Leclerc parla della Ferrari in versione Ungheria, della F1 in Italia e di altre questioni. In conferenza stampa il monegasco si allontana dalle risposte precise, quando quest’ultime sono più ficcanti. Un atteggiamento voluto dal team italiano che conferma quanto la comunicazione per il Cavallino Rampante sia complicata. Meglio pensare al futuro e non far sapere cosa sia successo in passato.
Il fondo non era il problema nella gara di Budapest
La prima domanda al ferrarista non poteva che essere quella. Parliamo del Gran Premio di Budapest dove, dopo una pole position inaspettata, e una prima parte di gara condotta alla grande, la vettura numero 16 ha sofferto dei problemi (pressioni?) che hanno rallentato il ritmo della SF-25. La vittoria è scivolata via, sebbene il passo della McLaren e la loro strategia, consentiva almeno una delle due MCL39 di concludere comunque davanti alla Rossa.

Si è parlato parecchio del grattacapo sofferto da Charles. Il primo a ipotizzare che il rallentamento della vettura italiana fosse inerente al fondo è stato George Russell. Il pilota della Mercedes ha espresso la sua opinione che, analizzando i fatti, ci pareva tutto tranne che centrata. D’altra parte, quando mancava un terzo di gara non era più possibile preservare un fondo a quel punto già consumato.
Ecco perché l’eventuale ritocco alle pressioni delle coperture non era relativo alla protezione del plank che di fatto si consuma maggiormente nella prima parte della corsa, quando la vettura è più pesante e di riflesso più vicina al piano di riferimento. Se davvero la Ferrari ha deciso di modificare i PSI delle gomme era per avere un rendimento migliore relativo all’attivazione delle mescole Hard.

E in effetti così è parso, visto che solitamente l’auto modenese impiega almeno 4/5 tornate per stabilizzare la temperare delle Pirelli cerchiate di bianco, situazione che non si è verificata in Ungheria. Si è parlato di telaio, ma ascoltando i team radio un altro possibile problema era inerente il consumo del carburante (la Rossa è da un po’ di gare che imbarca meno benzina) e la gestione generale della power unit.
Tanti problemi legati tra loro hanno rallentato l’auto italiana
Leclerc non ha dato spiegazioni precise. La ragione è chiara e si rifà alla comunicazione che il team di Maranello ha scelto di adottare verso la stampa. Si è limitato a un “no comment” sottolineando però come la situazione sia decisamente più complicata di quando ha detto il britannico. Charles non entra in dettaglio perché non può dire cosa sia successo veramente, benché fa sapere che stanno lavorando per evitare problemi del genere in futuro.
Una situazione molto più complessa che riguarda scelta di setup e gestione delle coperture. Per noi, ripartiamo, risulta evidente che qualcosa con l’amministrazione del motore non ha funzionato. Una somma di fattori, insomma, che ha contribuito ad affossare la rossa. Scartate pertanto le fantasiose teoria sul consumo eccessivo del fondo, come la logica d’altronde imponeva analizzando i fatti.

Per il resto Charles sa bene che l’occasione più grande per vincere una gara gli è scappata di mano. Sicuramente partire in pole in Ungheria, su una pista dove sorpassare è difficile, era un’opportunità molto grande per il monegasco che lo sottolinea a malincuore. Poi aggiunge che nelle ultime dieci gare non ne avranno molte altre, considerando quanto diamine sia forte la super McLaren.
Tuttavia Leclerc non perde il suo ottimismo. Preferisce attendere e vedere che succede. Alla conferenza ci racconta che il suo atteggiamento non è quello di concentrarsi troppo sulle probabilità. Bensì preferisce molto più focalizzarsi su quello che può ottenere con la sua vettura e come fare con la squadra per essere nella posizione migliore per sfidare il team di Woking che, al momento è molto, molto forte…
Autori: Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich – Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv
