La qualifica Sprint di F1 del GP Qatar ha aggiunto un nuovo capitolo alla stagione difficilissima di Lewis Hamilton, escluso già in SQ1 con il diciottesimo tempo. Il pilota della Ferrari non è mai riuscito a trovare ritmo su un circuito che richiede fiducia e precisione. La differenza rispetto a Charles Leclerc, nono al termine della sessione, è apparsa ancora una volta evidente, e conferma le difficoltà dell’inglese nell’adattarsi alla SF-25.
Ferrari SF-25 in enorme difficoltà
Il tracciato di Losail, noto per le alte velocità in curva e per il carico laterale sugli pneumatici, ha evidenziato i soliti limiti strutturali della monoposto. Maranello ha diviso le scelte aerodinamiche tra i suoi due piloti: Leclerc ha optato per un assetto più scarico, mentre Hamilton ha preferito un’ala posteriore più carica.
Una tendenza costante quest’anno, adottata per trovare fiducia nelle curve più veloci. Ma la scelta non ha pagato e la vettura è rimasta difficile in ogni fase. Hamilton è arrivato in Qatar con un tono cupo sin dalle prime apparizioni nel paddock, lasciando trasparire un malessere che accompagna ormai tutta la sua stagione.

L’inglese appare sfiduciato, schiacciato dalle aspettative generate in fase di firma e dalle promesse non mantenute sulla competitività del progetto Ferrari. Le dichiarazioni di John Elkann, convinto che la vettura sia migliorata, non hanno contribuito a rasserenare l’atmosfera. E il clima interno resta teso.

Il sette volte campione del mondo sta attraversando quello che, numeri alla mano, è il suo peggior campionato di sempre. I risultati non arrivano, le sensazioni al volante rimangono negative e il confronto con Leclerc si fa di settimana in settimana più pesante. La SF-25 si conferma una monoposto imbarazzante, instabile e poco prevedibile, soprattutto sul giro secco. Ed è in questo contesto che Hamilton fatica a trovare un punto di svolta.
Lewis: “Vettura complicata come sempre”
Al termine delle qualifiche Sprint, il britannico ha espresso senza giri di parole il proprio disappunto: “La macchina era complicata come sempre. No, non è andata meglio con l’ala ad alto carico. Qualcosa di positivo? C’è bel tempo, il meteo è bello”.
Una dichiarazione breve, ma sufficiente a descrivere il quadro generale. E che evidenzia una frustrazione che ormai accompagna ogni sua uscita ai microfoni. Il venerdì di Losail si chiude dunque con altri interrogativi sulla direzione del progetto Ferrari (a medio-lungo termine) e sul rapporto tra Hamilton e la squadra.

La Sprint di domani difficilmente cambierà la narrazione della sua stagione, ma servirà almeno a raccogliere dati importanti in vista della gara. Per Lewis, il traguardo sembra essere più mentale che sportivo: ritrovare fiducia in se stesso e in una macchina che, finora, non gli ha mai restituito ciò che cercava.
Autore: Andrea Bovone
Immagini: Scuderia Ferrari
