Ferrari riparte nella terra in cui ha sempre deluso in F1. Dopo la pausa estiva, il team di Maranello cerca risposte a Zandvoort. Dal ritorno in calendario, la pista olandese è stata a dir poco ostica per il Cavallino Rampante. La della tappa nei Paesi Bassi nella seconda parte del mondiale, di fatto, ha sempre premiato i progetti in crescita. Nel 2024 McLaren stracciò la concorrenza, malgrado la SF-24 sia stata protagonista di un finale di stagione ottimo.
Qual’è il valore attuale della SF-25?
Il dilemma è proprio lo stato di salute del progetto tecnico 677, vero e proprio Dottor Jekyll e Mister Hyde nel corso della fine settimana in Ungheria. La SF-25, dopo l’importante aggiornamento alla sospensione posteriore, può crescere in modo significativo o sarà un laboratorio fino al termine della stagione? Per onestà intellettuale è necessario sottolineare che gli update non sono garanzia di crescita prestazionale.
Mercedes, ad esempio ha deciso di tornarne alla vecchia specifica con il push-rod al retrotreno dopo le carenti performance ottenute. Una decisine difficile ma necessaria per rimettersi in carreggiata. Per lo storico team italiano i feedback sono decisamente diversi. Tra Belgio è Ungheria si è visto un passo avanti nelle capacità della vettura relative alla messa a punto. Un segnale importante.

Se parliamo di nuova sospensione, dobbiamo ricordare in primo luogo che si tratta di un intervento correttivo, in grado di offrire più margini di manovra nella definizione delle altezze da terra ampliando la mappa aerodinamica. A Maranello sono certi di aver investito su una delle poche componenti che fornirà conoscenze utili da riversare sul progetto tecnico 678 al pari del sistema frenante.
F1, la sfida di Zandvoort
Il tracciato che si srotola davanti alla spiaggia olandese ha sempre offerto feedback pessima per la Rossa, avara di soddisfazioni in tale contesto. A volte si è arrivati il Olanda con sviluppi congelati o monoposto azzoppate da aggiornamenti fallimentari. Ma quest’anno la sfida sembra ancora più complessa rispetto al recente passato. Ragione? Il team diretto da Frederic Vasseur nutre qualche dubbio.

Tra il Gran Premio del Belgio e quello dell’Ungheria, il francese non ha dato la sensazione di aver compreso il perché dei problemi sofferti dalla vettura numero 16. Un’auto che ha funzionato a tratti per poi crollare nell’ultimo terzo di gara. Il fantomatico problema “al telaio” non ha convinto nessuno. Parliamo di pressioni e grattacapi con la power unit, a quanto pare. Anche i consumi hanno influito.
Per quanto possa sembrare assurdo, non c’è niente di peggio di non comprendere a fondo le ragioni inerenti la performance anche quando è lusinghiera. Il tracciato olandese è un banco di prova molto attendibile in merito alle qualità del sistema sospensivo della Rossa. La geometria del tracciato presenta varie tipologie di curve, con sezioni medio rapide e altre più lente, in cui si esaltano le monoposto dotate di un ottimo grip meccanico.
L’ora della verità sta arrivando
La conformazione del circuito richiede un setup da medio-alto carico, necessario compromesso rispetto alla varietà di curve presenti e in considerazione del fatto che, per il 68% del tempo sul giro, la farfalla dell’acceleratore resterà aperta. Zandvoort presenta curve particolari, molto lunghe e con forze G elevate che vanno a stressare ripetutamente gli pneumatici anteriori, tipico dei tracciati front limited.

Una delle classiche piste in cui la bontà del progetto tecnico è predominante rispetto all’abilità del pilota. Se quello di Leclerc in terra magiara è stato un miracolo solo sfiorato, lo si capirà rapidamente nella terra dei tulipani. Nel mentre Ferrari si è concentrata nel limitare la carenza di rotazione, senza dimenticare l’importanza di saper gestire le coperture. Un paio di giorni e ne sapremo di piu…
Autore: Roberto Cecere – @robertofunoat
Immagini: Red Bull – Ferrari – Mercedes – F1TV
