La crisi di Hamilton in Ferrari: in F1 è qualcosa di già visto. Una scintilla tra le parti che non è mai scoccata, dolce il rendimento del britannico resta al di sotto delle aspettative. Senza dubbio la fase di adattamento non è affatto conclusa e le ragione sono diverse. In tale senso, risulta interessante esplicitare alcune considerazioni a seguito delle parole di Cigarini, in passato meccanico della Rossa.
Hamilton è rimasto in Mercedes con la testa
Francesco ha parlato di Sebastian Vettel, ricordando i problemi che pure lui aveva sofferto a Maranello quando decise di “copiare” gli assetti usati da Leclerc. Una situazione dove il tedesco e quattro volte campione del mondo, troppo spesso sembrare quasi un principiante. Partendo da questo punto, l’ex meccanico italiano ha ricondotto il medesimo fattore alla situazione difficile di Lewis.
Secondo Cigarini, infatti, proprio questo aspetto potrebbe essere il principale elemento che ha dato vita alla crisi di Hamilton. D’altronde sappiamo bene che, all’interno di qualsiasi scuderia di Formula 1, il compagno di squadra è il primo dei rivali. In un contesto del genere, basta osservare i risultati dei primi 2/3 del mondiale 2025, è chiaro come Charles stia performando ad un livello ben al di sopra rispetto al pilota britannico.

Di base, già a inizio stagione si sapeva che il neo pilota della Rossa doveva affrontare un percorso di apprendimento, utile per adattarsi e prendere le misure con sistemi molto diversi, a bordo della SF-25, se paragonati a quelli della Mercedes. In parole più semplici, Lewis doveva ritarare le sue sensazioni alla guida cona la vettura italiana, aspetto che l’inglese non è ancora riuscito a fare.
La sensibilità ai vari parametri fa tutta troppa differenza
Ovviamente negli anni le vetture cambiano, ma diversi sistemi vengono condivisi in modo similare su ogni monoposto. Proprio tale ragione, Leclerc aveva e ha un vantaggio di fondo confidando sulla grande esperienza maturata alla corte del Cavallino Rampante, avendo ampiamente familiarizzato con tutto ciò. Lewis, al contrario, sta ancora cercando di capire come sfruttare la monoposto a pieno. Aspetto che limita il suo rendimento.

Sino ad ora il tutto si è tradotto in prestazioni sottotono, con delle chiare differenze che, rispetto a Charles, si notano soprattutto nelle fasi di frenata. In questo momento difficile che la scuderia italiana deve fornire all’ex Mercedes una fiducia extra. Cigarini offre uno spaccato di quello che effettivamente può succedere paragonando la situazione a quella di Vettel: “credo che sia esattamente quello che sta succedendo con Lewis”.
È così semplice come appare: in un caso del genere, una delle varie opzioni che vengono percorse è proprio quella di copiare gli assetti tra i due piloti, sperando che il problema si risolva. Un ragionamento facile e lineare, che si attua quando nulla torna. Ciò malgrado, questa situazione porta il pilota, in questo caso il talento di Stevenage, a non ritrovarsi per nulla con la sua monoposto.

L’insieme di parametri che compongono l’assetto della vettura che per Charles funzionano alla perfezione, andando a limitare i difetti della Rossa per poi esaltare i punti più forti, non tornano affatto per l’inglese. Non funziona nulla, insomma, in quanto i due piloti, sebbene possano essere accumunati da uno stile di guida piuttosto vicino, in realtà hanno una sensibilità al voltante molto differenti tra loro.
Le mancanze di Lewis pesano sulla prestazione
Il problema di fondo rimane: Lewis non sta trovando alcun feeling di guida con la SF-25 e non capisce come sfruttare i punti solidi della sua vettura. Nemmeno in Ferrari si spiegano questa mancanza di performance, e lo stesso britannico non riesce a trovare la chiave di lettura corretta per realizzare un passo avanti. Ascoltando le sue interviste, risulta piuttosto chiaro come stia cercando di migliorare ogni aspetto.
Tuttavia, benché l’impegno sia massimo, non riesce a trovare alcun margine dove ripartite. Andando per esclusione, sembra stia mancando quella capacità di adattamento alle caratteristiche della monoposto che ha sempre distinto il sette volte iridato. Dopo metà stagione con il team italiano, dobbiamo pertanto ipotizzato che Lewis non abbia ancora capito come sfruttare a pieno i vari tool per la guida.

Va detto che uno scenario del genere sia piuttosto complesso da analizzare, sebbene osservando gli onboard si notano alcune differenze. Senza dimenticare che parliamo sì di una vettura con un grado di sottosterzo elevato, ma che in linea di massima dovrebbe adattarsi maggiormente a Lewis rispetto a Leclerc, sebbene il posteriore ballerino dia molto fastidio all’inglese. Dall’Olanda qualcosa potrebbe cambiare secondo Charles. Attendiamo…
Autore: Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv
