F1, GP Qatar: le qualifiche sprint vedono Leclerc in Q3, Hamilton eliminato in Q1. Il monegasco riesce a portare la SF-25 sino al termine della sessione, mentre Lewis, sempre più disilluso dalla vettura, si perdere nella gestione gomme. Fattore ampiamente paventato come problema che la Rossa non è riuscita a risolvere nella preparazione al fine settimana. C’è poi l’inabilità di marcia e il sottosterzo cronico.
Ferrari: il volante leggero fornisce sensazioni complicate da gestire
La Rossa soffre a Lusail. Le curve lunghe e veloci in appoggio e un livello di energia trasmesso agli pneumatici tra i più alti dell’intero mondiale continuano a mettere a nudo i limiti strutturali della SF-25. Ne esce un quadro complesso, con Charles che non va oltre la nona posizione, staccato di +0.567s da uno straordinario Piastri, autore di una prestazione pulita, aggressiva e quasi impeccabile nei tre settori.

La McLaren, già competitiva sin dalle FP1, ha sfruttato al massimo la capacità della monoposto nel generare carico aerodinamico stabile nel medio-veloce, mentre la vettura modenese si è scontrata con una lunga lista di criticità che hanno compromesso la fiducia del pilota e la precisione nei punti chiave della pista.
Ciò che ha colpito maggiormente è stata la scarsa “lettura” del volante. Il monegasco ha ripetutamente segnalato un feedback ridotto, ovattato, che non gli permetteva di percepire con precisione dove fosse il balance della vettura. A centro curva il volante si alleggerisce in modo innaturale, fenomeno che il team aveva già incontrato in altre gare (come Silverstone) nei tratti ad elevato carico laterale, ma che qui si è intensificato.

Il risultato è una guida che richiede continue micro correzioni, non tanto per ottimizzare la traiettoria, quanto per compensare una sensazione di instabilità del telaio. Risulta piuttosto chiaro che, in una situazione del genere, dove peraltro la gestione del grip prodotto dalle gomme era molto complicata, dare il massimo a bordo della SF-25 era praticamente impossibile nel venerdì di Lusail.
Ferrari
Entrando nel merito della qualifica sprint, nel confronto diretto Piastri crea una differenza netta soprattutto in due aree: velocità di percorrenza nelle curve a media-alta velocità (tipiche soprattutto del primo e terzo settore), dove la McLaren si appoggia con naturalezza e mantiene stabilità; transizione centro-uscita curva, dove la MCL39 garantisce più fiducia ai piloti. Leclerc paga caro la mancanza di rotazione iniziale.
Per far girare la macchina deve attendere più del dovuto e ridurre la velocità minima. Il tutto genere un chiaro ritardo sul gas. Questo è evidente dalla telemetria nel primo settore. Nelle prime tre pieghe perde già due decimi e mezzo, e dal grafico dell’acceleratore si nota come la McLaren riesca a raggiungere il 100% del gas prima, mentre Charles deve rallentare sino anche a -4 km/h prima di poter impostare la curva.
Questo deficit si amplifica nel T3, dove la sua velocità di percorrenza nel curvone che comprende la 12-13-14 è nettamente inferiore. Alla 14 Piastri alza il piede di appena un 10%, mentre Leclerc del 25%. In curva 15 il monegasco dà pure un tocco al freno, oltre ad alzare del 50% il piede e a scalare di una marcia. È molto evidente il fatto che la SF-25 non riesca a mantenere un appoggio costante e a sorreggere elevate forze G laterali.

Importante sottolineare anche un’altra questione: il riscontro cronometrico messo a assieme dal pilota della Rossa arriva nel primo giro lanciato. Questo perché nel secondo tentativo non riesce a sfruttare tutto il potenziale della mescola. Ferrarista che si vede infatti costretto ad alzare il piede nel secondo settore per le gomme, dopo aver migliorato di un decimo il primo, il che gli dava un ideal lap time da 5ª posizione.
La superiorità di Piastri non è solo circostanziale. La McLaren eccelle nei tratti dove la Ferrari soffre di più: stabilità nell’appoggio, carico nelle curve veloci, rapidità nella rotazione. Il pacchetto aerodinamico della MCL39 funziona alla perfezione con le caratteristiche della pista qatariota, mentre la SF-25 mostra tutto i suoi limiti intrinseci e fisiologici difficili da mascherare con la sola messa a punto della monoposto.

Il distacco di +0.567s è significativo ma coerente con la natura della pista e con il comportamento dell’auto nei settori più impegnativi. La nona posizione ottenuta dal monegasco, purtroppo, deriva da un mix di instabilità meccanica, finestra gomme ristretta e una correlazione tra sterzo e telaio che non permette di guidare “in fiducia”. Questo lo show della Rossa a Lusail del venerdì…
Autori e grafici: Zander Arcari – @berrageiz – Marco Iurlandino
Immagini: McLaren – Scuderia Ferrari – F1Tv
