GP Qatar, uno scenario di F1 difficile per la Ferrari, che in nessun modo riesce a trovare il giusto equilibrio con la propria vettura. Come lo stesso Vasseur ricorda, dal mese di aprile la scuderia ha smesso di aggiornare la SF-25. Le ragioni sono ormai più che note, con l’unic update al pull-rod posteriore da quasi 3 milioni che non ha funzionato. A Lusail ci sono diverse situazioni tecniche da analizzare: vediamo di cosa si tratta.
GP Qatar, qualifica sprint: i problemi sofferti da Hamilton e Leclerc a bordo della Rossa
Come anticipato alla vigilia del weekend qatariota, per il team di Maranello si prospettava un compito molto complesso, con parecchie problematiche da risolvere in tempi assai ristretti. Ne abbiamo parlato nella nostra preview, anticipando i temi tecnici sulla SF-25. La singola prove libera rende ancora più arduo l’adeguamento del setup in pista: sarebbe stato necessario disporre di più altre sessioni per perfezionare la messa a punto.
Dal punto di vista dell’handling, sin dai primi giri sono emerse evidenti carenze. L’analisi degli on-board ha messo in luce un livello di sottosterzo superiore alla media: a centro curva i piloti devono applicare un angolo di sterzo decisamente più ampio rispetto alle monoposto concorrenti. Questo non solo influisce sulla temperatura superficiale degli pneumatici, ma compromette anche il posizionamento della vettura in uscita di curva.

In accelerazione, l’auto si scompone e costringe i piloti a modulare con cautela il gas, con conseguente perdita di velocità tra una curva e l’altra. Sotto il profilo aerodinamico, il team ha provato diversi livelli di carico per migliorare l’equilibrio, tentando di scaricare la SF-25 per avanzare il centro di pressione. Mossa che mirava a garantire più grip all’asse anteriore. Nonostante questi interventi, la carenza di rotazione è rimasta evidente.
SF-25: il difetto di base della Rossa che non è mai stato risolto nel corso della stagione
Un secondo elemento critico, probabilmente alla base di buona parte del gap registrato in pista, riguarda la gestione delle mescole. L’analisi dei dati delle prime libere evidenzia come la SF-25 perda costantemente terreno nel primo settore, dove il distacco cresce in maniera significativa, mentre nel resto del giro la curva del gap tende ad appiattirsi. Una informazione importante che ci dà modo di ragionare.

Durante la qualifica, questa tendenza negativa sulle coperture si conferma: la vettura italiana continua a soffrire con le coperture, dove la fase di nel warmup per accendere la mescola Soft è tutto tranne che lineare. Tra l’ingresso di curva 1 e l’uscita di curva 2, la monoposto delle Rossa registra una perdita di quasi due decimi e mezzo. Un gap che di fatto compromette gran parte della prestazione con un compound non ancora pronto.
La scelta di Pirelli nel portare delle gomme particolarmente dure, di riflesso, richiede una certa capacità del team di attivare gli pneumatici già durante il giro di preparazione. il tutto avviare portando il bulk (parte centrale della gomma) nella temperatura ottimale e richiesta per accedere al massima aderenza. Tuttavia, questa operazione comporta il rischio di surriscaldare la superficie della gomma, lo sappiamo bene.
Ferrari: la combinazione di più fattori tecnici che limita fortemente il rendimento della SF-25
Ed è proprio per questo che tale operazione era estremamente difficile, specie per la Ferrari, che non trova il giusto equilibrio. La vettura parte con gli pneumatici ancora freddi, che si scaldano progressivamente durante il giro. Nel T2, la vettura italiana riesce a mantenere le gomme nella finestra ottimale, con intertempi soddisfacenti, ma nell’ultimo settore la prestazione cala a causa di un inizio di overheating.

Nella sequenza di curve veloci del terzo settore, Leclerc perde costantemente velocità a centro curva, con il distacco che aumenta ulteriormente. Un quadro tecnico del genere dimostra come la combinazione di sottosterzo, gestione del carico aerodinamico e difficoltà nella finestra di temperatura delle gomme, abbia senza dubbio influito in maniera determinante sul rendimento complessivo della monoposto di Maranello.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv
