La domenica di F1 di Lando Norris nel GP Qatar si è chiusa con un quarto posto che lascia molto rammarico. L’inglese ha sfruttato nel finale l’errore di Kimi Antonelli, autore dell’unica sbavatura della sua gara, per risalire di una posizione. Un risultato utile in ottica campionato, ma lontano dalle aspettative della McLaren. La MCL39, infatti, era considerata la vettura da battere a Losail.
Norris doveva rientrare ai box con Verstappen
Il punto di svolta è arrivato al settimo giro, quando la Safety Car ha colto di sorpresa il muretto McLaren. La scelta di non richiamare ai box né Lando Norris né Oscar Piastri. Un questione che non si capisce per nulla, in quanto nel tentativo di non favorire uno dei due, ha finito per danneggiarli entrambi. Il tutto fa parte di queste benedette papaya rules che invece di aiutare continuano ad affossare il team.
Una decisione che ha pesato come un macigno sull’esito della gara e ha trasformato un potenziale doppio podio in un’occasione persa. Se McLaren perderà il mondiale pilota, dire che per gran parte sarà colpa sua sarebbe più che onesto, al netto di super Max che approfitta di ogni singola occasione senza commettere errori. Lo stesso dicasi per il team Red Bull, che con la gestione Mekies ha cambiato volto completamente.

La gestione strategica della squadra di Woking è ora sotto esame. Per Norris il quarto posto ha un valore relativo: la monoposto avrebbe permesso ben altro risultato. Oscar era più forte in questo fine settimana, ma un secondo posto sulla linea del traguardo dietro al compagno di squadra avrebbe messo in ghiaccio il mondiale piloti per l’inglese. E invece no, serve ancora l’ultima gara per decretare il vincitore.
La McLaren non è riuscita a capitalizzare il ritmo mostrato per tutto il fine settimana, lasciando a Verstappen una vittoria che poteva essere controllata. Una situazione che complica la sua corsa al titolo mondiale, pur essendo ancora primo e quindi matematicamente favorito. L’inglese è consapevole che servirà un approccio diverso la prossima settimana, dove il braccino potrebbe fare davvero brutti scherzi.

In classifica il margine su Verstappen scende a soli 12 punti, rendendo Abu Dhabi un vero spareggio per l’assegnazione del mondiale. La pressione sarà un fattore determinante nelle ultime 58 tornate della stagione. Perdere un campionato avendo tra le mani una vettura così competitiva sarebbe un duro colpo. La gestione mentale diventa quindi centrale per l’ultima battaglia.
Lando: “Un rischio che non dovevamo correre”
Il weekend in Qatar ha comunque mostrato un Norris mai sul ritmo di Piastri, capace di limitare i danni soltanto nell’ultimo giro grazie al piccolo ma fondamentale errore di Antonelli, il quale gli ha fatto guadagnare una posizione, ma non ha nascosto le difficoltà del team nella domenica tutt’altro che positiva di Doha. La McLaren dovrà ora ritrovare ordine e chiarezza.

Nel post gara Norris ha commentato con franchezza quanto accaduto, evidenziando il peso della decisione strategica: “Non so quanto la macchina fosse competitiva dopo il presunto danno (al fondo, nda), ma le sensazioni erano comunque buone. È stata una situazione difficile: avevamo fiducia che il team prendesse la decisione giusta, ma abbiamo corso un rischio che non dovevamo correre. Così Oscar ha perso una vittoria e io un secondo posto”.

L’inglese ha poi guardato avanti, consapevole che l’ultima gara sarà decisiva: “In passato abbiamo lavorato bene, abbiamo anche vinto il mondiale costruttori; oggi non è andata allo stesso modo, ma fa parte delle corse. Ora dobbiamo analizzare tutto con calma e capire come migliorare. Non puoi indovinare ogni scelta, ma se ciascuno farà il proprio lavoro nel modo corretto, sia io che la squadra, andrà tutto bene”. Abu Dhabi dirà se basterà.
Autore: Andrea Bovone
Immagini: McLaren F1 Team
