Il weekend ungherese di F1 entra nel vivo. La Ferrari arriva in qualifica con la volontà di confermarsi quantomeno seconda forza alle spalle delle McLaren. Così come nella giornata di ieri, anche nelle FP3 di oggi Leclerc si è classificato al terzo posto a 399 millesimi da Piastri, stesso identico distacco della seconda sessione del venerdì. Occhio però alla Mercedes, pronta a insidiare la Scuderia del Cavallino Rampante.
Q1: una relativa tranquillità
Entrambe le Ferrari lasciano i box per il primo run di qualifica con gomme Soft. Inizialmente, le condizioni della pista sono simili a quelle viste nelle FP3. Leclerc non riesce a completare un giro particolarmente pulito, mentre Hamilton si comporta meglio con una tornata più ordinata. Persistono però i soliti limiti: difficoltà nel raggiungere il punto di corda e sovrasterzo in fase di uscita curva.
La gestione degli pneumatici resta un aspetto chiave su cui il team sta lavorando con attenzione. Al secondo tentativo, sempre su Soft, la priorità è superare il taglio del primo segmento di qualifica. La pitl-ane si riempie rapidamente, con diverse vetture pronte a uscire mentre il tempo per segnare un giro utile si riduce. Intanto, il cielo si copre e il sole scompare dietro le nuvole, abbassando di più di 10 gradi la temperatura dell’asfalto.

I piloti della Rossa spingono per portare le gomme nella giusta finestra di lavorazione nel minor tempo possibile. Leclerc rischia grosso con una sbavatura importante nel secondo settore, perdendo quasi il controllo della monoposto ad alta velocità. Riesce comunque a chiudere in quinta posizione. Anche Hamilton supera il taglio, ma resta evidente che il bilanciamento e l’attivazione degli pneumatici non sono ancora ottimali. Fuori Tsunoda, Gasly, Ocon, Hulkenberg e Albon.
Q2: ancora un disastro per Hamilton
Le due SF-25 si mostrano piuttosto instabili, restituendo ai piloti una sensazione generale di poca fiducia. Entrambi comunicano via radio al muretto la necessità di trovare soluzioni rapide per migliorare l’aderenza. Leclerc, in particolare, evidenzia come il feeling riscontrato durante le FP3 sia completamente scomparso. Una situazione che richiede un intervento tempestivo.
Il monegasco sottolinea che l’unica modifica positiva fatta nella sessione del mattino non è stata mantenuta. Nel frattempo, come da previsioni, inizia a cadere qualche goccia di pioggia nel secondo settore, facendo scattare l’allerta nei team. Gli ingegneri Ferrari cercano di supportare i piloti prima del primo vero tentativo lanciato in Q2, consapevoli della finestra temporale ristretta.

Hamilton fatica nel secondo settore, dove perde tempo prezioso in percorrenza, e anche Leclerc non riesce a essere pulito. Il distacco dai primi è evidente, ma in questa fase si utilizzano ancora pneumatici usati. Il tema centrale resta lo stesso: è difficile far lavorare correttamente le gomme, che non entrano nella giusta finestra di esercizio. Entrambi segnalano problemi via radio, ma le prestazioni non migliorano.
Dopo una breve sosta ai box, i due tornano in pista con un nuovo set di Soft. C’è ancora traffico in uscita dalla pitlane, ma stavolta l’asfalto dovrebbe garantire maggiore aderenza. Durante il giro di preparazione, entrambi procedono con cautela nel primo settore. Quando iniziano a spingere, Leclerc è aggressivo e scivola nel settore centrale, ma riesce a qualificarsi. Hamilton, più ordinato, non è però sufficientemente veloce e resta escluso in dodicesima posizione, insieme a Bearman, Sainz, Colapinto e Antonelli.
Q3: Charles fa qualcosa di pazzesco
Leclerc non è affatto soddisfatto del suo primo tentativo e in radio non usa mezzi termini per descriverlo. Hamilton, altrettanto deluso, si sfoga appena rientrato ai box con un “sempre la stessa storia…”. A quel punto resta solo il monegasco a tenere in gioco la Ferrari. La gestione delle Soft usate è tutt’altro che semplice, ma serve per ritrovare fiducia e provare ad aggiustare il comportamento della vettura.

Durante il giro si percepisce chiaramente quanto sia difficile mantenere sotto controllo la monoposto, soprattutto nelle curve più tecniche. L’auto è nervosa e va domata in ogni tratto. Prima del giro decisivo, Charles chiede di rivedere la mappatura del brake shaping, convinto che una modifica sia necessaria. Bozzi gli risponde che valuteranno tutto al rientro ai box.
Dopo un rapido confronto e qualche minuto alla telemetria, la SF-25 numero 16 torna in pista per l’ultimo assalto. È il momento della verità e Leclerc non delude. Con un giro straordinario riesce a conquistare una pole position inaspettata, gestendo al meglio una situazione complicata e leggendo alla perfezione le condizioni della pista. È la pole position numero 27 per il pilota monegasco in F1.
Autore: Andrea Bovone
Immagini: Scuderia Ferrari
