La Red Bull RB21 deve battere McLaren in queste ultime due gare di F1 se vuole continuare, con Verstappen, a nutrire il sogno iridato. Una missione assai complicata, dove tanti fattori tecnici scenderanno in pista, senza dimenticare il format Sprint. Ci sono diversi aspetti su cui il team austriaco ha lavorato, per far pesare i punti forti della sua auto e cercare il dominio a Losail. Scenario appunto difficile, ma non impossibile. Vediamo perché.
Red Bull parte da una base solida con i dati del 2024
Lo scorso anno il Qatar ha rappresentato un momento molto importante per la squadra di Milton Keynes, che di fatto ritrovò la quadra per mettere a punto la RB20. In quel Gran Premio, il team sciolse diversi nodi che erano venuti al pettine nei mesi precedenti: trovarono un setup molto solido e vinsero la gara. Naturalmente fu un insieme di condizioni favorevoli che si adattarono molto bene alla vettura.

Come sappiamo, quest’anno è molto difficile prevedere il grado di adattamento di una qualsiasi monoposto a una pista. Molto dipende dal tipo di messa a punto che la scuderia riesce a costruire in pista e di riflesso a far funzionare al meglio. È un po’ questo il segreto che può fare la differenza e permettere a una vettura di estrarre tutto il potenzia. L’altro criterio tecnico che incide è l’esecuzione in pista.
Il team diretto da Mekies ha una chance concreta di estendere il momento positivo che sta attraversando. Il formato è Sprint, per cui si avrà un solo turno di prove libere prima di andare alla prima sessione di qualifica. Parliamo di un fattore che può complicare molto la ricerca del setup ideale per la Red Bull. A Interlagos non ci capirono nulla sino a domenica, quando stravolsero l’assetto e la vettura cominciò a rispondere correttamente.
Red Bull: il plausibile vantaggio su McLaren che la RB21 deve sfruttare
Nel 2024 McLaren era dominante in tutte le zone di percorrenza. Mentre la RB20 recuperava molto negli allunghi, riuscendo così a bilanciare il gap. Tuttavia, quest’anno non dovremmo assistere disparità così evidenti nella costruzione del giro. Infatti ci aspettiamo che, la vettura austriaca, possa godere di una messa a punto ottimale, anche per quanto concerne lo sviluppo del carico aerodinamico, non solo puntando a velocità maggiori.
In gara il degrado sarà molto basso, come la stagione passata, per cui configurazioni con un livello minore di carico potrebbero essere ugualmente interessanti. McLaren sarà senza dubbio molto solida nella percorrenza di curva ad ampio raggio. Il team campione del mondo in carica arriva da una doppia squalifica per un’usura eccessiva del fondo. Aspetto che potrebbe portarli a esser più conservativi con le altezze da terra.

Il team pensa di aver compreso il motivo del problema, ma potrebbero comunque decidere di essere più cauti per non incorrere i nuove sanzioni che ovviamente potrebbero porre seriamente a rischio la conquista del mondiale piloti. Molto meglio abbassare al minimo i rischi perdendo una percentuale di prestazione che “intavolare” una setup che potrebbe mettere a repentaglio al validità dell’auto nel fine settimana arabo.
GP Qatar: la gestione gomme ha diverse situazioni da valutare al meglio
C’è poi il capitolo gomme. In Qatar le forze laterali sono massime. Parliamo di una sfida completamente diversa rispetto a Las Vegas. In termini di sforzi sulle coperture, Losail è paragonabile a Suzuka o Silverstone, seppur ci siano delle differenze. In Giappone la Red Bull fu favorita dalle temperature più miti, ma parliamo di una vettura completamente differente rispetto all’attuale. Lo scorso anno in Qatar, in qualifica l’asfalto si aggirava sui 22 °C, mentre in Giappone ci fu una media di circa 30 °C.
Con i normali dubbi legati al formato sprint di cui sopra, ci sono gli estremi affinché la RB21 si adatti bene. Il team austriaco ha stupito più volte se stesso per l’ottima gestione della mescola nel 2025, e in linea generale parliamo di una monoposto che è migliorata molto dal punto di vista dell’amministrazione degli pneumatici. Va detto che assistiamo quasi sempre a della gare con singolo pit stop grazie alla basso livello di usura.

Anche per questa ragione la Red Bull ha colmato il gap dalla McLaren, il cui vantaggio è andato sfumando da dopo la pausa estiva. Sappiamo che per il Gran Premio del Qatar, è stato deciso di non superare i 25 giri per stint, con due soste pertanto obbligate. Anche sei degrado prestazionale è basso la gomma si usura e la struttura viene messa a rischio. Quest’ultima sarà una delle chiavi di successo da gestire per Red Bull.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: Red Bull – F1Tv
