In queste ore McLaren ha inviato ai media di F1 un report con delle risposte di Stella sulla questione riguardante la recente doppia squalifica a Las Vegas. Il team principal della squadra inglese, ha fatto pure alcune considerazioni molto interessanti sulle ultime due gare di Formula Uno ancora in calendario, la prima questo fine settimana in Qatar. La FIA avrà un occhio di riguardo per le MCL39, inutile nasconderlo.
McLaren: l’insegnamento per nos sbagliare più con le altezze da terra
Anche per questa ragione il team di Woking non può commettere ulteriori errori da qui in avanti, se vuole portare a casa pure il titolo pioto dove Verstappen, a “sole” 24 lunghezze da Norris, non ha la minima voglia di mollare il colpo. Serve pertanto uno svolgimento oculato dei compititi tecnici relativi alle altezze da terra. Il team potrebbe quindi prendere alcune precauzioni in Qatar? A questa domanda Andrea Stella ha risposto così:
“Quanto accaduto a Las Vegas è dovuto a un’anomalia nel comportamento della vettura, piuttosto che essere il risultato di una ricerca eccessiva o irragionevole della prestazione. Il nostro modo di agire e pensare come squadra, con una forte attenzione alla prestazione, ci ha portato dove siamo oggi: ovvero alla vittoria di due titoli costruttori consecutivi, con 2 piloti in vetta al campionato a due gare dal termine” racconta l’italiano.

Poi aggiunge: “Noi, come team, impariamo costantemente dall’esperienza e calibriamo continuamente il nostro approccio; useremo certamente ogni informazione acquisita dalla situazione vissuta a Las Vegas.” Non è quindi arrivato il secco “No”, ma giustamente il team deve imparare da quanto accaduto, capendo al meglio la finestra di funzionamento in cui opera la loro monoposto.
Gli errori sono alla base del processo di sviluppo di una qualsiasi scuderia di questo livello che di fatto due volte campione mondo di Formula 1 in maniera consecutiva. Un risultato super frutto di un lavoro con parecchia cognizione di causa. L’errore è stato indagato in modo approfondito, e la Federazione Interazione ha confermato che l’eccessiva usura sia stata dovuta a un’oscillazione verticale eccessiva e inaspettata.
Stella tranquillizza i tifosi della McLaren: la metodologia per il setup ottimale è consolidata
Chiarito questo punto, non ci dovrebbe essere il rischio di incontrare i medesimi problemi in Qatar, come ha specificato Stella: “Le condizioni che abbiamo vissuto lo scorso fine settimana e che hanno portato all’insorgere del porpoising e a un eccessivo bottoming, rispetto a quanto previsto, sono molto specifiche della finestra operativa della vettura a Las Vegas e delle caratteristiche del circuito“, racconta l’ingegnere di Orvieto.

Il team principal ha pertanto sottolineato un altro fatto interessante: “Abbiamo un metodo di messa a punto della vettura ben rodato e consolidato, e siamo fiduciosi che ciò ci condurrà a un piano ottimale per le prossime gare, a partire dal Circuito Internazionale di Lusail. Tuttavia, impariamo da ogni lezione e quella di Las Vegas ci ha fornito informazioni utili sulla finestra di utilizzo della vettura e sul regime di porpoising.“
MCL39: il possibile limite derivato dalle altezze da terra per non correre rischi
Ogni circuito ha una storia a sé ed esige richieste diverse a livello di messa a punto. Aver patito un problema del genere, come la McLaren aveva già chiarito, è dovuto soprastato a un ridotto tempo di prove durante il weekend, che non ha fatto emergere queste limitazioni. Inoltre, ha ammesso che già durante la gara sapevano bene a cosa stavano andando incontro, ma non c’era modo di ridurre il bottoming.
Dalle parole di Stella traspare pertanto grande ottimismo in vista del Gran Premio del Qatar, sebbene la lettura tra le righe delle sue dichiarazioni suggerisca allo stesso modo una certa cautela, da parte del team, nell’approccio tecnico che vedremo nell’unica ora a disposizione di prove libere per centrare l’equilibrio dell’auto. Lo stesso Andrea ha ammesso che è prassi “adottare un margine di sicurezza per qualifica e gara”.

Lo ha fatto riferendosi ovviamente al tema altezze da terra. Non escludiamo quindi che il margine si possa ampliare, per far si che la scuderia di Woking possa massimizzare il rendimento della vettura senza correre rischio. Ovviamente, un’azione del genere porta con sé una riduzione della performance, specialmente a Losail, dove il laptime è molto sensibile al carico derivante dal fondo.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: McLaren – F1Tv
