GP Qatar: Ferrari ci crede, Hamilton forse meno. Il messaggio divulgato in F1 da Frederic Vasseur resta. Il francese ha voluto sottolineare che l’ambiente a Maranello è sereno e che il gruppo di lavoro è coeso verso il raggiungimento degli obiettivi negli ultimi due GP stagionali. In questo modo si presenta il Cavallino Rampante a Lusail, in una pista di certo non amica. Lewis ha voglia di mettercela tutta? Non è questo il problema.
Ferrari: le alte motivazioni che non possono essere presenti a prescindere nella testa di Lewis
Lo abbiamo detto in tutti i modi: il britannico non vede l’ora di mettere in cantina la peggior macchina che abbia guidato nella sua carriera in Formula 1. È triste pensare che parliamo di una vettura italiana, ma qualcosa di diverso non si può dire. L’inglese non si stanca di ripetere che qualsiasi suo sforzo è stato vano. Qualche volta è andata meglio di altre, sicuramente. Ciò non toglie che è sempre troppo poco.
È chiaro che in tali condizioni non ci si possa aspettare un’esaltazione da parte dell’inglese, che ogni volta in cui si trova a guidare la SF-25 deve sudare le cosiddette sette camicie. Come sottolineato in un articolo recente, l’ex Mercedes ha bisogno di tante cose per rendere al massimo e una di queste riguarda la competitività del mezzo a disposizione. Scenario che nel 2025 lo ha profondamente deluso.

Lo testimoniano i suoi momenti di sconforto davanti alle telecamere, mentre ha narrato tutti i problemi sofferti nell’arco di un mondiale ben al di sotto delle aspettative. Anche per questo non riesce a dare il massimo, quando l’obiettivo è troppo basso rispetto agli standard a cui è stato abituato nella sua lunga permanenza nella massima categoria. Cosa si aspetta dal Qatar? Sicuramente guidare un’auto che non ha il passo per vincere.
GP Qatar, Lewis preferisce non giudica il suo primo anno alla Rossa e rifiuta il paragone con Leclerc
Per il penultimo appuntamento iridato, il Circus atterra nel circuito di Doha. Una pista che esige parecchio in termini di gomme, così come a livello aerodinamico. Ci sono diverse curve lunghe in appoggio che non si addicono ai tratti distintivi della SF-25. Senza contare il problema relativo al carico che va spostato al retrotreno. Scenario che, in automatico, alza e non poco la carenza di rotazione congenita della monoposto modenese.

Il talento Stevenage è molto poco loquace nella solita conferenza stampa del giovedì, questa volta, nel contesto arabo di Doha. Il pilota pluri premiato parla a bassa voce e non sembra essere a proprio agio davanti alla telecamere. Alla domanda su come giudica il suo primo anno con la Rossa preferisce glissare, spostando il discorso sul fine settimana di gara imminente: “Non posso giudicarlo, penso che la SF-25 possa essere discreta a Lusail“
Inoltre aggiunge che comparare il suo lavoro con quello di Charles non è che abbia poi molto senso, considerando che lui era un rookie con il Cavallino Rampante, mentre Charles aveva già spesso ben sei stagioni con le vetture italiane. E su questo fatto possiamo per nulla dargli torto, specie considerando che monoposto gli hanno fatto guidare al sue debutto con il team dopo 11 anni di Mercedes.

Successivamente aggiunge che sebbene nutra speranze di mettere assieme un weekend positivo, mantenere il passo della Red Bull di Verstappen sarà parecchio complicato. McLaren non viene nemmeno nominata, in quando pare più che palese come non ci sia alcuna speranza di lottare con le due MCL39. “Penso che sarà molto dura avere il ritmo per sfidare la Red Bull. Spero comunque in un buon fine settimana“.
Hamilton: l’importanza del prossimo futuro del team
Poi torna sui problemi del mondiale che si sta per concludere, cercando a tutti i costi di vedere il lato positivo di una campagna agnostica davvero brutta. “Abbiamo sofferto un campionato molto difficile, ma cerco comunque di portare a casa il lato buono delle cose. In Nevada ho sofferto una frustrazione grande, ma guardo avanti, entusiasta di vedere il lavoro della squadra verso il futuro per crescere assieme a tutto il gruppo“,

Per finire spende due parole pure su chi lo ha sostituito in Mercedes. Parliamo di Andrea Kimi Antonelli, che malgrado stia andando forte negli ultimi mesi, ha passato dei momenti dove ha dubitato di se stesso. “Non ho potuto lavorare con Kimi, ciò non toglie che mi piace vedere la sua crescita professionale e umana. Il nostro rapporto è davvero ottimo“.
Autore: Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv
