Tensioni in F1 nel mondo Red Bull. La prima giornata di prove libere sul tracciato dell’Hungaroring è stata inquietante per la scuderia austriaca. Sulla carta il layout della pista magiara non si addice bene alle caratteristiche della RB21. A onor del vero anche nel 2025 le monoposto mostrarono scarsa competitività nel toboga ungherese, gara caratterizzata dalla collisione tra Verstappen e Hamilton.
Red Bull: un venerdì da incubo
La performance sciorinata dal quattro volte campione del mondo è stata molto peggiore rispetto alle aspettative. Oltre al riferimento cronometrico assoluto, a preoccupare gli ingegneri di Milton Keynes è l’instabilità della piattaforma che ha mostrato scarsa aderenza nelle curve a bassa velocità di percorrenza.
Sia nella prima ora che nella seconda free practice, le due monoposto colorate blue racing sono state semplicemente troppo lente. Nelle FP2, Max Verstappen ha rischiato davvero grosso. Un asciugamano è rimasto nell’abitacolo e l’olandese se ne è disfatto lanciandolo a bordo pista. Una atteggiamento dettato dal nervosismo che però non può essere giustificato in maniera positiva.

L’investigazione degli steward si è conclusa solamente con un semplice warning, tuttavia la superficialità del lato del box del figlio di Jos è assai grave. Alla fine, il pilota Red Bull si è giustificato dicendo che, se il corpo estraneo fosse arrivato in prossimità della pedaliera, il rischio di innescare un incidente poteva essere una circostanza verosimile.
RB21: cambio estremo di setup per cambiare l’inerzia del weekend
Come ovvio che sia, il quattro volte campione del mondo è parso assai deluso dalla performance espressa nelle prime due ore di prove libere. Secondo il pilota originario di Hasselt, che peraltro giovedì ha confermato la sua presenza nel team anche perla prossima stagione, spegnendo tutte le congetture sul proprio futuro, la sua vettura non aveva né grip né bilanciamento. Non ha funzionato praticamente nulla.

Il fuoriclasse orange, di fatti, ha sottolineato che sarà necessario comprendere le ragioni delle tante problematiche emerse nella prima giornata di prove. Il tutto perché l’obiettivo minimo è sempre quello di essere la prima alternativa al dominio McLaren e di riflesso battere la Ferrari che nelle ultime gare ha realizzato uno step competitivo in avanti con l’aggiornamento alla sospensione posteriore.
Il team austriaco, unitamente alle indicazioni di Max Verstappen, ha spesso sovvertito la palese inferiorità tecnica mostrata nei primi due turni di prova libera, operando, dopo gli studi al simulatore della notte, in modo da essere molto più competitivi dalle FP3 in poi. La sensazione è che oggi sarà davvero difficile vedere le monoposto austriaca nelle prime file dello schieramento, sebbene potrebbe pure succede.

Oltre a McLaren, anche la rinnovata SF-25, specie con Leclerc, si candida ad arbitro del duello interno tra i due piloti McLaren. Insomma, la concorrenza con gli ultimi update sembra aver finalmente ridotto il gap dalle monoposto color papaya, recitando il ruolo che spesso ha consentito a Verstappen di duellare con Lando Norris e Oscar. Staremo a vedere già oggi nel primissimo pomeriggio.
Racing Bull fa meglio della “squadra A”
Come se non bastasse, le performance di Racing Bulls, nella fattispecie di Hadjar, mettono grande pressione sull’ammiraglia del programma in Formula 1. Lo stesso dicasi per Yuki Tsunoda che, nonostante la mediocrità del mezzo, ha segnato il nono crono nella seconda sessione delle prove libere staccando addirittura il suo teammate. Questa evidenza porta a riflettere sul fatto che Red Bull con Max potrebbe averne a bizzeffe.
Autore: Roberto Cecere – @robertofunoat
Immagini: Zander Arcari – @berrageiz
