Il bel podio di Leclerc nel weekend di F1 a Spa ha dato alla Ferrari una ulteriore iniezione di fiducia in un momento cruciale della stagione, dove gli ultimi aggiornamenti portati tra Austria e Belgio, ovvero fondo e sospensioni dovranno mettere in condizione la SF-25 di lottare per le posizioni da podio per il resto della stagione. Siamo anche nel primo fine settimana successivo al rinnovo di Frederic Vasseur come team principal della rossa.
Un inizio a colpi di “click”
Le due Ferrari iniziano il lavoro in pista con gomme Medium, ideali per valutare l’equilibrio della vettura su una distanza più lunga e con maggiore costanza nel rendimento. Dai primi passaggi di Hamilton emerge un comportamento sovrasterzante in uscita curva, già noto in questa stagione, ma le condizioni ancora acerbe della pista e delle coperture suggeriscono cautela nei giudizi. Dopo un primo tentativo, l’inglese alza il ritmo per due tornate di raffreddamento, mentre Leclerc si prepara a spingere.
Lewis chiede subito una modifica al carico aerodinamico sull’anteriore, ottenendo tre click per cercare una risposta più bilanciata. Il giro di Charles, invece, viene interrotto per traffico e anche lui richiede un intervento simile, ma più deciso: sei click sull’avantreno. Entrambi rientrano dunque in pista con l’obiettivo di adattare il feeling con le gomme, ottimizzando la gestione dell’aderenza curva dopo curva.

Dai muretti arrivano indicazioni precise: Adami segnala al campione inglese che nelle curve 8 e 9 è dove si perde più tempo rispetto alle McLaren, mentre Bozzi evidenzia a Leclerc una frenata troppo debole in curva 12. Tornati in modalità gara, i ferraristi riprendono a spingere. Il monegasco si avvicina con più precisione al cordolo in curva 2 e 5, mentre Hamilton lamenta un fastidioso sottosterzo che lo penalizza in quasi tutto il tracciato di Budapest.
Per Hamilton arriva un ulteriore intervento sull’anteriore: altri quattro click per cercare di correggere la significativa mancanza di rotazione riscontrata nei suoi primi due tentativi. Leclerc, al contrario, sembra più a suo agio al volante, riuscendo a gestire meglio l’equilibrio della SF-25. Alcune curve del tracciato ungherese tendono naturalmente a generare sottosterzo, e in questo frangente il muretto Ferrari sta fornendo un’intensa assistenza ai piloti.
Instabilità nel lento
Le indicazioni riguardano numerosi aspetti della guida, dalle regolazioni del differenziale, sia in ingresso che a centro curva, alle mappature del sistema frenante. Dopo un giro di raffreddamento per le coperture, i due tornano a lavorare sull’handling nelle tornate successive. Resta evidente come la finestra di utilizzo ottimale delle gomme non sia così semplice da mantenere. Le prime impressioni sono incoraggianti, ma servirà ancora molta precisione sul setup.

Al quarto giro lanciato del primo stint, Leclerc riesce a completare una buona prestazione, portandosi in cima alla classifica dei tempi. Nelle curve finali del terzo settore, però, lascia qualche decimo sul cronometro. La vettura mostra una certa instabilità nelle sezioni più lente, dove la trazione risulta meno efficace del previsto. È altresì evidente un leggero surriscaldamento degli pneumatici nel tratto conclusivo, con conseguente calo di aderenza.
Leclerc a due decimi sul giro secco
Le due Ferrari tornano in pista con le gomme Soft, dando inizio alla simulazione di qualifica. L’attivazione delle coperture è diversa rispetto ai run precedenti, e sarà utile osservare come verrà gestita la tendenza della SF-25 a riscaldare in modo disomogeneo l’anteriore e il posteriore, un aspetto che resta critico. Le gomme più morbide garantiscono maggiore aderenza, ma Leclerc non si dice soddisfatto del suo tentativo, ritenendolo migliorabile.
Il monegasco individua in curva 1 il principale punto debole del giro, pur avendo migliorato il passaggio nella penultima curva. Resta però un evidente sovrasterzo nell’ultima, soprattutto a centro curva. Gli pneumatici nel primo settore non erano ancora nella finestra ottimale, e in curva 6 sono stati rilevati piccoli bloccaggi. Charles chiede quali impostazioni stia usando Hamilton, che in effetti è stato più efficace alla prima curva, ma lamenta ancora una vettura poco reattiva. Per lui arriva un’ulteriore regolazione del carico all’avantreno.

Dopo due giri di raffreddamento, le Ferrari tornano in pista. Alcuni interventi su bilanciamento e fase di attivazione delle gomme permettono a Leclerc di migliorarsi sensibilmente, abbassando il proprio tempo di oltre sei decimi. La prestazione è incoraggiante, ma restano aspetti da limare se l’obiettivo è quello di avvicinarsi concretamente al riferimento McLaren.
Anche Hamilton trova un miglioramento nel proprio giro, grazie a un assetto rivisto, ma la confidenza con la vettura resta inferiore rispetto a quella di Leclerc. Il britannico fatica ancora a compensare la scarsa rotazione della SF-25, e in aggiunta sembra che le gomme non abbiano lavorato nella finestra ideale. Entrambi rientrano quindi ai box, con il secondo stint che conferma un buon potenziale tecnico, ancora però da rifinire.
SF-25 sul pezzo
Nella fase finale della sessione, Ferrari ha simulato il passo gara con un alto carico di carburante. Entrambe le SF-25 sono scese in pista con gomme Medium, per raccogliere dati utili sul comportamento termico degli pneumatici. Su una pista come l’Hungaroring, dove la “surface temperature” incide fortemente sull’aderenza, la gestione del grip diventa cruciale per la competitività in gara.

Durante questo test, Leclerc ha mostrato un buon livello di costanza: ha aperto con un 1:21.0 per poi assestarsi su tre giri consecutivi in 1:20.9. Solo nelle ultime due tornate il ritmo è leggermente calato di un paio di decimi. Hamilton, partito più cauto, si è poi allineato ai tempi del compagno. I cronometri hanno restituito valori molto vicini a quelli delle McLaren, un segnale incoraggiante in vista delle prossime sessioni.
Nel complesso, la Ferrari ha iniziato il weekend ungherese con una base tecnica solida. Rimane ancora margine per migliorare, ma il sottosterzo, che aveva condizionato le fasi iniziali, è stato in parte contenuto nel corso della sessione. I primi riscontri vanno nella direzione giusta, anche se sarà fondamentale confermarsi nelle prossime prove libere.
Autore: Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari
