratteristica fastidiosa specie in curva 1, ma pure tra la 9 e la 10. In quest’ultima il confronto tra Rossa e gli altri top team è netto, con le SF-25 che non riuscivano a stringere sul cordolo interno, costretti quindi ad allargarsi percorrendo più metri.
Ritocco al setup nelle FP2, ma il T2 resta critico
Per la seconda sessione di prove libere a Zandvoort, la storica scuderia italiana ha variato diversi parametri statici della geometria sospensiva. Inoltre ha rivisto leggermente il carico in maniera differente tra le due monoposto. Il risultato è stato netto, potendo finalmente centrare meglio la finestra di temperatura della mescola durante l’arco del giro, sebbene la soluzione non sia ancora del tutto soddisfacente.

In questo modo hanno recuperato tutto quel gap di base he in precedenza perdevano in curva, per via della scarsa aderenza dovuta alla mancata accensione dei compound.
Anche le rigidezze e il bilanciamento generale sono stati ritoccati e anche per questo abbiamo visto una SF-25 maggiormente sovrasterzante nelle fasi di uscita, specialmente alla 9 e alla 10.
Se prendiamo in esame questo tipo di comportamento differente, è facile pensare che i tecnici della Rossa abbiano cercato di avanzare il bilanciamento dell’auto, in particolare quello relativo alla meccanica. Tuttavia resta un problema perché, pur realizzando questa precisa modifica, l’anteriore resta debole e i risultati attesi non sono arrivati con il front end che resta carente di grip. Per cui, in definitiva, il bilanciamento risulta troppo delicato.

Per quanto concerne il rendimento di curva 1 abbiamo comunque notato un leggero miglioramento, benché il distacco sul resto degli avversari che si muovono nella parte altra della classica resta troppo ampio: almeno 3 decimi che oggettivamente sono troppi. Un gap che poi si mantiene costante lungo il settore, grazie a una buona solidità della vetture modenesi negli allunghi. In generale va evidenziato un fattore.
Cambio di piano necessario per la Rossa
L’approccio della Rossa è ben diverso rispetto alla McLaren, che riesce a percorrere una traiettoria maggiormente a “V”. L’altro grande punto critico è la zona tra curva 9 e 10, dove perdono ben 4 decimi. Quasi tutto il ritardo sofferto nel settore centrale si accumula in quei pochi metri. Una zona della pista dove si amplificano maggiormente i problemi evidenziati. Poi, un ulteriore decimo si perde alla chicane 11-12.
Nella giornata di domani serve un chiaro passo in avanti. Senza dubbio deve ancora migliorare la gestione delle coperture, perché pure nelle Fp2 l’overheating ha fatto presenza. Per il resto le due SF-25 devono trovare un bilanciamento più solido, meno dipendente dal compromesso aero – meccanico. Non sarà facile per i tecnici del Cavallino Rampate che da un paio d’ore sono già al lavoro per risolvere.

Senza un cambio di rotta Ferrari rischia di arrivare impreparata alla qualifica, sessione che a Zandvoort, considerando il tipo di pista e la conseguente difficoltà nei sorpassi, è molto più importante di quanto si possa pensare. La notte al simulatore fornirà gli strumenti per centrare la giusta intesa, aspetto che su questo tipo di pista non può mancare. Domani ne sapremo di più nelle Fp3.
Autori: Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich – Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv
