McLaren, Norris vs Piastri in F1: la grana più bella da gestire. Due galli nel pollaio che si contendono il titolo iridato. Uno scenario che ha sempre prodotto attriti tra i compagni di squadra. È stato così tra Senna e Prost e nel recente passato tra Hamilton e Rosberg. Fino ad oggi gli alfieri di Woking hanno gestito la rivalità rispettando il bene supremo della scuderia. Liberi di correre ma non di fare a sportellate. continuerà così?
In ballo non c’è solo la corona iridata
È molto probabile che nelle ultime dieci gare della stagione le direttive della storica scuderia inglese saranno disattese. Come potrebbe essere altrimenti. Entrambi i mondiali sono ormai in ghiaccio e quella tra Norris e Piastri non è semplicemente la lotta per la conquista del primo titolo iridato. La posta in palio è molto più elevata: chi vince può assumere la leadership della scuderia per gli anni a venire.
Non è affatto scontato che questa sia l’occasione irripetibile per i due piloti della McLaren. Il team diretto da Andrea Stella, di fatti, potrebbe anche proseguire il proprio dominio tecnologico pure dopo la rivoluzione regolamentare. Ci riferiamo al nuovo ciclo normativo che fa acqua da tutte le parti. Circostanza plausibile se davvero l’unità di potenza Mercedes dovesse tornare a essere il benchmark della categoria.

Lando e Oscar devono marcare il territorio sul lungo periodo: l’inglese rivendica questo ruolo in virtù della più lunga militanza nel team, mentre la carriera di Piastri dimostra che l’australiano è una sorta di spugna, in grado di apprendere e mettere in pratica tutto in modo dannatamente veloce. Ha compiuto passi da gigante sul giro secco, dove era stato sonoramente battuto da Norris mate nello scorso biennio.
Gli sviluppi hanno rimesso in carreggiata Norris
Con estrema sincerità, Stella ha ammesso che la specifica di base della MCL39 non era ideale per lo stile di guida di Lando. Viceversa, eccezion fatta nel Gran Premio inaugurale in Australia, la monoposto numero 81 ha esaltato le doti del pilota campione del mondo di F3 e F2. Lo sviluppo della vettura, specie per quanto concerne la sospensione anteriore ulteriormente estremizzata, ha conferito fiducia al vice campione del mondo.
Il pilota inglese originario di Bristol, in occasione del Gran Premio di Cina, definì la sua MCL39 piuttosto difficile da guidare e per di più non abbastanza rapida per le sue aspettative, lamentando difficoltà di guida e di adattamento sin dal primo round della stagione nonostante. Questo nonostante il successo in quel di Melbourne in casa del compagna di squadra.

Nonostante il programma di evoluzione della già ottima MCL39 abbia rimesso in carreggiata Norris, il team principal italiano della squadra britannica non può che applaudire il lavoro del team. La ragione è molto semplice: gli ingegneri sono stati in grado di fornire una vettura capace di assecondare le diverse necessità dei due alfieri del team, aiutando Lando senza penalizzare Oscar.
Piastri non si sottrarrà al ruvido confronto interno
Nel prossimo mini campionato fatto di 10 round iridati, conterà più l’esperienza o le doti caratteriali dei contendenti al titolo? Norris, numeri alla mano, vanta un know how superiore rispetto al suo compagno di squadra. Viceversa, quest’anno, Piastri ha mostrato una ferocia nel corpo a corpo che gli ha consentito di competere con Lando ma pure con un osso duro del calibro di Max Verstappen.

Proprio nel confronto diretto con il campione del mondo olandese sono venute a galla le vulnerabilità di Norris nella parte finale della scorsa campagna. La sensazione è che il pilota australiano, se sarà necessario, non si sottrarrà al confronto ruvido contro la monoposto numero 4: sperando che il muretto McLaren o le papaya rules non indirizzino il campionato mortificando l’indole dei suoi piloti.
Autore: Roberto Cecere – @robertofunoat
Immagini: McLaren – F1TV
